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La donazione del sangue del cordone ombelicale

La nascita di un figlio è uno dei momenti più belli della vita di una donna e può assumere un significato ancora più profondo con la scelta della la donazione del sangue del cordone ombelicale

diBeatrice Spinelli

La nascita di un figlio è indubbiamente uno dei momenti più belli ed emozionanti della vita di una donna e può assumere un significato ancora più profondo con la scelta di compiere un gesto d’amore e di grande generosità: la donazione del sangue del cordone ombelicale. Il sangue cordonale è ricco di cellule staminali (ematopoietiche) che si trovano anche nel midollo osseo e hanno la capacità di generare gli elementi fondamentali che costituiscono il sangue, ossia globuli rossi, globuli bianchi e piastrine; in questo senso il loro utilizzo rappresenta la formula terapeutica più efficace e all’avanguardia per combattere alcune gravi malattie (LEGGI) .
Attualmente le cellule staminali vengono utilizzate con successo prevalentemente nella cura delle malattie del sangue e costituiscono una valida alternativa al trapianto di midollo osseo, rispetto al quale presentano alcuni vantaggi:


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- sono immediatamente disponibili in quanto già depositate e tipizzate mentre i tempi di ricerca di un donatore di midollo osseo sono lunghi e solo in un terzo dei casi tale ricerca dà un esito positivo;

- è notevolmente ridotto il rischio di rigetto;

- la donazione è completamente indolore e non è pericolosa

È importante sottolineare che a causa del volume ridotto, in genere il sangue del cordone viene destinato alla cura di bambini perciò decidere di compiere questo gesto può significare salvare un bambino che ha bisogno del nostro piccolo, ma fondamentale aiuto. La donazione, completamente gratuita, si può effettuare presso gli ospedali che sono collegati ad una Banca Pubblica di crioconservazione. Purtroppo in Italia non in tutte le regioni sono presenti queste banche: attualmente se ne contano 16 di cui solo 5/6 sono attive (LEGGI).

La procedura per diventare donatrice è molto semplice: in genere, una volta appurato che nell’ospedale dove ha deciso di partorire viene eseguita la raccolta del sangue del cordone, verso il termine della gravidanza la futura mamma sostiene un colloquio con un professionista (medico o ostetrica) che, oltre a fornirle tutte le spiegazioni sulla procedura di raccolta, ha il compito di accertare che le sue condizioni di salute siano tali da rendere possibile la donazione.



Infine, dopo la firma del consenso informato, viene eseguito un prelievo del sangue, per verificare l’assenza di patologie trasmissibili per via ematica. La donazione avviene al momento del parto: dopo la nascita, quando il cordone è già stato reciso, il sangue viene raccolto in una sacca sterile attraverso una procedura che richiede pochi secondi (LEGGI).

Il campione prelevato in sala parto viene poi sottoposto ad analisi preliminari che ne accertino l’idoneità e inviato alla Banca Regionale del Sangue Cordonale. In seguito in questi istituti vengono effettuate delle analisi accurate che permettono di procedere con la crioconservazione in speciali contenitori a 196° sotto zero. Per garantire una maggiore sicurezza, se la donazione è risultata idonea per l’inserimento nella banca, la donatrice è tenuta a ripetere gli esami sei mesi dopo il parto.


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C’è da dire che, anche in presenza di tutti i fattori necessari, la donazione può non avvenire: succede spesso nei casi in cui il parto avviene di notte o nei giorni festivi e il prelievo non viene eseguito per mancanza di personale. Inoltre viene anche valutata la quantità di sangue: in genere i campioni al di sotto dei 90/100 ml di sangue vengono scartati perché si ritiene che non contengano cellule staminali sufficienti per un trapianto.

Attualmente in Italia è in vigore la legge n. 129 del 21 ottobre 2005 che riguarda le attività trasfusionali e prevede, oltre alla donazione di tipo eterologo anche quella autologa-solidale, solo però nei casi in cui un membro stretto della famiglia sia affetto da una grave patologia. Si tratta di un tipo di donazione che permette alla mamma di conservare le cellule staminali prelevate dal sangue del cordone ombelicale, per tutelare la salute futura del proprio bimbo, ed allo stesso tempo le dà la possibilità di donare l’unità di sangue al prossimo, nel caso che questa si rendesse necessaria per un trapianto
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