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Intervista a Paola, del blog "Diritto all'epidurale negato"

L’intervista a Paola del blog http://epidurale.blogspot.com/, uno spazio in cui si parla di un argomento attuale e molto importante

logo_3Epidurale sì? Epidurale no? Ci siamo già occupati in passato all’interno di Pianeta Mamma di di questo tema molto delicato. Per approfondire l’argomento e avere qualche notizia in più abbiamo intervistato Paola che ha dato vita ad un blog http://epidurale.blogspot.com/ e ad una vera e propria battaglia affinché l’epidurale possa diventare un diritto garantito alle mamme che ne facciano richiesta.

Nel blog http://epidurale.blogspot.com/ si parla di un tema molto delicato, l’epidurale appunto, che nel nostro paese vede contrapporsi nettamente chi è a favore e chi invece ritiene che sia un gesto sbagliato. Il sondaggio all’interno del blog mostra che la maggior parte delle mamme considerano l’epidurale come un diritto. Le mamme che non lo considerano tale cosa pensano del tuo blog e della tua petizione a favore dell’epidurale?

Il blog non tratta solo di epidurale ma anche di gravidanza, parto e delle problematiche legate alla maternità. Il diritto negato all'epidurale è la ragione che mi ha spinta ad aprire il blog ma poi vivendo la mia nuova esperienza di mamma e scontrandomi con mille problemi (autobus interdetti alle carrozzine, part-time a discrezione del datore di lavoro, ore di assenza dal lavoro per la malattia del figlio non retribuite, ecc..) ho capito che il blog non poteva appiattirsi solo sul tema del parto indolore.
Con questa premessa vorrei precisare una cosa. Rifiuto di parlare di epidurale in termini di "giusto/sbagliato". Il parto in analgesia epidurale non è un atto di fede ma un diritto, un servizio sanitario inserito nei LEA (livelli essenziali d'assistenza) per Decreto del Consiglio dei Ministri del 23 aprile 2008 (articolo 37, comma 3), ribadito in sede regionale da norme sulla difesa e promozione del parto fisiologico e indolore. Chi sostiene che l'epidurale sia “sbagliata” nega di fatto un diritto fondamentale dell'uomo, quello di non soffrire.
L’adagio ippocratico “Divinum opus sedare dolorem” non specifica se sia più giusto sedare un dolore fisiologicum o patologicum. Il medico dunque non cura solo la malattia ma lenisce anche il dolore e noi abbiamo il diritto (articolo 32 della Costituzione) di rifiutare le cure proposte. Che il dolore del parto sia fisiologico ciò non lo rende meno intenso e forte e le donne hanno tutto il diritto di chiedere - se lo desiderano - una cura efficace e sicura per eliminarlo o lenirlo.
Non so che cosa pensano del blog e della petizione le donne che si dicono “contro” l'epidurale.
Probabilmente penseranno che questa è la strada per la definitiva medicalizzazione del parto e per la capitolazione del corpo della donna. Che il dolore del parto ha un significato e che eliminarlo porta con sè delle conseguenze disastrose a livello fisico, psicologico e culturale. Ma a queste mamme vorrei ricordare che il dolore è soggettivo e cambia da persona a persona. Che ogni parto è diverso e che loro sono state semplicemente fortunate a partorire velocemente e senza complicazioni. E che le uniche cause di disastri fisici e psicologici sono le mille pressioni che la donna in stato di gravidanza subisce senza potersi difendere.
 
Argomento dibattuto ma forse non a sufficienza. Certo è che un paese che si ritiene democratico forse dovrebbe lasciare scelta e non negare a priori una richiesta. Questo non sempre accade. Ma le conquiste, come ben sappiamo, sono difficili da raggiungere e forse prima o poi arriveremo ad un giusto equilibrio. Cosa succede invece negli altri paesi?

L’Italia non è democratica con le sue donne e non esistono statistiche aggiornate sul parto in epidurale. L'ISTAT nel 2001 registrava un risicato 3,7% di donne che avevano partorito in analgesia, ma si sa che la domanda è in costante crescita.
Negli altri paesi le cose vanno decisamente meglio. E non mi riferisco ai soliti Paesi Occidentali, ovvero tutti i membri della Comunità Europea (Italia esclusa), Canada, Stati Uniti dove le donne che partoriscono in epidurale oscillano tra il 30% della Spagna e il 70% del Regno Unito. Ma anche a paesi in via di sviluppo come Brasile e Messico, o paesi musulmani che nell'immaginario collettivo pensiamo tutti misogini come Malesia e Turchia. In tutti questi paesi partorire in epidurale è un diritto riconosciuto a tutte le donne. In molti non esiste la trafila degli esami e del consenso informato. In Svizzera per esempio l’epidurale se la vuoi te la fanno senza dover autografare nessun foglietto delle avvertenze. O meglio, nella maggioranza dei paesi che ho elencato l’epidurale è un servizio scontato, se la rifiuti lo devi dichiarare in sala parto.

Nel blog ho letto di una tavola rotonda che stai realizzando. Cosa puoi dirci?

Che ho molta paura. E' la prima volta che mi cimento in un’impresa simile. Ma sento l'urgenza di sensibilizzare soprattutto le donne su questo tema. L'idea è nata leggendo un articolo di Laura Kreyder sul dolore del parto, pubblicato sulla rivista Lapis più di 10 anni fa. "Il male inutile" è la sintesi completa del perchè in Italia l'epidurale non c'è.
Ho bussato a tantissime porte per proporre un dibattito serio su questo tema così appassionante (la lotta per i diritti civili è sempre appassionante in effetti). Dai sindacati di qualsiasi colore alle associazioni femministe. Nessuna risposta, a volte - ahimé spesso tra le femministe - persino un netto rifiuto. Lo UAAR (Unione atei agnostici razionalisti) è l'unica che ha capito e accolto il mio appello e mi ha lasciato carta bianca e un giorno della loro agenda. Così il 30 ottobre presso il Centro Culturale Candiani di Mestre alle ore 17:30 si confronteranno sul tema Ezio Vincenti direttore della UOC di Anestesia, Rianimazione e Terapia Antalgica della ULSS13 di Mirano-Dolo, la dottoressa Federica Lauri specialista in Ginecologia e Ostetricia e l'ostetrica Franca Marcomin, presidente della Consulta delle Cittadine del Comune di Venezia. Poi: Maurizio Morgantin, primario di Anestesia e Rianimazione presso l'Ospedale Civile di Venezia, Nadia Maria Filippini storica e socia fondatrice della Società Italiana delle Storiche, Andrea Camperio Ciani, professore di etologia e psicologia evoluzionistica presso l'Università di Padova.
L'ingresso è libero e gratuito e spero nella massiccia presenza delle donne.
Ci tengo a precisare che è pericolosamente riduttivo sostenere che dietro all'imposizione del dolore ci sia la dottrina cattolica con il suo "partorirai con dolore". Nel 1956 infatti Papa Pio XII si pronunciò chiaramente a favore del parto indolore.

Altri progetti per il futuro?


Per ora solo promuovere la petizione epidurale gratuita e garantita.
http://www.firmiamo.it/analgesiaepiduralegratuitaegarantita
Ne approfitto per chiedere a tutti i blogger italiani - uomini, donne - di mettere un link permanente alla petizione e di scaricare il bollino "epidurale po favor" (quello che vedete in alto) da http://epidurale.blogspot.com/
Difendiamo la libertà di scelta delle donne.


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