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Vademecum dell’amicizia dopo l'arrivo dei figli

Come si evolve l’amicizia dopo la nascita dei figli? Una serie di consigli su cosa non fare per evitare di rovinare un bel rapporto

Quando nasce un bambino le priorità della famiglia mutano inesorabilmente, i coniugi tenderanno a mantenere inalterato il proprio feeling e la propria voglia di intimità, ma è inequivocabile che, specie quando il bimbo è molto piccolo, i bisogni dei figli vengano messi al primo posto. Nessuno desidera isolarsi dal resto del mondo e rinchiudersi in casa ad accudire la prole, però molto spesso con l’arrivo di un figlio le amicizie, anche quelle di lunga data, vanno incrinandosi.

L’amico, soprattutto se single convinto e senza figli, non capirà come mai i suoi amici, un tempo sempre disposti a mettersi in gioco e a vivere mille avventure, si siano di colpo “tranquillizzati”, se prima si usciva senza una meta ben precisa e si rientrava magari alle 4 di mattina, ora con l’arrivo del bimbo, alle 23, massimo 24, tornano a casa perché il bimbo, ormai addormentato sul passeggino, deve riposare più comodamente. Oppure fanno i risentiti quando alcuni inviti vengono sistematicamente declinati: gita a Gardaland sulle montagne russe, aperitivo su una baita in montagna (scarpinata a piedi inclusa), tour di 5 ore in bicicletta e via discorrendo. Un bambino può essere portato in viaggio, può andare in auto, treno, aereo, ma deve essere ben chiaro a tutti i partecipanti della gita, che i suoi bisogni, pappa, nanna, pannolino, vengono prima di quelli degli adulti e se scappa un capriccio non se ne deve fare un dramma, i bimbi piangono, si lamentano, non sono dei bambolotti con il bottone di spegnimento sulla schiena, perciò, cari amici, se le urla dei più piccoli vi infastidiscono, pensateci prima di procedere all’invito.
Come fare per non rovinare una bella amicizia? Ecco alcune piccole cose da non fare:

Invitare i neo genitori in un ristorante molto lussuoso: Se i genitori non hanno nessuno che possa accudire i figli in loro assenza, saranno costretti a portarli con se. Optare per un ristorante molto raffinato, dove si deve stare attenti a mantenere il tono della voce basso, dove le pietanze sono ricercate e poco adatte ai gusti di un bebè, dove le sedie sono imbottite e le posate d’argento, risulterà assolutamente scomodo. I genitori, magari invitati ad una festa di compleanno, ad una ricorrenza speciale, passeranno metà del loro tempo a riprendere il bimbo: “non gridare” “non mettere i piedi sulla sedia” “non fare i capricci”, magari con gli occhi degli altri commensali, ovvero dolci coppiette che desideravano una seratina in totale relax, che li guardano astiosi per il chiasso che stanno combinando.

Invitare i neo genitori a gite spericolate: So che un tempo vi dedicavate a fare rafting tra le rapide o percorrere 60 km a cavallo, ma ora, con un bimbo di pochi anni, ogni gita deve essere costruita in modo che anche il piccolino si diverta. Non stupitevi se i vostri amici declineranno l’invito se la proposta è passare una giornata a camminare tra i monti del Tirolo o in un parco acquatico la cui età minima per accedere ai giochi è 8 anni, forse cari amici non l’avrete notato, ma il loro bimbo è ben più piccolo.

Invitare i neo genitori in un Pub o in discoteca: Un genitore, nel momento stesso in cui intravede gli occhi del figlio per la prima volta, diventa salutista, perciò scansa tutto ciò che potrebbe nuocere alla salute del bimbo. In un pub c’è fumo, alcol, ragazzotti schiamazzanti che fanno casino, sicuramente non è il luogo adatto dove restare a rilassarsi con un bimbo di pochi anni. Stesso discorso vale per le discoteche: musica assordante, luci, gioventù che balla, nessun genitore con un briciolo di buon senso si rinchiuderebbe lì con il proprio figlio, il divertimento per il bimbo dove sarebbe? Salire sul cubo ed esibirsi in una mini lap-dance mentre mamma e papà si dimenano sotto di lui?

Invitare i neo genitori in un museo o in una galleria d’arte
: Per quanto in Italia e all’estero esistano musei a misura di bambino, anche piccolissimo, con attività ludiche e didattiche studiate per loro, è veramente difficile riuscire a seguire l’itinerario di una mostra con in bimbo piccolo. I motivi sono molto semplici: i bambini si stufano, passare ore e ore in religioso silenzio mentre la madre ed il padre osservano opere di Monet e Degas potrebbe essere appagante per un ragazzino di 8-10 anni, ma non certo per un piccolino di 2-3 anni. Meglio optare per un museo di storia naturale o per un bio parco interattivo dove il piccolo potrà apprezzare ciò che vede. La galleria d’arte poi si rivela essere un regno ancora più proibito, spiegatelo voi ai vostri bimbi, che quelle strane sculture disposte sul pavimento non si possono toccare, eppure hanno forme e colori così invitanti, che il bimbo, appena vi sarete distratti un attimo, correrà da loro per inserire il suo “tocco personale”, il grido di paura dell’artista seguirà a breve.

La soluzione
per risolvere il problema è parlare, cercare di far capire agli amici che con un bimbo piccolo non tutto è fattibile, ci sono orari e regole da rispettare, se l’amico è tale per davvero, sarà ben lieto di passare in vostra compagnia anche una semplice serata in pizzeria, senza necessariamente condurvi in posti affollati e chiassosi.

Chiara Zambelli

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