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Parto

Il parto è certamente una delle esperienze più emozionanti e coinvolgenti della vita di una donna. Dare alla luce il proprio bambino è un momento unico che giunge a compimento di nove mesi di gravidanza durante i quali si è solo immaginato il nostro bebè. E allora ecco tutto quel che c'è da sapere sul parto naturale e cesareo, su come calcolare la data presunta del parto, sui sintomi del travaglio e sulle varie modalità di parto, da quello in acqua al parto indotto.

Parto naturale

Il parto naturale avviene in diverse fasi:

  • nella prima fase prodromica, di preparazione, compaiono le prime doglie caratterizzate dalla contrazione dell’utero e un fastidio al basso ventre (si tratta di false contrazioni irregolari e variabili, questa fase potrebbe durare poche ore, o anche uno/due giorni);
  • successivamente inizia la fase del travaglio, quando le contrazioni, che aiuteranno il bambino a impegnare il canale del parto, si fanno sempre più regolari e sono sempre più lunghe ed intense;
  • quando la dilatazione del collo dell'utero arriva a dieci centimetri, la donna viene invitata a spingere;
  • dopo l'uscita del bambino inizia la fase chiamata secondamento, le contrazioni servono ad espellere la placenta ed altri residui.

Travaglio parto

Come riconoscere i sintomi del travaglio? Possiamo sintetizzare in questo elenco i principali sintomi di un travaglio imminente:

  • perdita del tappo mucoso, cioè quella sostanza gelatinosa che serve a proteggere, durante la gravidanza, il feto dall'ambiente esterno. Le perdite legate al tappo mucoso possono anche essere leggermente striate di sangue a causa della rottura dei capillari uterini;
  • prime contrazioni del parto, si tratta di contrazioni preparatorie al parto chiamate di Braxton Hicks (a differenza di quelle reali non sono frequenti, né ritmiche e non sono dolorose);
  • perdite vaginali, si possono verificare piccole perdite di liquido amniotico (se diventano abbondanti è bene avvertire il ginecologo);
  • la rottura delle acque è il principale sintomo dell'inizio del travaglio, cui seguono le contrazioni;
  • le contrazioni sono simili ai dolori del ciclo mestruale, molto intensi, che interessano tutto l’addome fino alla colonna vertebrale e scendono lungo le gambe e servono ad aiutare il bambino ad impegnarsi nel canale del parto e possono durare anche per ore (molte donne raccontano che le contrazioni sembrano come delle onde che arrivano e spingono il bambino sempre più giù).

Le fasi del travaglio sono quattro:

  • fase prodromica - caratterizzata da contrazioni preparatorie che possono durare anche per qualche giorno, a seguito della perdita del tappo mucoso inizia la dilatazione, quando si arriva a 4 centimetri ha inizio la fase dilatante e il parto vero e proprio;
  • fase dilatante - il collo dell'utero si dilata di un centimetro ogni ora e le contrazioni si fanno sempre più intense;
  • fase espulsiva - la dilatazione arriva a 8-10 centimetri, le contrazioni sono molto intense e frequenti e la donna viene invitata a spingere;
  • secondamento - il bambino è nato e le contrazioni proseguono per espellere la placenta.

Data presunta del parto

La gravidanza non dura esattamente nove mesi ma quaranta settimane: in particolare nove mesi più 10 giorni partendo dal primo giorno dell'ultimo ciclo mestruale, questo perché non è possibile sapere con esattezza quando è avvenuto il concepimento. Per calcolare la data presunta del parto si parte dalla data di inizio dell'ultimo ciclo mestruale: il ginecologo si affida ad uno strumento chiamato regolo ostetrico, una tabella grazie alla quale è possibile calcolare le 40 settimane di gravidanza e fare un calcolo presunto e probabilistico della data del parto. Ricordate comunque che solo 5 bimbi su 100 nascono proprio nella data prevista, circa 30 nascono in anticipo e circa 65 in ritardo.

Parto cesareo

In Italia il 40% delle nascite avviene con un parto cesareo, che è un intervento chirurgico finalizzato a far nascere il bambino e che, secondo le linee guida internazionali, non dovrebbe essere fatto in più del 20% dei casi. In genere il cesareo viene programmato per particolari esigenze, ad esempio se il bambino è podalico, oppure viene fatto in regime di emergenza perché sono sopraggiunte delle complicazioni che possono mettere a rischio la vita della mamma o del bambino. Il cesareo dura circa 20 minuti: viene praticata un'anestesia peridurale che rende insensibile tutta la parte del corpo dall'addome in giù e il bambino viene tirato fuori attraverso un'unica incisione fatta a livello pubico.

Parto indotto

Quando il travaglio non inizia e sorgono complicanze è possibile praticare un'induzione al parto tramite una versione sintetica dell'ossitocina, che è l'ormone che dà inizio al travaglio vero e proprio stimolando le contrazioni. Altre tecniche di induzione al travaglio sono la rottura manuale delle membrane tramite una sorta di uncino, candelette da inserire in vagina contenenti prostaglandine e distacco delle membrane.

Parto in acqua

Partorire in acqua è una scelta fatta da un numero sempre maggiore di mamme: quali sono i vantaggi?

  • Il parto in acqua favorisce l'espulsione del bambino;
  • stimola la produzione di endorfine che agiscono da antidolorifici naturali;
  • la durata del travaglio è ridotta;
  • il rischio di un intervento da parte del medico diminuisce;
  • per il bambino nascere in acqua è meno traumatico perché passa dal liquido amniotico all'acqua.

Parto eutocico

Il parto eutocico altro non è che un parto fisiologico, cioè che avviene spontaneamente e che porta all'espulsione del feto senza particolari complicanze o interventi medici.

Parto distocico

Il parto distocico, invece, è un parto non fisiologico, cioè quello che, nel corso del travaglio, subisce interventi medici a causa di complicanze di varia natura.

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