gpt skin_web-famiglia-0
gpt strip1_generica-famiglia
gpt strip1_gpt-famiglia-0
1 5

Quando un bambino da fastidio

Famiglie allargate e dissapori, quando a farne le spese sono i più piccoli

In Italia le coppie divorziate con figli sono moltissime, la maggior parte degli ex coniugi con il tempo si crea una nuova unione ed inevitabilmente ai bambini viene presentato l’ ”amico di mamma” o l’ “amica di papà”, che si inserisce come figura di riferimento al fianco del proprio genitore. Se la situazione viene gestita in modo maturo dagli adulti, rispettando i tempi e i bisogni dei più piccoli, solitamente i bimbi accettano di buon grado che i propri genitori si rifacciano una vita e, perché no, magari gli regalino anche un fratellino o una sorellina.

Il problema si pone nel momento in cui nasce rivalità tra la nuova compagna (o il nuovo compagno) ed il bimbo in questione. Si tratta di vera e propria gelosia che colpisce soprattutto le donne, in particolari le più giovani, che a 20-25 anni si trovano a dover gestire un uomo più grande di loro, che oltre all’amore, porta con se una serie di doveri e problemi con cui prima o poi ci si dovrà scontrare. Un giovane compagno desidera creare un rapporto di tipo esclusivo con il proprio partner, senza interferenze esterne, non sempre si ha la maturità per comprendere che per un padre, per una madre, al primo posto vengono sempre e comunque i figli, siano essi frutto della prima, della seconda o perché no, anche della terza unione.

Cercare di intromettersi tra genitore e figlio è assolutamente deleterio e può portare a lungo andare ad un deterioramento del rapporto di coppia, perché “se il mio partner mi ama deve amare tutto di me, anche mio figlio”, è un’osservazione più che legittima.
 Se gli ex coniugi hanno l’affidamento condiviso il piccolo ha il diritto di passare più giorni sia con la mamma che con il papà, è bene che in entrambe le case si senta ben accolto, non un ospite che arriva e da fastidio. Sarà opportuno allestire per lui una cameretta dove riporre i suoi vestiti, i suoi giochi, porre in dispensa cibi che sono di suo gradimento, predisporre dei momenti in cui il bimbo possa passare anche del tempo esclusivo con il proprio genitore senza la presenza del nuovo compagno. Mai proporre la propria compagna come la tua “nuova mamma”, è giusto chiedere e dare rispetto, mantenendo però ben chiari quali sono i ruoli all’interno della famiglia allargata. I bambini, soprattutto se piccoli, possono all’inizio provare astio nei confronti di coloro che, ai loro occhi, ha portato alla separazione di mamma e papà, rabbia che si manifesta nei modi più vari: inappetenza, capricci, risposte maleducate.


Questi piccoli fanciulli esternano in modo violento il proprio dolore, sta all’adulto riuscire a comprendere e ad aiutarli a superare senza traumi lo scioglimento della famiglia d’origine. Importante è mantenere buoni rapporti con gli ex, per il bene del proprio figlio, cercando di mantenere toni civili e decidere di comune accordo come crescere il proprio figlio. La presenza costante di una ex, di un bimbo, spinge alcuni nuovi compagni a mettersi in competizione con i più piccoli, cercando di diradare gli incontri tra padre-figlio, facendo sentire un ospite il bambino quando arriva, raccontando al genitore che il bimbo si comporta male, che è sfacciato, che non ripaga il bene che gli viene concesso.

La situazione si complica quando arriva in famiglia un nuovo bebè, frutto dell’amore tra il papà o la mamma e il nuovo innamorato: in questo caso, oltre alla classica gelosia tra fratelli, potrebbe manifestarsi una gelosia ben più marcata, in quanto il figlio di “primo letto” spesso si sente declassato a rampollo di serie B. Un genitore deve perciò stare molto attento a dare ad entrambi i suoi cuccioli uguali attenzioni, è ingiusto pensare di dare tutto al secondogenito, sia in termini di attenzioni che di impegno monetario, e lasciare che al primogenito ci pensi qualcun’altro, sganciando solo l’assegno di mantenimento mensile stanziato dal giudice. Se viene fatto un regalo ad uno, la stessa cosa andrebbe fatta anche all’altro, se si porta in ferie il più piccolino, logica vorrebbe che anche il più grande venisse incluso nell’invito.

Non esistono bimbi cattivi, i loro comportamenti sono lo specchio di ciò che vedono negli adulti che li affiancano, un genitore che si disinteressa del proprio figlio non potrà pretendere che quest’ultimo faccia i salti di gioia quando lo vede, che lo prenda come modello, che lo ami immensamente.
Come scriveva il poeta tedesco J. P. Hebel "I buoni genitori pensano sempre, prima di ogni altra cosa, al bene dei figli. La loro infelicità è per loro più dolorosa della propria."

Chiara Zambelli
gpt native-bottom-foglia-famiglia
gpt inread-famiglia-0
Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
gpt skin_mobile-famiglia-0