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Come educare i figli gemelli: consigli utili per genitori

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Siete genitori di figli gemelli? Come educare i figli gemelli e crescere al meglio questi fratelli così speciali

Come educare i figli gemelli

Cosa vuol dire essere gemelli, in età evolutiva, in adolescenza, ma anche nell’età adulta? Cosa significa diventare genitori di gemelli e come relazionarsi con loro? A scuola: insieme o separati? E quando sono più di due? Essere mamma di gemelli è una sfida davvero complessa ed impegnativa e una delle domande più frequenti è: "ho dei figli gemelli, come educare al meglio questi fratelli uniti da un legame così unico, speciale e per certi versi insondabile"?

Vediamo qualche consiglio utile.

Gemelli: psicologia della personalità

Essere genitori di gemelli è un’esperienza intensa e importante, ma anche molto impegnativa. Le dinamiche all’interno della coppia gemellare richiedono un’attenzione specifica. Secondo gli esperti, la prima cosa da sapere è che bisognerebbe evitare il più possibile di chiamare i gemelli «gemelli» quando ci si rivolge loro, al fine di favorire l’individuazione di ogni singolo bambino. Essere gemelli costituisce un’esperienza unica e per molti aspetti positiva, ma soggetta anche ad alcuni rischi evolutivi, che, attraverso interventi di prevenzione, possono essere affrontati e gestiti. Conoscerli permette di evitare che la possibilità di vivere in coppia si trasformi nell’impossibilità di vivere separati.

Ma come si sviluppa la personalità dei gemelli? Solitamente i gemelli eterozigoti, detti anche gemelli fratelli, manifestano una significativa affinità, come se viaggiassero sulla stessa lunghezza d'onda. All'inizio è facile che le femmine rappresentino la forza trainante, il leader, ma con il tempo la situazione potrebbe cambiare.

All'inizio, nei primi anni di vita, è facile che i gemelli sviluppino un proprio linguaggio e una propria forma di comunicazione che esclude gli altri, così come può essere frequente vedere che giocano più da soli che con gli altri, che tendano, insomma, ad isolarsi un po'.

Per questo è importante, ad un certo punto, mettere in atto delle strategie per aiutarli a costruirsi una loro indipendenza ed autonomia.

Essere mamma di due gemelli

Cosa vuol dire essere il genitore di due gemelli? I problemi e le difficoltà non mancano e possono essere elencati come:

  • gravidanza difficile, definita “a rischio”;
  • nascite tendenti alla prematurità, con più frequenti complicazioni nei primi mesi di vita;
  • difficoltà economiche, di gestione delle risorse ed anche del tempo;
  • difficoltà nell'offrire tempo e spazio a ciascun gemello, che rischia di impedire lo sviluppo di un forte legame madre-figlio, fondamentale per favorire successivamente corretti processi di separazione/individuazione;
  • difficoltà nel ricoprire il ruolo di genitore di un altro eventuale figlio;
  • gravi tensioni familiari conseguenti alla conflittualità e competitività tra gemelli;
  • depressione post-partum più frequente e più grave nelle madri di gemelli che vivono una   frattura con la propria vita passata (costituita da lavoro, amicizie, interessi culturali, sportivi, ecc).

Ciò nonostante il segreto per essere la mamma di due gemelli, come in realtà per tutte le mamme con più figli, è l'organizzazione.

Cosa comprare per i gemelli

Mamme di gemelli istruzioni per l'uso

  1. Innanzitutto è bene organizzarsi sin dai primi giorni di vita con l'allattamento, l'orario delle poppate, i cambi del pannolino etc. Stabilire orari e mettere in atto una sorta di catena di montaggio vi aiuterà a non sentirvi sopraffatte dalle cose da fare e dalla stanchezza.
  2. Con il passare dei mesi può essere utile far fare la maggior parte delle cose ai gemelli insieme: la pappa sui seggioloni o seduti a tavola sui rialzi, il cambio del pannolino, il bagnetto. Anche se all'inizio pensate di non farcela in realtà è solo questione di pratica e diventerete bravissime.
  3. Inoltre lasciate che alcune delle cose da fare con i gemelli vengano programmate per quando c'è qualcuno in casa che potrà aiutarvi: una tata, la nonna o il papà.

