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Parto cesareo a richiesta: è possibile farlo?

La percentuale di cesarei in Italia è superiore alla media europea. E spesso a chiedere un cesareo sono proprio le future mamme

In Inghilterra il fenomeno è oggetto di dibattito da un bel po'.
Sono sempre più numerose le donne che chiedono di partorire con un cesareo (LEGGI) anche in assenza di motivazioni mediche: si tratta del 7% di tutti i parti cesarei eseguiti in Italia.

E i medici si dividono in due categorie: chi è incline ad acconsentire e chi, invece, non accetta la sola idea di partorire con un intervento chirurgico per scelta personale.

In Italia la percentuale dei parti cesarei supera il 38%, un dato ben lontano dalla media europea e soprattutto da quel 15% l'anno fissato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità come tetto massimo nazionale.


GUARDA LE FOTO: Il momento del parto


Ma perchè questi numeri così alti?
La percentuale è di gran lunga superiore nelle cliniche private convenzionate e nelle regioni meridionali, il che indica che in molti casi sono gli stessi medici ad accettare di buon grado la richiesta della paziente o addirittura a suggerirla.
Un parto cesareo per un medico è più facile: permette di fissare una data in agenda e di eseguire un intervento rapido e ormai considerato di routine.
Nulla in confronto all'imprevedibilità di un parto naturale che può consistere anche in lunghe ore di travaglio e impegno, nonchè di possibili complicanze.
Eppure il parto cesareo è un intervento chirurgico e in quanto tale non è libero da rischi e non sembra comportare alcun beneficio nè alla mamma nè al bambino.

Di certo resiste forte l'idea che partorire con un cesareo significhi partorire senza dolore, o quasi, o comunque in modo più semplice. Ed è proprio la paura del dolore a spingere molte donne a richiedere al proprio medico un parto cesareo.
Una paura irrazionale (LEGGI), che spesso è causata dalla mancanza di informazioni e di sostegno a queste donne e che potrebbe essere alleviata se venissero promossi corsi di preparazione al parto e tecniche di rilassamento e di gestione del dolore.


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Ma è possibile programmare un cesareo solo perchè la mamma lo chiede? In realtà no.
Il Ministero della Salute ha recentemente stilato le nuove linee guida per regolamentare il parto cesareo. Nel documento si legge che "in assenza di controindicazioni, il parto naturale è preferibile al cesareo sia per il benessere della donna che del bambino”. 
E il documento specifica che il parto cesareo può essere preferito solo in questi casi specifici: quando il feto è in posizione podalica (LEGGI) nonostante le manovre esterne effettuate dal medico sotto controllo ecografico; quando la placenta copre parzialmente o interamente il passaggio del feto nel canale del parto (placenta previa); quando la madre è diabetica e il peso del feto supera i 4 chili e mezzo; quando c'è il pericolo di trasmissione di malattie infettive.

Quel che è certo è che non tutti i medici sono inclini ad acconsentire e di fronte alla richiesta di un cesareo di elezione in assenza di motivazioni mediche il medico dovrebbe parlare con la donna illustrando i pro e i contro di un parto cesareo, e proporre i metodi più comuni per superare la paura e il dolore.



Eppure in alcuni ospedali i reparti di maternità si stanno adoperando per far fronte al fenomeno crescente dei cesarei su richiesta. Ne è un esempio l'ospedale Sacco di Milano che ha seguito l'esempio del Queen Charlotte’s and Chelsea Hospital di Londra per umanizzare sempre di più il parto cesareo: un'estrazione graduale, papà presente in sala operatoria e neonato attaccato subito al seno (LEGGI).

Ma non sarebbe più opportuno assicurare a tutte le donne che ne fanno richiesta la possibilità di partorire con l'epidurale (LEGGI)? Partorire senza dolore al giorno d'oggi dovrebbe essere una opportunità per tutte le donne che lo desiderano. Ma in Italia l'epidurale è cosa rara e spesso contestata.