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Metodo Stark, il taglio cesareo non invasivo

Negli ultimi anni si sta diffondendo anche in Italia una nuova tecnica chirurgica che permette di ridurre il trauma nelle donne che devono partorire con un taglio cesareo

Parto cesareo Stark

Dal forum di Pianeta Mamma apprendiamo il racconto di una futura mamma che sarà sottoposta ad un cesareo non invasivo per far nascere il suo bambino. Ma in cosa consiste effettivamente il "cesareo non invasivo"? Negli ultimi anni si sta iniziando a diffondere anche in Italia il "Metodo Stark", ovvero una "tecnica chirurgica che permette di ridurre al minimo il trauma dell’intervento per l’organismo della partoriente".



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Si tratta quindi di una variante del taglio cesareo normale, che viene definita anche “piccolo taglio cesareo” o “taglio cesareo dolce”. Alla base del Metodo Stark c'è l'idea di "limitare il taglio dei tessuti" nella mamma. In pratica il chirurgo effettua un taglio di circa 2 centimetri appena sopra il pube. E poi "buona parte dell’apertura dell’addome e dell’utero" viene affidata "all’azione smussa delle dita del chirurgo". I tessuti risultano quindi meno danneggiati e c'è bisogno di un minor numero di punti di sutura per richiuderli. In genere per i punti viene utilizzato un filo di seta.



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Il cesareo tradizionale prevede l’incisione della pelle e dei vari strati della parete addominale fino ad arrivare all’utero. Successivamente tutte le incisioni vengono ricucite. Con il Metodo Stark, invece, si incidono solo la pelle e la parete dell'utero. Per arrivare all'utero, il chirurgo "si fa strada" spostando le fasce muscolari invece che tagliandole. Il cesareo non invasivo dura circa mezz'ora, la metà del tempo rispetto ad un cesareo normale. E la ripresa post-operatoria è più veloce.



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Questa tecnica è stata ideata da Michael Stark, un chirurgo ginecologo israeliano. Inizialmente era stata pensata per essere utilizzata in ambienti con risorse sanitarie scarse ed in seguito è stata perfezionata ed introdotta anche in ospedali che operano in condizioni normali. Per effettuarla occorre una maggiore esperienza da parte del chirurgo. Ma i benefici per la partoriente sembrano veramente molti: minore dolore per la partoriente; minor danno ai tessuti e cicatrizzazione più semplice e veloce; recupero post-operatorio più veloce; ripresa più veloce dell'attività intestinale e dell'alimentazione; tempi operatori ridotti. Qualcuna l'ha provato?

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