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Nonni: la difficile arte del compromesso

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Il ruolo dei nonni è fondamentale nella famiglia di oggi, ma attenzione alle diversità di stili educativi. Come ottenere una serena collaborazione che porterà benefici ai bambini?

Il ruolo dei nonni nella famiglia

Il 2 ottobre si festeggiano i nonni, figure importantissime nelle famiglie di oggi. Il nonno ha un ruolo ben preciso all’interno delle famiglie italiane, non è solo il depositario di un sapere antico, una persona che racchiude dentro di se un patrimonio di storie, racconti, stili di vita passati da poter condividere con i nipotini, il nonno diventa ammortizzatore sociale laddove lo stato è carente. Ogni anno le associazioni dei genitori chiedono che il numero degli asili nido presenti sul territorio si ampli notevolmente, richieste che anche quest’anno saranno disattese in quanto parecchi genitori si sono visti rifiutare la domanda di ingresso al nido pubblico o alla scuola materna per mancanza di posti, perché non residenti o semplicemente perché hanno un reddito apparentemente troppo alto.

La presenza dei nonni nella crescita dei bambini

Se mancano le strutture che possono occuparsi dei più piccoli in modo serio e competente mentre mamma e papà lavorano, a chi ci si deve rivolgere? In ogni paese sembrano spuntare come funghi asili privati, micro nidi, homeschooling dove i più piccoli vengono affidati alle cure di altre mamme che creano un piccolo asilo casa propria, oppure affidati a strutture private il cui costo si aggira sui 500 euro per mezza giornata fino ad arrivare nelle grandi città a 800 euro (ma anche di più) per la giornata intera. Un costo che per molte famiglie è proibitivo, soprattutto se si hanno più figli in età prescolare da dover gestire, il nonno diventa quindi l’ultima risorsa a cui le famiglie italiane amano far riferimento.

Il nonno pensionato è una risorsa da sfruttare, sono diverse le coppie che per risparmiare il costo del nido affidano il proprio figlio ad una nonna, oppure lo mandano all’asilo nido solo la mattina facendolo restare per qualche ora con i nonni durante il pomeriggio. La scelta non è dettata solo dal mero risparmio economico, bensì da un desiderio di sicurezza che i genitori, assenti per gran parte della giornata, provano nei confronti dei figli. Il nonno è un membro della famiglia, una persona solitamente di fiducia, una persona che saprà ben prendersi cura dei nostri piccolini svolgendo le veci di educatore quando noi non siamo presenti.


Il problema principale che si riscontra quando i nostri figli passano molte ore con i nonni è la diversità di stili educativi che spesso portano a tensioni tra i membri della famiglia. I più anziani, forti della loro esperienza, spesso si arrogano il diritto di agire non consultando i figli, vedono che il nipotino ha un problema, oppure che desidera fare qualcosa e agiscono senza consultare nessuno. Scatta quindi una sorta di rivalità, perché il bimbo vede che a casa dei nonni ha alcune libertà che a casa propria, con i genitori presenti non gli sono concesse, oppure sa che il nonno è preda facile dei suoi capricci, basta una lacrimuccia, una parolina gentile, e il piccolo furfantello ottiene ciò che vuole, dalla caramella, alla doppia razione di gelato. Se il nonno diventa troppo permissivo e non rispetta le regole di comportamento impartite dai genitori il piccolo può trovarsi disorientato e mal tollerare le regole più severe che ha a casa propria.

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Il genitore, che torna la sera stanco dal lavoro si ritrova un bimbo che quando lo vede fa i capricci, che non vuole tornarsene a casa perché dai nonni “sta meglio”, o più correttamente, si sente più libero di fare ciò che vuole, bimbi che iniziano a dire “voglio nonna, nonna è più brava”, scatenando una sorta di gelosia nel genitore che ha l’innata paure che il proprio figlio preferisca le cure di qualcun altro.

Le cose che i nonni non dovrebbero mai fare

Occorre impostare correttamente il rapporto con i nonni e il modo migliore per far fronte alle piccole divergenze educative, che possono subentrate,  è stilare le regole che in alcun modo possono essere infrante. Principi che per i genitori sono alla baste delle loro scelte educative e che pretendono siano rispettate non solo dai nonni, ma in ogni ambiente in cui il piccolo vada a trovarsi. Se un genitore non vuole che il proprio figlio si ingozzi di dolci, giochi con il cibo o mangi cose inadatte alla sua età, è bene che il nonno rispetti queste decisioni, se il genitore dice che il piccolo sta poco bene, è raffreddato e quindi è meglio non portarlo al parco, non farlo scendere in piscina o semplicemente non farlo sudare in modo eccessivo, il nonno dovrà per un attimo mettere da parte la propria volontà optando per quello che il genitore va proponendo.

Dopo aver stabilito le regole essenziali, ci sarà sempre un territorio neutro dove i nonni potranno sbizzarrirsi, magari permettendo al nipotino giochi ed attività che a casa sua, vuoi per mancanza di spazio o di tempo, gli son precluse. Serve elasticità da entrambe le parti, permettendo così una serena collaborazione che porterà al bimbo numerosi benefici, perché il nonno non è un semplice baby-sitter, ma una figura importante di cui il bambino serberà a lungo il ricordo, anche quando quest’ultimo non ci sarà più.
 

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