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Secondo figlio: esiste una differenza d'età ideale dal primo?

Le ragioni per cui una coppia decide di ripetere l'esperienza di avere un figlio possono essere tante, tra queste sicuramente rivivere l'emozione immensa della nascita, dare un fratellino o una sorellina al primogenito, ripercorrere la tenerezza delle tappe tipiche dei primi mesi di vita

Le ragioni per cui una coppia decide di ripetere l'esperienza di avere un figlio possono essere tante, tra queste sicuramente rivivere l'emozione immensa della nascita, dare un fratellino o una sorellina al primogenito, ripercorrere la tenerezza delle tappe tipiche dei primi mesi di vita.
É chiaro che la scelta di avere un altro bambino non va presa alla leggera ma deve essere il frutto di una profonda riflessione. A volte però il desiderio di una seconda maternità si scontra con problemi pratici ed economici con cui le famiglie italiane, soprattutto le coppie giovani, troppo spesso devono fare i conti.

Delle volte subentrano timori di natura psicologica, non di rado infatti si fa strada nella mente della mamma, o anche del papà, la paura di non riuscire ad amare un secondo figlio come si ama il primo o l'idea che intraprendere di nuovo l'avventura della gravidanza toglierebbe qualcosa al piccolo.
La paura di affrontare di nuovo le difficoltà di una gravidanza, con un figlio ancora piccolo da gestire, oppure l'idea di non sentirsi pronte è molto frequente tra le madri che hanno vissuto in modo negativo l'esperienza della prima gravidanza o del parto.
Se ad esempio si è trattato di un parto difficile oppure il piccolo ha avuto problemi di salute subito dopo la nascita, la mamma può vivere con ansia la prospettiva di avere un altro bambino.

Quando il desiderio di avere un altro bambino è più forte di tutti gli eventuali problemi e delle difficoltà da affrontare, una delle domande tipiche che si pongono i genitori è: quanto tempo aspettare? quale può essere la differenza d'età ideale tra il primo e il secondo figlio? Se una coppia con un bambino si chiede quale sia il momento migliore per mettere in cantiere un altro figlio chiedere consigli in giro spesso non aiuta: sicuramente amici e conoscenti, divisi in due fazioni, riporteranno fedelmente tutta una serie di esperienze vissute volte a dimostrare con assoluta certezza come sia preferibile non aspettare troppo, o al contrario assolutamente da evitare che i figli siano troppo “vicini” come età.

famiglia_51230In realtà non è sempre facile definire una distanza ideale tra una gravidanza e un'altra perchè le variabili che entrano in gioco sono molteplici. In fondo non esiste una verità assoluta che indichi quale sia la “giusta” differenza d'età tra il primo e il secondo figlio. Tuttavia c'è da tener conto del fatto che la nascita di un secondo figlio può comportare delle modifiche anche di un certo peso nella crescita e nella gestione del primogenito.
Lo sviluppo delle capacità cognitive e motorie di un bambino infatti non può dirsi completo prima del compimento del 2° anno di età. Solo con l'apprendimento del linguaggio e la conseguente capacità di pensiero nel bambino comincia a delinearsi l'identità personale che gradualmente lo condurrà alla giusta autonomia fisica e psicologica. Prima del compimento dei 2 anni, ad esempio, il bambino non riesce a muoversi in modo autonomo, non ha ancora la percezione del pericolo e perciò necessita del controllo continuo dei genitori. Ma al di là dello sviluppo motorio, è molto importante l'aspetto cognitivo e psicologico della crescita perchè in questa fase il bambino non è ancora in grado di capire molti dei concetti legati all'arrivo di un fratellino: le attenzioni dei genitori per un essere che può considerare un “intruso”, la sua posizione nei confronti di tale evento, etc.

Questo non significa che superati i 2 anni d'età del primogenito tutti i problemi siano risolti. Ad esempio, un fattore da mettere in conto in ogni caso quando si decide di avere un altro figlio è la gelosia, sentimento da cui non sono immuni i bambini più grandi. Certo è che un bambino più grande è in grado di percepire e comprendere meglio i sentimenti e gli stati d'animo che i genitori gli comunicano per vivere questo evento nel modo più sereno possibile.

Ma torniamo alla domanda iniziale: esiste una differenza d'età ideale? Proviamo ad analizzare i pro e i contro della troppa/troppo poca differenza d'età, soprattutto dal punto di vista dei bambini. Quando la differenza d'età è di circa un anno il problema della gelosia spesso non si pone, almeno quando i bimbi sono ancora piccoli. Per i genitori, soprattutto per le madri, crescere due bambini piccoli può essere un impegno molto gravoso, specie se non si può contare sull'aiuto di nonni o altri parenti. Ma ci sono altre variabili da considerare.
Infatti in questo caso è chiaro che i bambini cresceranno insieme e questo, se da un lato è indiscutibilmente positivo, dall'altro nel lungo termine può porre alcuni problemi sui quali è bene riflettere. Crescere insieme vuol dire condividere in tutto e per tutto e per lungo tempo un mondo che ogni bambino ha diritto di creare e vivere in modo autonomo, con una certa dose di privacy e, soprattutto, senza competizione. Con il tempo avere gli stessi amici, gli stessi interessi, oppure desiderare le stesse fidanzate può generare una disputa continua che, palese o sottaciuta, a lungo andare può creare un disagio psicologico in entrambi i figli.

A questo punto si potrebbe pensare di risolvere in un colpo solo i problemi di gelosia e quelli legati all'autonomia di entrambi i bambini facendo passare molti anni prima di provare ad avere un altro bambino. In realtà un'eccessiva differenza di età può portare a distorcere la giusta prospettiva nella quale andrebbe considerato il rapporto tra fratelli. Il fratello maggiore spesso finisce per farsi carico della gestione del più piccolo, assumendo una responsabilità che non gli compete. Anche sotto il profilo pratico e sempre in una prospettiva futura, quando il primogenito diventerà adolescente dovrà dividere i suoi spazi con un bambino più piccolo e ciò determina necessariamente delle limitazioni alla libertà del più grande, al suo diritto di gestire gli spazi e al suo bisogno di solitudine.
Fermo restando il concetto che non esiste una regola fissa, alla luce di queste riflessioni, l'intervallo migliore per mettere in cantiere un secondo figlio, quando è possibile, sembra essere l'età compresa tra i due anni e mezzo e i tre del primogenito. Tra l'altro, anche per quanto riguarda la mamma, due anni sono il periodo l'intervallo minimo perchè l'utero possa tornare nelle condizioni ideali per affrontare una nuova gravidanza.
Attenzione però ad evitare che la nascita del secondo figlio coincida con l'inserimento all'asilo del primogenito; è da preferire infatti che un evento così importante non si aggiunga ad una situazione che già di per sé può destabilizzare il bambino. Non dimentichiamo che, a qualunque età, il figlio maggiore, anche se considerato il più grande, è pur sempre un bambino piccolo che ha bisogno di sentirsi unico e le cui esigenze vanno rispettate.

In questo i genitori devono essere bravi ad evitare atteggiamenti che facciano sentire “meno importante” il primogenito. In definitiva, al di là dei calcoli, una troppo piccola, a al contrario, troppo grande differenza d'età comporta delle difficoltà diverse che vanno affrontate con serenità e buonsenso. Forse ciò che conta davvero è semplicemente “volere” un altro figlio, perciò quando torna il desiderio di maternità/paternità allora sicuramente quello è il momento giusto per rivivere l'avventura più straordinaria della vita

Beatrice Spinelli