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Il parto cesareo, programmato o d'urgenza. Come funziona e quali sono i rischi?

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Quando è meglio fare un parto cesareo e come avviene? Tutto quel che c'è da sapere sul cesareo programmato o d'urgenza. L'ostetrica ci parla dei rischi e di come affrontare il post parto cesareo

Parto cesareo

Vorrei dedicare attenzione ad una tipologia di parto spesso bistrattata, il parto cesareo. Dico bistatrattata perché molte volte viene visto come “il parto facile”, il parto di quelle donne che non vogliono soffrire. Allora scopriamo insieme cos’è, quando e come viene effettuato.

Parto cesareo, etimologia

La tradizione popolare vuole che questo nome fosse stato coniato alla nascita di Giulio Cesare, che si legge essere nato da un taglio nella pancia di sua madre. In realtà la parola cesareo in sé non è riferibile a Cesare, quanto piuttosto a “caesus” participio passato del verbo latino “caedere” ovvero tagliare. E infatti il parto avviene mediante un taglio sull’addome materno.

Parto cesareo programmato

È l’unico caso in cui è possibile prevedere la data della nascita del vostro bimbo. Semplicemente il ginecologo valutata la situazione e il benessere materno-fetale decide che non si può aspettare il travaglio spontaneo e che bisogna far nascere questo bambino con un parto cesareo. Solitamente la data viene fissata intorno alla 37-38 settimana, cioè due o tre settimane prima del termine, della data presunta del parto. Questo perché i chirurghi che effettureanno l’intervento si troveranno di fronte ad un utero meno reattivo (cioè meno preparato a contrarsi come per un travaglio spontaneo) e ad un bambino più piccolo quindi l’incisione potrà essere più piccola.

Cosa succede dopo il parto naturale o cesareo

La scelta di eseguire un parto cesareo programmato può essere dovuta a diversi fattori, anche se poche sono le reali indicazioni assolute al parto cesareo. Vediamole insieme.

Quando è meglio fare un cesareo?

Come dicevo non sono molte le indicazioni assolute per cui è richiesto un taglio cesareo, ma quelle che sono riconosciute come tali sono molto importanti. Sono indicazioni assolute all’esecuzione di un parto cesareo programmato:

  • posizioni del bambino diverse da quella canonica “a testa in giù”; Problematiche del bambino come malformazioni o patologie gravi che non gli consentono di affrontare in sicurezza un travaglio;
  • anomalie del bacino materno per cui pur essendo nella corretta posizione il bambino non potrebbe passare;
  • dimensioni molto grandi del bambino (macrosomia) che causerebbero sicuramente l’incastro nel bacino osseo materno;
  • gravidanza gemellare e plurigemellare;
  • placenta posizionata “a tappo” sul collo dell’utero, situazione questa che esporrebbe a gravi rischi di emorragie se dovesse subentrare un parto spontaneo;
  • Patologie materne importanti che impediscono gli sforzi del travaglio spontaneo come ad esempio cardiopatie e problematiche respiratorie serie;
  • e infine infezioni materne da HIV, anche se su questa ultima indicazione non tutti gli studi sono concordi perché la trasmissione mamma-bambino non sembra maggiore nel parto spontaneo.

Chiaramente tutte queste indicazioni sono per il parto cesareo programmato, se invece dovessero subentrare alterazioni del battito cardiaco del bambino, difficoltà nella sua progressione verso la nascita o qualsiasi altra problematica (anche durante il travaglio spontaneo) si interviene con un taglio cesareo d’urgenza. Ultimamente va piuttosto di moda consigliare il taglio cesareo per “ansia materna”, ovvero in quelle mamme particolarmente terrorizzate dal parto spontaneo. Onestamente io non sono molto favorevole, questo perché forse sarebbe meglio fornire supporto per affrontare la paura a questa mamma e una volta visto che questo terrore non passa pensare al taglio cesareo.

Come avviene un parto cesareo

A differenza del parto spontaeo il parto cesareo è un vero e proprio intervento chirurgico. Si viene infatti ricoverate in ospedale per poterlo effettuare e si resta ricoverati 3-4 giorni dopo l’intervento. Si tratta sostanzialmente di un incisione della parete addominale prima e dell’utero poi per andare ad estrarre il bambino non dal canale vaginale ma dal foro praticato nell’utero. È assolutamente sicuro e può essere eseguito con diverse tecniche, a diverse epoche gestazionali e per diverse motivazioni. Cercherò ora di fornire quante più informazioni possibili su tutti questi aspetti.

Anestesia per il parto cesareo

In realtà non stiamo parlando di una vera e propria anestesia, nel senso che la sensibilità cutanea viene parzialmente conservata. Quello che accade è che viene utilizzata un’analgesia spinale. Ovvero, tramite l’inserimento di un catetrino nello spazio tra le meningi spinali (nella parte lombare della schiena) si inietta un farmaco che toglie la sensibilità dolorifica alla parte inferiore del corpo. Quindi la parte inferiore non è completamente addormentata, spesso le donne riferiscono di sentir toccare e tirare a livello dell’addome ma non sentono dolore. È il metodo di analgesia più sicuro perché è facilemente reversibile ma anche facilmente controllabile in caso di problemi, oltre ad essere più tollerabile dalla mamma in termini di quantità di farmaci iniettati. Chiaramente avere solo la parte inferiore del corpo significa che la mamma è sveglia per tutta la durata dell’intervento. Non vedrà cosa accade ma potrà vedere il suo bimbo appena nato.

