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Dieci sfumature di mamma in sala parto

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Le mamme sono un po' come le sfumature del famoso libro: ce n'è per tutti i gusti. Soprattutto quando le incontri in sala parto in procinto di dare alla luce la propria creatura

Mamme in sala parto

Le mamme sono un po' come le sfumature del famoso libro: ce n'è per tutti i gusti. Soprattutto quando le incontri in sala parto in procinto di dare alla luce la propria creatura. In quel momento, tra urla disumane che ti impediscono di dire qualsiasi cosa che non siano parolacce, la “fauna” femminile dà il proprio meglio.

Le future madri tra voi che sono al primo figlio se ne renderanno conto non appena varcheranno la soglia dell'ospedale. Quelle invece che ci sono già passate potranno confermare che nei giorni di degenza hanno trovato almeno qualche tipologia “mammesca” da manuale. Sapete quanti tipi ne esistono? Noi ne abbiamo contati 10.

  • La mamma “natural style”

Si presenta in ospedale rigorosamente vestita di alimenti fatti di canapa indiana o di cotone biologico. Non indossa nulla che non sia ricavato dalle piante e anche mentre partorisce è assolutamente a favore del sano dolore della nascita. Niente anestetici, niente epidurale, solo l'aromaterapia. In sala parto pretende che la musica sia soft o new age e che le luci siano soffuse: se potesse accenderebbe anche dell'incenso. Appena nato il bimbo è già in fascia: niente passeggini o carrozzine, per carità, che non mantengono la fisiologia giusta. Solo latte di mamma. Il biberon? Il male assoluto.

I vari tipi di mamme da evitare
  • La mamma super informata

E' quella che pensa di arrivare al momento del parto convinta che siccome ha letto un sacco di libri, allora sarà più pronta. Niente in teoria le sfugge: sa quanto durerà il travaglio, in quante fasi si articola, quanto ci metterà. Parole come “manovra di Kristaller” sono nel suo vocabolario come “panino” o “ciao”. Potrebbe addirittura partecipare ad un quiz data la sua preparazione e lo vincerebbe pure. Il tutto senza aver prima partorito davvero.

  • La mamma urlatrice

Si sa che ognuna ha una soglia del dolore a sé. Ecco, la mater urlantis non ce l'ha proprio questa famosa soglia. Devono farle la flebo? Urla; il marito respira? Lei urla di diventare cianotico. Deve andare in bagno? Urla affinché il water si sradichi dal suo posto e la raggiunga. E il travaglio vero e proprio non è ancora incominciato.

  • La mamma fashion

E' quella a cui non si “deve chiedere mai”. Che arriva in ospedale per partorire con il tacco 12, la messa in piega e perfettamente truccata. Lei non indossa quelle orrende camice da notte informi, no: lei porta l'ultimo modello del più noto stilista, coordinato con le tutine del nascituro. Non si separa mai dal beuty case neanche quando sta per vedersi la testa di suo figlio. Perfetta, non suda minimamente per lo sforzo. E se dovesse farlo, quelle non sono goccioline di sudore, ma acqua di rose per rinfrescarsi la pelle un po' accaldata.

  • La mamma veterana

La mama navigata è ormai è al suo quarto figlio. Quando arriva in ospedale chiama per nome ostetriche e infermiere, che le battono il cinque e l'accolgono tra gli applausi. Non c'è bisogno che le spieghino come funziona, tanto per la sua esperienza potrebbe tirare fuori il bambino da sola e tagliare il cordone ombelicale senza intervento. Dispensa consigli a tutti su come cambiare pannolini e allattare al seno, tant'è che qualcuno pensa che lavori anche lei in reparto. Dolce e disponibile, partorire è una vacanza dalla ciurma di bambini che l'aspetteranno al suo rientro a casa.

  • La mamma nervosa al primo figlio

A differenza della veterana, non sa cosa l'aspetta. Per questo si guarda attorno con aria smarrita, anche se fa finta di niente. Pensa che non farà l'epidurale e invece appena sente dolore la chiede quasi piangendo. Chiede alle ostetriche: “quanto ci vorrà?”, oppure “come faccio a sapere quando devo spingere?”.

  • La mamma pianificatrice

Generalmente è l'ansiosa che non vuole perdere il controllo della situazione. Deve sapere il giorno del parto, quanti giorni starà in ospedale, possibilmente si fa ricoverare in modo da poter passare il week end a casa, così non dovrà “spezzare” il fine settimana.

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  • La mamma che si lamenta

E' quella a cui non va bene nulla. Si lamenta con il marito perché l'ha messa incinta, si lamenta del fatto che la pianta in stanza è troppo verde, che i fiori sulla sua camicia sono troppo colorati, che le luci non sono della sfumatura aranciata che lei si era immaginata. Ah, persino la pettinatura dell'ostetrica è motivo di lamento.

  • La mamma social

Il bambino non è ancora nato e lei, mamma social,  posta su Facebook i suoi selfie mentre è in sala parto. Ogni ora aggiorna lo status per rendere partecipi i suoi 3000 mila “amici” (di cui ne conosce sì o no 25) di che cosa sta provando e della dilatazione della sua vagina. Appena partorito posta subito la foto del neonato con tanto di frase del poeta di turno cercata mentre era in fase espulsiva.

  • La nonna

E' vero che non è una categoria di mamma, ma anche lei fa la sua figura in ospedale. Risponde alle domande dei medici, dispensa consigli e passa i successivi due anni lamentandosi per il fatto che il bimbo non sia stato chiamato come lei, che si chiama Ermengarda.

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