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In Argentina le ostetriche scendono in piazza per protesta

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La riflessione della nostra ostetrica sulla protesta delle colleghe argentine, scese in piazza in topless, contro le misure prese dalla Sanità per limitare i parti in casa

Protesta delle ostetriche in Argentina

Negli scorsi giorni è comparsa sul web una notizia particolare: le ostetriche argentine sono scese in piazza in topless per protestare contro le misure prese per limitare i parti in casa. Da ostetrica del territorio che ha assistito parti in casa mi sento chiamata in causa e vorrei proporvi una riflessione in proposito. Innanzitutto bisogna capire perché protestavano.

L'associazione ostetriche indipendenti, quelle cioè che non lavorano in ospedale (le nostre libere professioniste), protestano contro i protocolli del Ministero della Sanità argentino che favorirebbe i parti ospedalieri in particolar modo i tagli cesarei rispetto al parto spontaneo e al parto a domicilio. In questo modo le donne non avrebbero il diritto di scegliere quale tipo di parto preferiscono per la loro sensibilita'.

Parto naturale a casa, il suggestivo video in bianco e nero

Secondo le statistiche elaborate dall'Organizzazione Mondiale della Sanità l'Argentina è effettivamente uno dei Paesi al mondo con il più alto tasso di tagli cesarei al mondo. E in Italia cosa accade? L'Italia è il paese europeo con il più alto tasso di medicalizzazione del parto, ossia quei parti avvenuti con taglio cesareo oppure spontaneamente, ma con l'intervento del medico. Per ciò che riguarda la percentuale di tagli cesarei in Italia nel 2013 era il 36,3%, oltre il doppio di quello che raccomanda l'Organizzazione Mondiale della Sanità. La disparità tra Nord, Centro e Sud del Paese è molto elevata, se al Nord si attesta circa al 25% al Sud arriva al 45% con notevole impatto sulla percezione del percorso nascita delle donne.

Ma le donne oggi cosa chiedono alle ostetriche per il proprio parto?

Attualmente nascono i bambini delle donne appartenenti alla prima generazione delle nate in ospedale. Cioè buona parte delle mamme in attesa sono nate in ospedale quindi la scelta automatica per loro è scegliere l'ospedale. Molte non sanno nemmeno della possibilità di partorire a domicilio o in casa maternità (cosa per altro possibile solo se la gravidanza rispetta tutti i criteri contenuti nelle linee guida per il parto a domicilio e in casa maternità). Vi è poi un altro fattore non trascurabile, nel nostro Paese il parto a domicilio non è previsto dal Servizio Sanitario Nazionale e quindi è una prestazione esclusivamente privata. In alcune regioni e alcune assicurazioni private rimborsano alla donna parte delle spese, ma sicuramente non sufficienti a coprire l'intero importo.

Importo che, inutile negarlo, è abbastanza elevato dal momento che prevede:

  • una reperibilità di una o due ostetriche 24ore su 24 per almeno 15 giorni
  • l'assistenza al parto e al puerperio
  • il neonatologo che visita il bambino
  • e, in alcuni casi, anche l'allerta del 118 in caso di trasferimento in ospedale.

Vorrei raccontarvi ora cosa penso della sitauzione attuale per ciò che riguarda il percorso nascita. Da ostetrica libera professionista che ha assistito parti in casa e assiste ancora travagli a domicilio non posso che essere d'accordo con le colleghe argentine. Ma non tanto perché credo che i parti a casa debbano essere la regola, quanto piuttosto perché penso che le donne abbiano il diritto di scegliere liberamente quale parto desiderano e una buona sanità deve essere in grado di garantirglielo.

Il racconto di un parto difficile

Non sono contro l'epidurale o contro i tagli cesarei o contro i parti operativi, sono contro la disinformazione che porta le donne a non ragionare sul loro percorso e ad affidarsi completamente a ciò che accade. Vorrei che le donne avessero la possibilità di accedere gratuitamente alla scelta tra parto ospedaliero e parto a domicilio, adeguatamente informate dal personale su quando è possibile una modalità e quando invece è meglio optare per l'altra.

Solo in questo modo al momento del parto potranno arrivare donne consapevoli del loro percorso, di ciò che andranno ad affrontare e saranno pronte anche emotivamente a capire se qualcosa non va come previsto. Mi rivolgo a voi mamme, fate tutte le domande che vi passano per la testa alla vostra ostetrica o al vostro ginecologo, vedrete che i dubbi e le paure riguardanti il parto verranno diminuite e potrete affrontare questa esperienza con più serenità.

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Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
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