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Discalculia: quando la diagnosi è poco chiara

Gentilissima Eliana,
ho letto su pianeta mamma del problema della discalculia. Ho un fratello che si chiama Riccardo, un ragazzo ormai di 19 anni, che credo sia affetto da discalculia.
Fin da piccolino ha avuto problemi nella comprensione, nello stare fermo e concentrarsi, nell’applicarsi. Ancora oggi, se gli viene chiesto di fare “15+9” lui va nel pallone e non riesce a svolgere il calcolo se non dopo 5 minuti o forse più.
In passato abbiamo frequentato psicologi vari, e una volta l’ho portato anche da uno psichiatra in quanto avevo letto dei bambini malati di ADHD. Lo psichiatra l’ha guardato, aveva 15 anni, e gli ha fatto 2 domande: “come ti chiami e pensi di essere malato” lui ovviamente ci ha guardate male..
vabbè, dopo queste 2 domande ci ha liquidate con una cifra di 250 euro dicendo che il ragazzo aveva un ritardo nella crescita. Boh. Io sono rimasta allibita da questo suo comportamento e dalla cifra, che mi è sembrata eccessiva per il supporto datoci, ma vabbè, parte questo, non è servita minimamente a nulla. Fine a se stessa.
Ora, come si può fare, io mi rendo conto che è tardi probabilmente, ma ancora lui non si applica, non ha interesse ed è svogliato all’inverosimile. Puo’ darmi qualche consiglio su come agire, o su come comportarsi, per recuperare un minimo la situazione? Premetto che il ragazzo ha anche una camminata un pò goffa, e fisicamente anche se ben formato, è alto 180 e ben muscoloso, non riesce ad effettuare alcuni esercizi semplici, come piegamenti sulle gambe o flessioni, come se i suoi muscoli fossero gonfi e lui non ce la facesse.
La ringrazio e spero in una sua cordiale risposta.
Valentina

Carissima Valentina,
da quanto mi è stato raccontato della problematica di tuo fratello, purtroppo mi risultano delle informazioni  troppo poche dettagliate e sintetiche per poterti dire con esattezza che possa trattarsi di un disturbo piuttosto che di un altro. Per poter fare una diagnosi c’è bisogno di eseguire tutti gli esami specialistici possibili, in particolare quando si hanno dei quadri clinici poco chiari, come nel caso di tuo fratello, in cui è evidente che ci siano più fattori organici e psicologici concomitanti. Quello che mi sento di consigliarvi, è cercare di capire prima di tutto qual è il vero problema di Riccardo, facendo una visita dal neuropsichiatra o dal neurologo.

Lo psichiatra, che vi ha liquidato, è stato sicuramente poco professionale con voi, però a mio parere, forse non ha detto un’ipotesi del tutto sbagliata. Se Riccardo presenta anche dei problemi psicomotori con dei movimenti goffi e rallentati, oltre ad un rallentamento nelle funzioni primarie del cervello, come nell’attenzione, nell’apprendimento e nella concentrazione, è probabile che possa trattarsi di un ritardo globale della crescita. In ogni caso, è bene che il ragazzo faccia qualche seduta logopedica per sollecitare la maturazione dei suoi processi cognitivi e ritrovare al più presto tanto buona volontà e fiducia in sé stesso.

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