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Il parto naturale, preludio del martirio materno?

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In Inghilterra undici bambini morti dopo il parto naturale. Un Rapporto del governo mette in luce le incompetenze delle ostetriche di un ospedale di Barrow

Parto naturale e ostetrica

Una madre e undici neonati sono morti tra il 2004 e il 2013 nel reparto maternità di un ospedale di Barrow, in Inghilterra.

Dal  rapporto richiesto dal governo è emerso che a provocare queste morti è stato un gruppo di ostetriche super-zelanti conosciute come “moschettieri” che imponevano il parto naturale ad ogni costo, rifiutandosi di chiamare i medici quando necessario e colpevoli di negligenza ed incompetenza.

Secondo il Rapporto c’è stato un mix letale di errori che ha portato a questa terribile sequenza di decessi.
In un editoriale pubblicato sul Guardian, Eliane Glaser, scrive che all’apparenza il parto in Gran Bretagna è estremamente medicalizzato. Vengono spesso imposte le epidurali, vengono praticate episiotomie, fatti parti cesarei, ma in realtà è vero esattamente il contrario.
Il racconto della giornalista ne è un chiaro esempio.

Le contrazioni sono iniziate di notte una domenica, sono andata in ospedale e l’ostetrica mi rimandò a casa dicendomi di tornare solo a travaglio iniziato. Io sanguinavo e glielo dissi ma lei sprezzante mi disse che non dovevo lamentarmi. Sono tornata in ospedale due ore dopo, mi hanno ricoverata e sottoposto ad un cesareo di urgenza. La placenta si era staccata ed era a rischio la mia vita e quella del mio bambino.
Molte volte ho sentito di donne che erano state respinte dalle ostetriche che avevano minimizzato il loro dolore, donne che si sono sentite ridicolizzate perché le era stato concessa l’epidurale oppure che si sono sentite con colpa se avevano partorito con un cesareo.

spiega  Eliane che naturalmente precisa che esistono anche ostetriche premurose e sensibili e che ogni parto è a sé ma indubbiamente resiste un certo atteggiamento culturale che vede nel lungo e doloroso e travagliato parto naturale una sorta di legittimazione alla maternità.

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L’idea che le donne hanno libera scelta su come partorire è pura illusione. Resiste un approccio sociale e culturale che ti indica chiaramente cosa sia moralmente corretto e quando esci fuori da questa scia rischi di sentirti meno donna e meno mamma.

D’altronde bastava leggere il titolo del Daily Mail all’indomani della nascita del principe George: “11 ore di travaglio e tutto naturale”. Come se questo rendesse degna Kate Middleton di cotanta prole.

Nulla contro le ostetriche, precisa Eliane. Il punto è che se poi devono morire mamme e bambini allora è il momento di ricordare che le emergenze rivelano le gerarchie. Se vogliamo salvare una vita allora bisogna chiamare i medici. E’ vero che le donne partoriscono da milioni di anni e che la nascita non dovrebbe essere considerata una procedura medica bensì un evento naturale.

Ma se naturale significa insensibilità, incapacità di capire che le cose si stanno mettendo male, pura ideologica allora si rischia di finire male.

Meglio parto naturale o cesareo?

Nel 1950 una donna che partoriva in ospedale sarebbe stata rasata, sottoposta a clistere ed episiotomia di routine. Il movimento di nascita naturale guidato dall’ostetrico Fernand Lamaze e il medico inglese Grantly Dick-Read fu una comprensibile reazione a questo modo di partorire. Ma oggi il parto naturale è diventato una sorta di istituzione medica. Addirittura nelle recenti linee guida si dice chiaramente che se la gravidanza è a basso rischio la donna dovrebbe partorire in casa o sotto la sola guida di un’ostetrica. Naturalmente per queste donne l’anestesia è fuori discussione.

ricorda Eliane che conclude

so che per molte donne il parto naturale è un’esperienza profonda, ma la nostra cultura considera il parto naturale come un preludio al martirio materno.

D’altronde Dick-Read descrive il parto come

la prima, difficile lezione sulla buona maternità:crescere dei bambini significa avere self-cotrol e fare un duro lavoro. Diciamole da subito la verità: la maternità non è una passeggiata e non è un hobby
 

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