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Bambini: "nati per leggere"

Il progetto 'Nati per Leggere' ha l'obiettivo di promuovere la lettura ad alta voce ai bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 6 anni

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Amare la lettura attraverso un gesto d'amore: un adulto che legge una storia. Ogni bambino ha diritto ad essere protetto non solo dalla malattia e dalla violenza ma anche dalla mancanza di adeguate occasioni di sviluppo affettivo e cognitivo.
Questo è il cuore di Nati per Leggere. Dal 1999, il progetto ha l'obiettivo di promuovere la lettura ad alta voce ai bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 6 anni.
 Recenti ricerche scientifiche dimostrano come il leggere ad alta voce, con una certa continuità, ai bambini in età prescolare abbia una positiva influenza sia dal punto di vista relazionale (è una opportunità di relazione tra bambino e genitori), che cognitivo (si sviluppa meglio e più precocemente la comprensione del linguaggio e la capacità di lettura); per di più si consolida nel bambino l'abitudine a leggere che si protrae, poi, nelle età successive anche grazie all'imprinting precoce legato alla relazione.
Nati per leggere, è promosso dall'alleanza tra bibliotecari e pediatri attraverso le seguenti associazioni:
- L'Associazione Culturale Pediatri - ACP che riunisce tremila pediatri italiani con fini esclusivamente culturali
- L'Associazione Italiana Biblioteche che associa oltre quattromila tra bibliotecari, biblioteche, centri di documentazione, servizi di informazione operanti nei diversi ambiti della professione
- Il Centro per la Salute del Bambino - ONLUS, che ha come fini statutari attività di formazione, ricerca e solidarietà per l'infanzia

I benefici della lettura

La lettura a voce alta, nella sua apparente semplicità, contiene molte valenze legate a modelli di comunicazione positivi e affettivi che influiscono in modo rilevante sullo sviluppo emotivo del bambino.  Essa è considerata l’attività più importante per la acquisizione delle conoscenze necessarie per il successo nella lettura.
La lettura è per il bambino uno strumento ideale per trattenere con sé l’adulto nel modo a lui più gradito, cioè con dedizione, partecipazione completa e senza distrazioni. La presenza dell’adulto è consolatoria, e fornisce protezione e sicurezza. Quando il bambino chiede la ripetizione della lettura non necessariamente è interessato alla storia ma forse vuole prolungare quella sensazione piacevole e continuare ad avere la mamma (il papà, la zia o l’insegnante) accanto.

Con la lettura il bambino si appropria lentamente della lingua materna, delle sue parole, della sua forma e struttura. Questo gli serve per costruire le  proprie strutture mentali, per capire i rapporti (io e gli altri, io e le cose) e le distanze spazio-temporali.

Le capacità e conoscenze associate alla futura capacità di decodificare le parole possono essere così sintetizzate in:

- sviluppo del linguaggio orale (aumenta l’ampiezza del vocabolario)
- competenza fonologica (prima attraverso le sillabe, poi con le rime e la miscelazione dei fonemi che avviene solo quando si inizia a leggere). Questa competenza  è strettamente legata al successo nella lettura.
- conoscenza del linguaggio scritto
- conoscenza delle convenzioni della scrittura – corrispondenza tra linguaggio orale e scritto, scrittura da sinistra a destra e dall’alto in basso, alfabeto che rappresenta i suoni del linguaggio –
- conoscenza delle funzioni della scrittura – testo che racconta una storia, dà informazioni, dà istruzioni –
- conoscenza dell’alfabeto – conoscenza delle lettere e dell’associazione tra una lettera ed il suo nome e tra una lettera e il suo suono

Lo sviluppo varia in ogni bambino ed è influenzato da diversi fattori:

- capacità innate
- qualità e quantità del linguaggio ascoltato in famiglia
- desiderio di apprendere del bambino e sua autostima
- esposizione del bambino ad attività letterarie

La lettura ad alta voce è considerata un’azione di prevenzione nei confronti dell’abbandono scolastico e dei problemi di comportamento. Essa determina l’esperienza dell’apprendimento della lettura stessa che segna il destino della carriera scolastica del bambino.

Bambini che possono godere di un’esposizione alla lettura giornaliera e costante nel tempo giungono alla prima elementare con maggiori capacità e conoscenze basilari per la futura decodifica delle parole; questo permetterà loro di imparare a leggere e scrivere con maggiore facilità. Numerose ricerche hanno dimostrato come il livello di abilità di lettura riscontrato alla fine del primo anno di scuola elementare sia fortemente correlato negli anni con una maggiore abilità a leggere testi scritti.

E’ evidente quindi quanto siano legati, nell’infanzia, sviluppo delle competenze linguistiche, confidenza verso la lettura, proprietà di linguaggio del bambino, capacità di mantenere l’attenzione e la concentrazione e livello di autostima e sicurezza

http://www.natiperleggere.it/
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Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
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