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Il parto e l'alterazione dello stato di coscienza

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La donna può subire un'alterazione dello stato di coscienza con l'avanzare del travaglio. L'ostetrica ci spiega perché è importante lasciar fluire pensieri e parole della mamma durante il parto

Alterazione di coscienza e travaglio

Ogni donna sperimenta al momento del travaglio e del parto una sorta di alterazione dello stato di coscienza; vi avranno detto che sarete in trance. La frase di seguito spiega bene quello che accade e vorrei analizzarla con voi. " Durante il parto c'è un periodo in cui la madre si comporta come se fosse su un altro pianeta ritirandosi dal mondo quotidiano e iniziando una sorta di viaggio interiore. Questo cambiamento nel suo livello di coscienza può essere interpretato come una riduzione dell'attività neocorticale. Gli assistenti al parto che comprendono questo aspetto essenziale della fisiologia del travaglio e del parto non farebbero mai l'errore di cercare di riportarla ai sensi. Ma capirebbero subito che qualsiasi stimolazione neocorticale in genere, e dell'intelletto in particolare, può interferire con il progresso del travaglio." 

Con calma, cominciamo a capire di cosa si parla quando si usano le parole cervello neocorticale e stimoli neocorticali. Il nostro cervello è diviso in diverse aree che si sono stratificate l'una sull'altra durante l'evoluzione. La zona neocorticale appartiene esclusivamente agli animali evoluti e quindi all'uomo in particolare, qui si trova la sede di tutte le funzioni più complesse del nostro cervello. Facciamo qualche esempio: il riconoscersi allo specchio, la costruzione di strumenti, la coalizione dei gruppi, l'ordinamento di sequenze complesse di azioni e di linguaggio, l'invenzione della scrittura.

Il travaglio visto dalle donne

Ciò che si vuole dire in quella frase è questo: con l'avanzare del travaglio, man mano che la dilatazione aumenta e si avvicina il momento del parto, le donne regrediscono ad uno stato di coscienza primitivo dove la funzione principale è la sopravvivenza, non solo la propria ma anche quella del bambino (che simboleggia il continuum della specie). Questa alterazione dello stato di coscienza in travaglio viene indotto dagli ormoni ossitocina ed endorfine ed è lo stato di trance a cui si fa riferimento nei vari racconti che avete sentito. Durante questi momenti tornano a galla emozioni e ricordi dell'infanzia, e capita che vi venga da chiamare la mamma o il papà, a me è persino capitato di assistere una mamma durante il parto che contava da 1 a 10 e poi ripeteva le tabelline.

È importante che gli operatori della nascita e non solo, anche chi sarà al vostro fianco in sala parto, sappiano che ciò accade per un motivo, e lascino fluire pensieri e parole della mamma così come vengono, senza tentare domande di chiarimento. Perché non domandare? Perché le domande presuppongono una risposta complessa, il ritorno quindi alla funzioni superiori della mente umana e l'abbandono di quello stato di fisiologia animale che contraddistingue il parto. Risultato? Il travaglio rallenta per qualche istante, per fare in modo che la donna risponda, per poi riprendere la sua fisiologia. In questo sta il significato della frase "può interferire con il progresso del travaglio.

Quando sarete in sala parto, quindi, sentirete le ostetriche dire:"fai quello che ti senti, ascolta quello che dice il tuo corpo" è un modo per cercare di ridurre le difese del cervello superiore e innescare quello primitivo, indurre il famoso stato di trance. Solo raramente vi sentirete porre delle domande, ad esempio: dove senti dolore e quanto è forte da 1a 10. Il rispetto per la nascita, per il momento cruciale del passaggio della donna a madre e' massimo e tutto deve essere lasciato scorrere autonomamente (ovviamente se tutto segue la fisiologia, se è invece necessario intervenire per preservare la salute di mamma e bambino si interviene).

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Sentirete racconti di donne che sanno di aver fatto qualcosa ma non ricordano esattamente cosa o non sanno spiegarvi il perché. Nessuna paura può capitare è proprio indotto da ciò che dicevamo. Il non ricordare il parto è un meccanismo di difesa che consente di non ricordare il dolore, affinché la specie possa continuare ad esistere (dopotutto chi ripeterebbe qualcosa che gli ha fatto così male?). Avvicinatevi al parto senza timore e lasciatevi andare a tutto ciò che il vostro corpo vi dice, il nostro cervello è una potente macchina che sa cosa deve fare.

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