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Partorire con l'epidurale: un miraggio per la maggior parte delle donne

In Italia solo il 16% degli ospedali offre la sicurezza dell'epidurale. Lottare per il diritto all'epidurale significa fare una battaglia per la salute delle donne

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L'84% delle strutture sanitarie pubbliche e convenzionate non garantisce un trattamento efficace e sicuro per lenire il dolore nel parto. In altre parole l’epidurale resta un miraggio per la maggior parte delle donne italiane, che spesso vanno in ospedale convinte di poter avere accesso all’epidurale, salvo scoprire, proprio a travaglio iniziato, che si tratta di un servizio considerato poco più che un optional. Eppure laddove l’epidurale viene messa a disposizione, il 90% delle partorienti ne fa richiesta. 

Le donne partoriscono con dolore da sempre”, “non sei la prima né l’ultima”, “il dolore si dimentica”: sono solo alcune delle frasi che sentiamo ripetere da ostetriche, esperti, donne e ginecologici quando chiediamo sommessamente l’epidurale, quasi vergognandocene.
Eppure l’epidurale  è un diritto acquisito non solo in Paesi come la Spagna, la Danimarca, la Svezia, ma anche in Paesi molto meno all’avanguardia dell’Italia (come la Malesia, ad esempio), e rappresenta una delle grandi battaglie per la civiltà e per il rispetto della salute delle donne.

Il diritto all’epidurale garantita per tutte quelle che la chiedono comincia con il diventare elemento chiave di una battaglia per i diritti delle donne nel nostro Paese perché tropo spesso le istituzioni decidono per le donne, anche in materia di parto. Insomma, la questione è: se si può avere il diritto di vivere un parto quanto più naturale possibile, se si ha il diritto di partorire in acqua, perché non si può offrire a tutte le donne il diritto al parto con epidurale, che rappresenta oggi uno dei più elementari servizi garantiti nel resto del mondo?
In Italia è appena uscito un libro, “Epidurale, por favor” scritto da Paola Banovaz, che si pone tutte queste domande e offre un quadro chiaro e dettagliato della situazione. Paola è autrice di un animatissimo blog, nonché presidente dell’AIPA (Associazione italiana parto in analgesia).


Chiediamo a lei di illustrarci la situazione in Italia e come possiamo aiutarla nella sua battaglia.

“In Italia non abbiamo dati certi sulla diffusione dell'analgesia epidurale. Manca infatti un drg specifico per questa tecnica antalgica e una fotografia fedele di quante donne accedano effettivamente a questo servizio è quasi impossibile da scattare.
Sappiamo che solo il 16% delle strutture sanitarie (pubbliche e convenzionate)  garantisce un servizio attivo (24 ore su 24, 365 giorni l'anno) di analgesia peridurale in travaglio di parto.
Spesso però nemmeno in quel 16% il servizio non è sicuro. Può capitare che l'epidurale venga negata perché l'anestesista non è disponibile oppure che il bolo di analgesico venga sospeso in fase espulsiva.
L'epidurale in travaglio di parto è la tecnica antalgica più efficace e sicura. Poter accedere a cure antalgiche efficaci e sicure è un diritto di tutti. Non per le partorienti evidentemente che vedono questo diritto negato in oltre l'84% dei punti nascita.
L'epidurale dovrebbe essere un servizio sempre disponibile mai imposto -  somministrata su richiesta materna con l'esclusione, ovviamente, dei casi ove questa sia controindicata - ma anche garantita a tutte quelle donne con particolari patologie e dove l'utilizzo della peridurale è consigliata.
La presenza di un anestesista ostetrico dedicato alla sala parto non garantisce solo l'epidurale, ma una sicurezza in più per la mamma e il suo bambino, la garanzia di un pronto intervento nel caso di emergenze ostetriche e neonatali.
Quante di noi sanno che il 50% dei centri nascita in Italia non ha una guardia pediatrica attiva 24 ore su 24?
L'umanizzazione del parto inizia anche e soprattutto dalla sicurezza della mamma e di suo figlio.
Ecco perché è importante firmare la petizione Epidurale Gratuita e Garantita e tentare così di convincere, attraverso la pressione dell'opinione pubblica, i politici e i direttori generali asl a muoversi affinché questo diritto non resti solo sulla carta”.

Attualmente in Italia solo 2 ospedali su 10 in Italia offrirebbero un servizio di analgesia epidurale per le partorienti, e di questi solo alcuni garantiscono tale prestazione 24 ore su 24. Solo il 16-18% di parti indolore viene erogato gratis in struttura pubblica. Ci sono poi dei casi strani in cui l'epidurale è gratuita in regione, ma non in città come in Emilia Romagna, dove il parto naturale e senza sofferenza è gratuito in ogni ospedale da Parma a Rimini, da Ferrara a Modena. Ad ogni ora del giorno e della notte, 365 giorni all'anno. Soltanto a Bologna le donne che scelgono sono costrette a pagare, e non poco, visto che puo’ costare anche fino a 800 euro.