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Epidurale gratuita in Emilia Romagna, ma non a Bologna

In Emilia Romagna l'epidurale è gratuita in ogni ospedale ad ogni ora del giorno e della notte, 365 giorni l'anno. Solo a Bologna le donne tra i 26 e i 38 anni devono pagare fino a 800 euro

a cura di Elisa Santaniello

Partorire in modo naturale e senza sofferenza:
un diritto ancora poco garantito alle future mamme italiane che desiderano vivere la nascita di un figlio consapevolmente, ma in serenità. "Nel nostro Paese l'analgesia epidurale è ancora poco diffusa, nonostante la comunità medico-scientifica la consideri la tecnica più efficace e sicura per avere un parto spontaneo e indolore" afferma Giorgio Capogna, coordinatore del Comitato scientifico per l'anestesia ostetrica della Società europea di anestesiologia.


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La situazione cambia non solo da regione a regione, ma anche da ospedale a ospedale. Secondo un' indagine svolta dagli anestesisti italiani, peraltro non recentissima, a offrire l'epidurale 24 ore su 24 a carico del servizio sanitario sarebbe solo il 16% dei punti nascita. In parecchi ospedali, anche se l' epidurale è prevista sulla carta, non viene garantita, oppure è offerta saltuariamente, o garantita solo per poche ore al giorno. In alcuni casi, poi, la si può ottenere esclusivamente in regime libero-professionale, ovvero a pagamento.

Un esempio di questa situazione lo troviamo in Emilia Romagna dove l’epidurale è gratuita in ogni ospedale da Parma a Rimini, da Ferrara a Modena. Ad ogni ora del giorno e della notte, 365 giorni all'anno. Soltanto a Bologna le donne che scelgono sono costrette a pagare, e non poco, visto che puo’ costare anche fino a 800 euro.

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Come leggiamo su Repubblica, secondo Corrado Melega, consigliere comunale del Pd ed ex direttore della maternità del Maggiore, si tratterebbe di una questione economica, resta il fatto pero’ che le donne hanno diritto di partorire senza dolore. "L’epidurale dovrebbe essere garantita gratuitamente a tutte le donne, senza discriminazioni ,dice Elena Mitri, vicepresidente del Collegio delle ostetriche di Bologna. Noi in genere preferiamo il parto naturale, certo, perché se il supporto emotivo è valido la partoriente chiede meno analgesici. Ma prima di tutto noi stiamo dalla parte delle donne, che devono poter essere in condizione di scegliere".


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L'EPIDURALE IN ITALIA : Secondo i dati del 2008 in Italia l'epidurale interessava solo il 10% delle partorienti che abbassava notevolmente (al 20%) la media europea. Perchè?

 - molte mamme hanno un'eccessiva paura degli inconvenienti dell'epidurale per la loro salute e quella del bambino. Inconvenienti che, in realtà, ci sono in un caso su diecimila;
- diversi ospedali non l'effettuano ancora;
- in diversi reparti l'anestesia non è sempre a disposizione (24 ore al giorno) dell' équipe di sala parto, accanto al ginecologo, all'ostetrica e al pediatra;
- in alcuni corsi di preparazione al parto si creano aspettative nelle mamme. Le si illude di poter controllare completamente il dolore del travaglio con il training autogeno respiratorio e con la preparazione psicologica. Ma ciò non è possibile per tutte le partorienti perché lo scopo di tali tecniche non è l'eliminazione del dolore ma meglio predisporle al travaglio e al parto.

La situazione attuale non è molto diversa:

Solo 2 ospedali su 10 in Italia offrirebbero un servizio di analgesia epidurale per le partorienti, e di questi solo alcuni garantiscono tale prestazione 24 ore su 24. Solo il 16-18% di parti indolore viene erogato gratis in struttura pubblica. E ogni Regione fa a modo suo e in provincia le donne difficilmente possono optare per un parto indolore.


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Come leggiamo su un articolo della Stampa, mentre in paesi come gli Usa l’epidurale è scelta da oltre la metà delle donne che partoriscono in modo naturale, in Italia questa possibilità è ancora poco utilizzata. Secondo il Rapporto di Cittadinanzattiva sul federalismo sanitario, per le future mamme l’accesso al parto indolore è garantito nel 100% delle strutture solo in Valle d’Aosta e in Friuli Venezia Giulia (all’estremo opposto il Molise dove nessuna struttura fornisce il servizio). E per quanto riguarda la copertura gratuita del servizio di analgesia: in generale al Nord sono le strutture più grandi (con oltre 1000 parti l’anno) ad offrire l’epidurale gratuitamente h24, al Sud questo avviene soprattutto nelle strutture piccole, Veneto e Friuli sono le regioni più virtuose. 

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Ma quali sono le cause di questo ritardo nell'utilizzo di una tecnica anestesiologica così all'avanguardia, e dalla diffusione capillare negli altri Paesi dell'Unione Europea? Tra i motivi principali c'è la costante mancanza di fondi delle nostre strutture sanitarie e quindi le carenze organizzative.

Fonte Credits| Repubblica Bologna
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