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Gli Anania e i loro 16 figli a Sanremo, perchè?

La famiglia Anania di Catanzaro, la più numerosa d'Italia con 16 figli, sale sul Palco dell'Ariston. E tra gli applausi del pubblico c'è chi critica i troppi riferimenti religiosi e si chiede il perchè di questa scelta

Famiglia Anania, 16 figli, a Sanremo

Nella prima serata del Festival di Sanremo è salita sul palco dell'Ariston la famiglia Anania di Catanzaro, la più numerosa d'Italia: 16 figli, di cui uno in arrivo, in 110 metri quadrati di casa. Forse Carlo Conti e gli organizzatori della manifestazione canora, invitando gli Anania, speravano di rispondere alle critiche dell'Aiart (Associazione spettatori) alla vigilia di Sanremo: "Si ha l’impressione che l’azienda di Stato abbia dimenticato che il festival è nato come programma per tutta la famiglia: un tempo lontano, quando il festival faceva conoscere differenti generi musicali. Ora, purtroppo, soltanto l’ideologia gender e il solito, stucchevole, gossip!" Ma non si aspettavano, probabilmente, che la famiglia più numerosa d'Italia, avrebbe dato il via ad una lode "esagerata" del Signore e della Provvidenza.

Il capofamiglia dopo l'applauso del pubblico ha detto: "Questo applauso lo facciamo al Signore perché questa è opera di Dio". E alla domanda, è difficile gestire la famiglia?: "Grazie a Dio – ha spiegato il papà – c’è la provvidenza, Dio provvede". Molti utenti che hanno commentato sui social non hanno apprezzato questa scelta del Festival, infastiditi dall'eccesso di riferimenti religiosi nelle parole dell'uomo. Persino Carlo Conti era visibilmente imbarazzato, e sembrava non aspettarsi tanto afflato cattolico.

Cosa accade davvero in una famiglia numerosa

La famiglia Aniana è neocatecumenale, e in più occasioni si è sempre dichiarata felice del proprio stile di vita, di essere una tribù che si aiuta e cresce con la prospettiva dell'eternità, seguendo gli insegnamenti del Signore. In tempi come questi la storia di una famiglia, come quella degli Aniana o di altre che scelgono un modo di vivere alternativo, di ribellione o di critica, potrebbe sembrare affascinante. Dicono di non preoccuparsi di nulla, la mancanza di lavoro, le tasse, le spese da affrontare per una famiglia numerosa sembrano non angosciarli. In qualche modo, con l'aiuto della Provvidenza, si va avanti e si riesce a fare tutto.

Ma la domanda è: siamo sicuri che dietro questa felicità, serenità, non si nascondano disagi, paure, difficoltà più profonde, che non sono quelle materiali, ma quelle psicologiche e relazionali? Forse con la condivisione, con la solidarietà si riesce a pagare una bolletta, a mangiare, a sopravvivere, ma come si affrontano sofferenze e dolori enormi che possono nascere da uno stile di vita così radicalmente e eccessivamente fuori dagli "schemi comuni"?

Una famiglia che fa delle scelte "estreme" o "radicali" ha bisogno di coesione, anche a scapito dei singoli. Dietro un sorriso di un bambino potrebbe nascondersi una mancanza di libertà, la costrizione a seguire la fede dei genitori, l'impossibilità di manifestare i propri sentimenti e emozioni e le proprie esigenze di bambino. E cosa succederebbe se un elemento venisse a mancare?

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E soprattutto quando è il momento del distacco che conseguenze psicologiche potrebbe avere un bambino che ha vissuto una vita che non ha scelto, e che gli è stata imposta dall'alto? Forse si sentirebbe come un neonato che non sa nulla del mondo, e non ha i mezzi per scegliere e capire cosa gli accade intorno. Potrebbe scoprire di avere desideri diversi da quelli dei genitori e decidere di lasciare la fede. Il conflitto interno potrebbe essere profondo, pericoloso, e in questo caso la Provvidenza potrebbe far poco.

Per non parlare degli scontri e le violenze psicologiche che potrebbero subentrare. Chi decide di allontanarsi da scelte così radicali e imposte dalla propria famiglia spesso è condannato all'allontanamento dal nucleo e dalla "tribu".

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Probabilmente non sarà mai così per la famiglia Anania, probabilmente sono e saranno sempre felici come dicono. Non possiamo che sperare che la vita di un bambino che cresce in una famiglia che manifesta "un'ideologia" così forte, possa sempre mantenere quel sorriso sul volto. Ma resta il nostro dubbio che dietro quella serenità ci siano, o possano esserci in futuro, ombre e sofferenze celate. 

E se l'intento degli organizzatori di Sanremo era di far discutere sicuramente l'obiettivo è raggiunto, ma c'è da chiedersi il perchè di questa scelta.  Il nostro invito è di guardare la televisione sempre con spirito critico, anche in casi come questi

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