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Igiene intima in gravidanza e post-parto

Durante la gravidanza e nel post parto un aumento dello stress e il naturale “scombussolamento” ormonale possono determinare l’alterazione del delicato equilibrio dei microrganismi che compongono la flora batterica vaginale

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di Beatrice Spinelli

Durante la gravidanza un aumento dello stress e il naturale “scombussolamento” che avviene a livello ormonale possono determinare l’alterazione del delicato equilibrio dei microrganismi che compongono la flora batterica vaginale. In condizioni normali i fattori che determinano il mantenimento di tale equilibrio sono:
- il grado di acidità dell’ambiente vaginale, che viene espresso attraverso la sigla pH alla quale si aggiunge un numero da 1 a 7 (se è un numero basso avremo un ph acido, se è un numero alto il ph sarà alcalino)

- il livello degli estrogeni, ormoni che regolano la presenza dei batteri che contribuiscono a difendere l’ambiente vaginale dalle infezioni


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In gravidanza il livello degli estrogeni aumenta e questo provoca una diminuzione del grado di acidità vaginale;  a ciò a volte si aggiunge il naturale aumento dello stress connesso ai cambiamenti fisici e psicologici che entrano in gioco in questo particolare periodo così, con l’alterazione dell’equilibrio della flora batterica vaginale, aumenta il rischio di contrarre un’infezione a livello vaginale.
In questo caso infatti il complesso ecosistema di microrganismi che svolgono una funzione di protezione dalle aggressioni esterne non riesce più svolgere efficacemente il suo ruolo di difesa e così aumenta il rischio di contrarre un’infezione dell’apparato genitale; durante la gravidanza è molto importante difendersi da tali aggressioni perché è stato dimostrato che circa il 60% dei parti prematuri è dovuto a infezioni vaginali non curate.

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Le più comuni sono le vulvoginiti da Candida, le vaginosi batteriche e le vaginiti da Trichomonas. Mentre le vaginiti sono infezioni accompagnate dai sintomi tipici di un’infiammazione (prurito, bruciore e arrossamento) le vaginosi non presentano una componente infiammatoria evidente in questo caso è più difficile accorgersi che qualcosa non va. Tuttavia entrambe si manifestano attraverso le perdite (LEGGI), un segnale facile da riconoscere e interpretare, che vanno considerate comunque un campanello d’allarme che è bene non trascurare. Sintomi e segnali di questo genere possono risultare fastidiosi ma di certo sono utili per segnalare la presenza di un’infezione che se trascurata può avere ripercussioni anche gravi sulla gravidanza.
Per questo motivo è necessario adottare delle misure preventive che permettano di ridurre al minimo il rischio di infezioni:
- prestare la massima attenzione all’igiene intima lavandosi frequentemente e usando detergenti specifici meglio se con pH acido e ad azione antibatterica;
- evitare l’uso di salvaslip che facilitano l’insorgenza di infezioni;
- usare biancheria di cotone per favorire la traspirazione;
- se si è fuori casa portare sempre con sé delle salviettine detergenti specifiche per l’igiene intima;
- curare la dieta perché oltre ad essere importante per lo sviluppo del bambino può contribuire a rafforzare il sistema immunitario;
- contattare il proprio ginecologo se si notano perdite strane o in caso di bruciori e pruriti.



Dopo il parto

Le prime settimane successive al parto rappresentano generalmente un periodo delicato e a volte difficile. Il parto, sia naturale che cesareo, comporta uno stress fisico molto forte e perché l’equilibrio risulti pienamente ristabilito è necessario che passi un po’ di tempo. Tra l’altro entrano in gioco altri fattori che possono essere responsabili di una situazione di disagio e stress psicologico da non sottovalutare: il bambino assorbe tutte le energie della neo-mamma che, oltre ad essere stanca può sentirsi inadeguata nel suo nuovo ruolo (LEGGI).
In questo delicato periodo l’igiene diventa fondamentale soprattutto se durante il parto è stata praticata l’episiotomia: un’infezione vaginale in questo periodo sarebbe particolarmente fastidiosa e difficile da curare con i farmaci, che sono da evitare durante l’allattamento.


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Se sono stati messi dei punti o comunque a causa del parto, per la donna potrà risultare fastidioso toccarsi nella zona vaginali anche solo per lavarsi. I primi giorni quindi si può fare ricorso ad un bottiglia con beccuccio (tipo quelle che contengono le bevande per gli sportivi) che grazie al getto a spruzzo potrà essere usata per l'igiene intima facilitandola. L'uso della bottiglia si rivela comodo anche per sciogliere le soluzioni disinfettanti in polvere che vengono prescritte proprio nel post parto, spesso in sostituzione o in concomitanza con il detergente.