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Morti in sala parto. Le riflessioni della nostra ostetrica in una lettera

Alla luce dei recenti fatti di cronaca sulle morti in sala parto, ecco una lettera di riflessioni e un invito alla fiducia indirizzata a tutte le future mamme che ci seguono

Morti in sala parto

Oggi voglio spendere due parole su ciò che è successo in questi giorni e indirizzare questa lettera a tutte le pianetine che ci seguono. Continuiamo a sentire di donne che oggi, all'alba del 2016 muoiono in gravidanza insieme ai loro bambini, sembra così assurdo, così impossibile. E l'unica domanda che arriva alla mente è "Perché?".

Sono un'ostetrica, una delle figure sanitarie coinvolte nel percorso nascita, e mi sento di dire una parola su tutte: attenzione. Nella nostra società ormai siamo abituati ad avere il giudizio pronto, immediato, su un fatto di cronaca. Quello che noi sappiamo di queste donne e dei loro bambini sono i nomi, le età e niente altro. Tutti i dati sanitari sono protetti dalla legge sulla privacy e la cartella clinica, come è giusto che sia, è sigillata. Non sappiamo e non dobbiamo sapere tanti particolari di queste storie, non sappiamo tanto delle procedure e dei protocolli usati. Attenzione a giudicare quindi, non avremo mai il quadro completo. Sì certo io da ostetrica posso essermi fatta un'idea di quello che è successo, posso pure ipotizzare le cause di queste morti e vi assicuro, ce ne sono alcune assolutamente e totalmente imprevedibili.

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Un esempio di evento imprevedibile? Ricordo perfettamente la prima volta che ho visto un distacco di placenta, improvviso, repentino senza spiegazione apparente. Bene, posso dire che quella donna è stata salvata per il rotto della cuffia. È finita in rianimazione lei e il suo bambino eppure sembrava stare bene e la gravidanza stava andando avanti fisiologicamente. E potrei farvi altri esempi, non molti per fortuna ma potrei farli. Attenzione dicevo, attenzione anche a pensare a tutti gli attori coinvolti come persone. I mariti, i compagni e le famiglie di queste donne, che in un attimo si sono trovati dalla somma gioia di diventare papà, nonni e zii al sommo dolore di non avere più nulla. Avere attenzione a loro significa avere rispetto del loro dolore, capire gli sfoghi, i dubbi, la ricerca di spiegazioni. Ma non significa stare loro addosso come fossero un fenomeno da baraccone.

E secondo me bisogna anche avere rispetto del dolore di quei medici, ostetriche e infermieri che si sono trovati coinvolti in queste vicende. Non pensate che io dica ciò solo perché sono un'ostetrica, pensate forse che loro non abbiano pianto? Che non siano rimasti assolutamente sconvolti? Chi ha scelto questo ramo della medicina trova il senso del suo lavoro nel veder venire al mondo una vita non nel vederla volare via. Detto questo mi metto nei panni di chi ora sta per diventare mamma, chissà quante paure stanno affollando le vostre menti in questo momento. E vorrei dire una parola anche a voi, sicuramente queste notizie non vi rendono la vita più facile e può capitare che sentiate venir meno le certezze della sicurezza delle strutture ospedaliere. Io posso dirvi per esperienza che le nostre strutture e i nostri professionisti sono indispensabili e insostituibili. Io che seguo travagli a domicilio non potrei farlo se non avessi l'assoluta certezza che il posto dove porterò la mamma è un posto sicuro.

Ricordatevi sempre che in Italia, a differenza di altri Paesi, il servizio sanitario è gratuito per tutti, per ogni cosa potete sempre contare sulla presenza di personale formato. Quindi quello che mi sento di dire a voi future mamme e neomamme è che, nonostante queste brutte cose accadano, dovremmo cercare di non far mai venire meno quel rapporto speciale, quel rapporto di fiducia che esiste tra professionista sanitario (che sia ostetrica, infermiera o medico) e famiglie. Fidatevi di chi vi ha preso in carico, fidatevi di chi conosce voi e la vostra storia, di chi saprà pianificare cure e controlli affinché tutto possa procedere in serenità.

E l'ultimo pensiero è per i familiari delle donne e dei bambini, è terribile quanto è successo e il loro dolore non è nemmeno lontanamente immaginabile. Penso che sia dovuta loro assoluta chiarezza, non credo stiano cercando colpevoli, credo solo che stiano cercando una ragione al loro immenso dolore. Il compito di fare ciò, di fare chiarezza sulle vicende non spetta a me, non spetta ai media, non spetta a nessuno che non sia stato direttamente coinvolto. Spetta solo alle autorità competenti. Per quel che riguarda me, solo silenzio e profondo rispetto.

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