Il metodo Stark

È la tecnica di esecuzione dell’intervento chirurgico attualmente più diffusa. Viene chiamato anche cesareo dolce più che altro per la miglior estetica e la velocità di ripresa rispetto alla tecnica tradizionale. Quest'ultima prevedeva l’incisione dell’addome materno in senso longitudinale dall’ombelico verso il pube, quindi con un notevole impatto estetico. La tecninca Stark invece incide la cute molto vicina all’osso pubico, sotto la linea del bikini, per intenderci e in senso orizzontale. Capite bene che l’impatto estetico è notevolmente differente. Ma non è solo per questo che ci si è orientati verso questa tecnica. Dopo aver inciso cute e sottocute la tecnica prevede non di tagliare, ma di scostare digitalmente i muscoli addominali, preservandone l’integrità quasi totale; di incidere l’utero ma di allargare l’incisione digitalmente.

Ovvero non viene effetuato un largo taglio nell’utero per fare uscire il bambino, si fa un piccolo foro che viene allargato strappando (perdonate l’immagine un pochino forte ma è per essere chiara) le fibre muscolari con le dita dei due chirurghi. Sembra paradossale ma questo contribuisce ad una migliore e più veloce rimarginazione della ferita e con una cicatrice più resistente rispetto a quelle praticate con il bisturi o le forbici.

Parto cesareo video

Di seguito vorrei mettervi due link interessanti a dei video che mostrano:

  1. la rappresentazione animata delle indicazioni e dell’intervento del cesareo; VIDEO
  2. e un esempio di taglio cesareo per gravidanza gemellare effettuato negli Stati Uniti

Parto cesareo, i rischi

Come tutti gli interventi chirurgici anche il cesareo non è privo di rischi, principalmente legati a reazioni avverse all’analgesia, oppure al rischio di emorragie. Bisogna però dire che l’incidenza di questi eventi è veramente molto molto rara. Il parto cesareo è diventato ormai un intervento di routine, tutti gli ospedali hanno chirurghi in grado di praticarlo sia in condizioni programmate che di urgenza.

Post-parto cesareo

Essendo un intervento chirurgico ci vuole qualche giorno per riprendersi. Sicuramente il primo giorno dopo l’operazione vi faranno stare a letto, ferme con la flebo e il catetere. Ma una volta terminata la terapia con le flebo vi verrà sfilato il catetere e sarete invitate ad alzarvi. È importante iniziare subito a muoversi perché le evidenze scientifiche ci dicono che l’immobilità aiuta la formazione di coaguli che possono dare origine alla trombosi venosa profonda, una complicanza piuttosto pericolosa a livello cardiaco e circolatorio che implicherebbe una più lunga degenza in ospedale e terapie più aggressive. E poi c’è la cicatrice. I punti interni si riassorbiranno da soli mentre quelli esterni dovranno essere rimossi manualmente non appena la cicatrice sarà saldata, e questo accade di solito in una decina di giorni circa. Vi ritroverete quindi con una bella cicatrice prima rosata e poi definitivamente bianca. La pelle intorno ad essa inizierà a riprendere la sensibilità, e la cicatrice si rimpicciolirà fino a 4-5 centimetri di lunghezza. A questo punto io suggerisco sempre di provare a schiacciarla, a manipolarla, non dovreste sentire nulla, nessun grumo, nessun bozzo. Se la vostra cicatrice è così fatta potete stare tranquille che la sutura è stata ben fatta. Se invece si sentono irregolarità, punti che tirano più di altri o piccoli bozzi si può effettuare quello che si chiama armonizzazione della cicatrice, volta appunto a regolarizzarla e renderla più liscia possibile.

Parto cesareo o parto naturale

E quindi sorge spontanea la domanda: meglio il parto naturale o il parto cesareo? Tolto tutto ciò che abbiamo detto sulle emergenze e le indicazioni assolute dove sicuramente non solo è meglio, ma è assolutamente necessario il cesareo, credo che ognuno debba fare le proprie scelta valutando i pro e i contro di ciascuna tipologia di parto. Da un lato il parto spontaneo implica sicuramente uno sforzo maggiore prima della nascita, ma una ripresa più veloce dopo il parto. Dall’altro il cesareo programmato consente di non avere problematiche prima della nascita, ma di avere una più lenta ripresa dopo. Penso che ciascuna donna debba valutare entrambe le alternative e decidere secondo quella che è la sua sicurezza, preferisco un taglio cesareo con una mamma felice che un parto spontaneo con una mamma distrutta dall’esperienza. Lo dico e ribadirò sempre, il percorso nascita deve lasciare un bel ricordo nella vita delle donne.

Dopo un cesareo si può fare un parto naturale?

Assolutamente sì, chiaramente vanno prima valutate le condizioni materne e nello specifico si valuterà la distanza dal precedente parto, la tenuta della cicatrice e la tipologia di contrazioni che si presentano (oltre ovviamente a tutti gli elementi che si valutano in ogni gravidanza per capire se è indicato o meno il parto spontaneo). Se ci sono tutte le condizioni si accede al cosiddetto “travaglio di prova” ovvero quando insorge il travaglio, si viene attentamente monitorate ma si lascia che tutto proceda spontaneamente. E nella maggior parte dei casi avviene il parto spontaneo. Devo obiettivamente dire che non tutte le strutture in Italia sono a favore di questa procedura e non tutte sono attrezzate per sostenerla, perché ci vuole comunque sempre pronta la sala operatoria in caso di cesareo d’urgenza. Però in ogni regione ci sono sicuramente più presidi ospedalieri che possono, e anzi incentivano questa tipologia di parto nelle donne che si sentono in grado di sostenere un travaglio.

 

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