Come gestire due gemelli

Come detto, l'organizzazione è alla base di una vita serena e meno stressante. In generale valgono due consigli di massima:

  • gestire una serie di attività con i gemelli insieme: il che può valere per la pappa, il cambio, il bagnetto, i giochi;
  • dedicare un po' di tempo ad ogni singolo gemello: ogni bimbo ha diritto a trascorrere del tempo insieme alla mamma, e al papà, da solo.

In che modo si può riuscire in questa impresa? Bastano anche 20 minuti da dedicare a ciascuno dei due singolarmente, magari la sera quando c'è anche il papà, oppure con l'aiuto della nonna o della tata.

Come crescere due gemelli

E' facile che nella vita dei gemelli ruoti tutto un universo di figure adulte di riferimento che aiutano i genitori nel compito di dover crescere questi bambini. Per i piccoli la presenza di zii, tate, nonni è indubbiamente una ricchezza, l'importante è che non arrivino messaggi contraddittori dal punto di vista educativo e che siano sempre mamma e papà le persone di riferimento per queste questioni.

Ciò detto, il consiglio per i genitori dei gemelli è soprattutto quello di delegare con grande tranquillità e di lasciare a casa i sensi di colpa: affidare un bambino alla nonna mentre si accompagna l'altro alla recita scolastica non crea alcun disagio psicologico e non deve essere visto come un fallimento, ma come un'opportunità per trascorrere un po' di tempo con uno di loro singolarmente.

L'educazione dei gemelli

Esattamente come accade quando si hanno due o più figli, l'educazione dei genitori dovrebbe essere coerente, pur rispettando le inclinazioni e le predisposizioni caratteriali dei singoli bambini.

Una delle domande che maggiormente colgono i genitori dei gemelli è: metterli alla stessa scuola e nella stessa classe? La maggior parte delle scuole consiglia di dividere i gemelli e di iscriverli in classi diverse, questo perché in molti casi uno dei due gemelli “subisce” un po' la personalità del fratello e in classe rischierebbe di non riuscire ad emergere. Per spezzare, quindi, questo legame così stretto almeno nel tempo che si trascorre a scuola e consentire ad entrambi di far venir fuori la propria personalità si sceglie di collocarli in classi diverse.
Per facilità di organizzazione familiare, è comunque consigliabile scegliere la stessa scuola in modo che gli orari di entrata ed uscita, le feste e i giorni di chiusura coincidano.

Tuttavia l'impegno di voler far fare cose diverse ai gemelli non deve diventare un obbligo: se ad entrambi piace uno sport non è detto che non si possano iscrivere insieme. L'importante è valutare caso per caso osservando la crescita e lo sviluppo psicologico dei singoli.

Crescere due gemelli, libro da leggere

Piera Brustia, psicologa, psicoterapeuta e docente di Psicologia dinamica presso la facoltà di Psicologia dell’Università degli Studi di Torino, lavora da anni sul tema della famiglia e dei gemelli e ha scritto un manuale per risolvere i problemi della vita quotidiana con una coppia gemellare.

Nel libro Vivere con i gemelli. Piccola guida di sopravvivenza (Espress Edizioni), l'esperta offre le risposte per affrontare le peculiarità della relazione gemellare in famiglia, a scuola e nei diversi contesti sociali: dalla diagnosi di gravidanza gemellare all’età adulta, dai campanelli di allarme relativi all’effetto coppia fino all’inserimento scolastico.

È una guida semplice, discorsiva e ricca di esempi esplicativi, che nasce dall’esperienza sul campo, che vi consentirà di affrontare le complessità riguardanti la crescita e l’educazione di gemelli o plurigemini, ed evitare che, a causa di preconcetti ed errori educativi, la positività del vivere in coppia si trasformi con il passare degli anni nell’impossibilità di vivere separati.

Il libro si rivolge a chiunque voglia saperne di più sulle tematiche relative alla gemellarità; per le famiglie, gli operatori dell’infanzia (dirigenti, educatori, puericultrici, vigilatrici d’infanzia), gli operatori scolastici (dirigenti, insegnanti, pedagogisti, psicologi), gli operatori sanitari (medici, ostetriche, infermieri, psicologi, assistenti sociali) e per tutti coloro che, a vario titolo, si trovino a confrontarsi con le tematiche gemellari.

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