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Partorire in Italia è sicuro?

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In Italia il parto è sicuro, ma il 29% dei centri nascita non rispetta i parametri di sicurezza

Parto in Italia

Partorire in Italia dal punto di vista sanitario significa affidarsi ad un servizio sanitario di buona qualità, ma persistono alcuni punti critici sui quali lavorare, sia per evitare casi terribili come quello di Nicole, morta a Catania tre ore dopo la nascita, sia per offrire alle neomamme e ai bambini un migliore livello di assistenza durante il parto e dopo la nascita.

E’ la conclusione a cui è giunto l’ultimo Rapporto “Mamme in arrivo” redatto da Save The Children.

Ma vediamo nel dettaglio qual è la situazione nel nostro Paese.

Nascere in Italia

I punti nascita in Italia garantiscono un buon livello di qualità, tuttavia il 29% di essi non rispetta i parametri di sicurezza, soprattutto perché non effettuato almeno 500 parti l’anno, ma anche per insufficiente disponibilità di personale  medico/ostetrico e di servizi di trasporto materno e neonatale di emergenza.

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Nel 36,3% di nasce con un parto cesareo, e la tendenza alla medicalizzazione caratterizza anche  il parto spontaneo con la rottura artificiale delle membrane nel 32% dei casi, l’episiotomia nel 34,7%, la somministrazione di ossitocina per aumentare la frequenza e l’intensità delle contrazioni nel 22,3% dei parti.

La mortalità infantile è tra le più basse del mondo ma ci sono alcune differenze a livello regionale: +30% nel Mezzogiorno, con picchi in Sicilia (4,8 bambini che perdono la vita entro il primo anno, su 1000 nati vivi), Campania (4,1), Lazio (3,9) e Liguria (3,8).

Essere mamma in Italia

11 neonati su mille hanno una madre under 25, mentre 8 su cento una mamma over 40. Tra l’8 e il 12% delle neo madri, pari a un numero compreso tra le 45 e le 50 mila donne all’anno, soffre di depressione post partum; circa 400 neonati, ogni anno, non sono riconosciuti dalle madri e vengono lasciati in ospedale; per quanto riguarda i servizi territoriali per la salute materno-infantile

Le pratiche da evitare per avere un buon parto

Assistenza alle mamme

Non proprio edificanti i numeri relativi ai servizi sociali per le famiglie. Negli anni sono diminuiti i consultori che oggi non superano i 1911 in tutta Italia. La copertura degli asili nido pubblici riguarda solo il  13% dei bambini 0-2 anni e scende ulteriormente in alcune regioni,toccando quota 2% circa in Calabria e Campania

Con il rapporto Mamme in arrivo abbiamo cercato di documentare le disfunzioni di una rete sanitaria che, pur essendo riconosciuta come una delle migliori al mondo, non assicura dappertutto e in ogni circostanza  le condizioni di sicurezza fondamentali, come accaduto per la bambina neonata di Catania la cui morte è inammissibile. Inoltre abbiamo posto l’attenzione sul sostegno al percorso nascita, cioè sull’insieme di servizi,  misure e politiche che dovrebbero essere a disposizione della mamma e della coppia affinché il parto e la maternità siano vissuti in modo positivo. Abbiamo constatato come tale sostegno sociale sia spesso inadeguato e le mamme e le coppie si ritrovino sole, nonostante i tentativi di miglioramento promossi attraverso  l’emanazione di una serie di linee guida

spiega Raffaela Milano, Direttore Programmi Italia-Europa Save the Children.

“Fiocchi in ospedale”

Il rapporto di Save The Children si inserisce nell’ambito del progetto “Fiocchi in Ospedale”, nato nel 2012 per migliorare le condizioni dei bambini fin dai primi giorni di vita, attraverso il sostegno al piccolo e i genitori.

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