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Ridurre il numero di cesarei: cosa ne pensano i ginecologi

I Nas negli ospedali per contrastare il dilagare dei cesarei. Ma i ginecologi la pensano diversamente

Il Ministero della Salute invia i Nas negli ospedali italiani per contrastare il fenomeno dell'eccessivo ricorso al cesareo (LEGGI).
Ma cosa ne pensano gli addetti ai lavori?


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Vito Trojano, presidente dell’Aogoi (Associazione ostetrici ginecologi ospedalieri), spiega che più che un intervento di questo tipo sarebbe necessario risolvere i problemi strutturali della sanità. Trojano ricorda che alla fine del 2010 il nuovo Piano per il riordino dei punti nascita aveva previsto delle modifiche nei punti nascita italiani che, se attuate, potrebbero contribuire a risolvere il problema dell'eccessivo ricorso al taglio cesareo. Vedi le foto: Il momento del parto Perchè? Secondo gli esperti le elvate percentuali di parti cesarei si registrano soprattutto in punti nascita piccoli (inferiori ai 500 parti l'anno) e cliniche private e una ristrutturazione dell'intera rete di punti nascita aiuterebbe a risolvere il problema. Si tratterebbe, spiega Trojano, di mettere in sicurezza i punti nascita italiani.

"C’è un numero molto alto, a volte eccessivo, di punti nascita privi dei necessari standard di professionalità e dell’adeguato supporto tecnologico. Soprattutto nel Mezzogiorno. Ed è in queste strutture piccole, con meno di 500 parti l’anno, che la percentuale di cesarei è generalmente maggiore. In particolare nelle strutture private la quota di cesarei è del 50,5%, con quote che vanno dal 52,9% nelle strutture più piccole al 45% in quelle più grandi", si legge in una nota dell'Aogoi. In questo modo non si andrebbe a incidere sul problema quando già si è creato, ma lo si affronterebbe alla radice.


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Un'altra proposta dell'Aogoi è quella di equiparare i costi di un parto naturale a quello del cesareo: attualmente il rimborso previsto dal Servizio Sanitario nazionale per un cesareo è più alto di quello per un parto naturale e ciò favorisce.
Infine Trojano ricorda che nonostante i problemi di cui si sta discutendo in questi giorni "il nostro paese ha la percentuale più bassa di morbilità e mortalità perinatale e mortalità materna in Europa. Il che significa che nonostante le criticità la qualità dell’ostetricia e ginecologia italiana è al top".

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Commenti

barbara88 martedì, 20 agosto 2013

parto cesareo

salve a tutti, io stasera volevo avere più chiarezze per quando riguarda il parto cesareo .nel 2011 ho dato alla luce la mia primogenita purtroppo col cesario perchè il mio utero non si dilatava,io ero contraria al cesareo ma purtroppo lo dovuto fare ,ma ora vorrei capire se una prossima gravidanza dovrò partorire col cesareo o potrei partorire col naturale grazie fatemi capire di più.

n° 1
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