Baby blues e depressione post partum
Mettere al mondo un bambino è forse l'esperienza più bella e profonda che l'essere umano è in grado di vivere. E' un evento dirompente e coinvolgente che cambia radicalmente abitudini, modi di fare e di essere. Proprio per l'unicità e per il significato del parto, non è possibile accomunare i vissuti di donne diverse (LEGGI).
Ci sono situazioni in cui la gioia e la felicità non sono i sentimenti con cui si accoglie l'arrivo di un bambino. Con questo non ci riferiamo ai casi di gravidanza non desiderata, ma a un qualcosa che accade allo stato d'animo della mamma nei primi mesi di vita del bambino.
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Variazioni umorali repentine e frequenti, crisi di pianto e sensazione di disagio, possono essere sintomi di baby blues o depressione post partum.
L'espressione inglese baby blues significa letteralmente bimbo triste, ma in italiano può essere tradotta con mamma triste. Questo stato che varia da soggetto a soggetto è dovuto alla combinazione di una serie di fattori fisici e psicologici (LEGGI)
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Dopo aver partorito, nella fase di normalizzazione del corpo e dell'allattamento (LEGGI), vengono prodotti numerosi ormoni che influiscono notevolmente sullo stato d'animo della donna. Vedersi così diverse, spesso con misure nuove, aggrava la sensazione di inadeguatezza.
Il baby blues, il più delle volte sparisce così come fanno le bizze psicologiche della sindrome pre mestruale.
Alcune mamme invece, soffrono di depressione post partum.
I sintomi sono accomunabili a quelli del baby blues, e della depressione generalmente intesa. La perdita di appetito o di sonno, ma anche l'eccesso di stanchezza, la mancanza di interesse verso le attività quotidiane e la scarsa attenzione per il neonato sono chiari segnali che non vanno trascurati. Con l'aiuto dello specialista e delle persone che le sono attorno, la mamma potrà intraprendere la strada giusta per risolvere il problema.
Qualsiasi sia il disagio provato nelle settimane dopo il parto, bisogna essere pronte a parlarne, senza temere il giudizio degli altri. Molto spesso, il peso del ruolo sociale, induce le mamme che si trovano in difficoltà a nasconderlo.
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Questo comportamento non potrà che peggiorare la situazione. Ogni donna è in diritto di chiedere aiuto, non è facile fare i conti con nuovi equilibri familiari, una fisicità stravolta dentro e fuori dando ascolto ad un bebe che abbisogna di tante attenzioni.
Se è vero che l'istinto materno (LEGGI) esiste, è altrettanto innegabile che è distribuito in dosi differenti per ciascuna persona. Come tutti gli impulsi, poi, ha bisogno di crescere e di essere educato. Mamma e bambino devono fare amicizia e socializzare, ma accelerare i tempi non giova a nessuno dei due.
Ad esempio, se il parto e la degenza sono stati difficili e non vi sentite pronte ad occuparvi del vostro bimbo, non abbiate remore a dirlo, avete tutto il diritto di riprendervi con calma.
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Le difficoltà che si possono presentare all'inizio del percorso di mamma non pregiudicano il valore della vostra maternità futura.
In questo caso, il ruolo del papà (LEGGI) sarà fondamentale, essere una famiglia unita vi consentirà di ascoltarvi e capirvi e di trasmettere questo dialogo anche al bambino.
Comunicare vuol dire essere già vicini alla soluzione, i problemi possono essere risolti con serenità dove c'è amore e fiducia.
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