gpt skin_web-famiglia-0
gpt strip1_generica-famiglia
gpt strip1_gpt-famiglia-0
1 5

Non voler essere madre è un diritto: continuiamo a parlarne

Ne discutiamo con la dottoressa Francesca Saccà: quali implicazioni può avere sul piano sociale e personale la scelta di non avere figli?

Dopo l'intervista al Dottor Davide Algeri e alla Dottoressa Serena Basile, continuiamo ad affrontare l'argomento con la Dottoressa Francesca Saccà, Psicologa e Psicoterapeuta a Roma e Curatrice del blog Psicologo in famiglia

Dottoressa Saccà si parla molto di mamme e meno delle “non-mamme” , ossia delle donne che scelgono di non avere figli. Quanti pregiudizi e luoghi comuni ruotano attorno al tema della maternità ?

Ad oggi sono ancora moltissimi i pregiudizi  e i luoghi comuni  che ruotano attorno al tema della maternità che è, molto spesso, vista come una tappa obbligata nella vita della donna tanto che coloro che ancora non hanno avuto figli vengono spesso additate come incomplete.
Sono molti i pregiudizi  che vedono i figli come la vera e unica realizzazione della donna: ‘Senza figli una donna non può essere felice’, ‘Una donna che decide di non avere figli non è una donna completa’, ‘Una donna che decide di non avere figli  è un'egoista’, ‘Le donne senza figli non sono vere donne’.
Bisogna avere almeno un figlio, come bisogna avere un marito, un lavoro o una casa.
E’ bene che le donne imparino a fare la differenza tra ciò che viene loro proposto come ‘tappa obbligata’ e ciò che veramente desiderano essere, avendo cura di allontanarsi da pregiudizi e luoghi comuni che soffocano la libertà individuale.

Diventare madri perché si ‘deve’ esserlo da copione sociale è sbagliato e può procurare danni al benessere psicologico della madre e del figlio.  Che vuol dire questo?

Effettuare la scelta della maternità perché si ‘deve’ esserlo da copione senza rispettare ciò che veramente la persona sente di voler essere è sbagliato proprio perché una volta che un figlio nasce non si può tornare indietro.
Un bambino dovrebbe nascere perché desiderato e voluto e mai venire al mondo come tappabuchi a frustrazioni personali o relazionali.

Il bambino risentirà inevitabilmente dell’insoddisfazione di una mamma che non ha effettuato questa scelta serenamente e, allo stesso tempo, la mamma potrà provare del risentimento nei confronti di un figlio che ha rappresentato una scelta obbligata. Tutto questo può generare problematiche psicologiche nello sviluppo di un sano rapporto affettivo tra madre e figlio.

Perché si tende a pensare che una donna senza un figlio sia una donna incompleta?

Perché siamo stati abituati a far coincidere femminilità con maternità per cui una donna, per essere vera e completa, deve essere anche mamma.
Ma questo è semplicemente un pregiudizio che non rispetta il diritto di scelta di ogni donna, che può decidere liberamente circa la possibilità di essere o non essere mamma.
Ogni donna può decidere di realizzare la propria felicità a modo suo. Se per alcune questa scelta coincide con la maternità, per altre no. E’ bene che, ogni volta che si affrontano questi temi, ci si ricordi che ogni essere umano è unico e diverso dall’altro, ognuno di noi ha caratteristiche e preferenze diverse e merita il rispetto della sua individualità.
Una donna può sentirsi completa anche scegliendo di non avere figli. La serenità e la completezza di un individuo nascono dall’appagamento di bisogni e desideri personali cha dimorano nella nostra interiorità e spesso non coincidono con prescrizioni esterne.
La maternità non assicura in automatico la completezza. In ambito clinico ci troviamo  sempre più spesso di fronte a storie di donne incomplete che hanno accettato di seguire il copione prescritto che le vuole donne, mogli e mamme e che hanno rinunciato a ‘completare’ parti importanti di sé.
Essere ciò che gli altri vorrebbero che noi fossimo senza ascoltare il nostro io più vero, questo vuol dire, a mio parere, essere incompleti.

Antonella Marchisella
gpt native-bottom-foglia-famiglia
gpt inread-famiglia-0
Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
gpt skin_mobile-famiglia-0