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Le ragazze au pair: chi sono e cosa fanno

Il fenomeno baby sitter au pair è piuttosto conosciuto e diffuso all’estero. Anche se ancora lentamente si sta diffondendo anche in Italia questo grazie anche all’aumento del bilinguismo

baby-sitter-au-pair-foto-2Il fenomeno baby sitter au pair è piuttosto conosciuto e diffuso all’estero. Anche se ancora lentamente si sta diffondendo anche in Italia questo grazie anche all’aumento del bilinguismo. Facciamo un passo indietro.

Chi sono le baby sitter au pair? Ragazze che decidono di andare di andare presso una famiglia straniera per imparare una lingua lavorando come baby sitter. Nello specifico esistono diverse tipologie di contratto che può essere stipulato tra una famiglia e una ragazza:

au pair: 5 ore di lavoro giornaliere e un giorno libero
demi pair: 3 ore di lavoro giornaliere e un giorno libero
au pair plus: 40 ore di lavoro settimanali

Se volessimo potremmo dire che un 60% viene dedicato ai piccoli lavori domestici e un 40% alla cura dei bambini.
Il compenso che viene percepito dalle ragazze si aggira sui 300 euro al mese. Ragazze che possono frequentare qualora lo desiderino un corso di lingua (solitamente in orari serali e/o pomeridiani) previo accordo con la famiglia ospitante, e le funzioni religiose.

Per queste ragazze si tratta di un’occasione utile per guadagnare qualcosa e per le mamme di un aiuto in casa. In cambio di alloggio e di un piccolo rimborso spese (il pocket money) dedicheranno quindi diverse ore della giornata nella cura della casa e dei bambini.

baby-sitter-au-pairSono numerosissime le famiglie che in Irlanda e Gran Bretagna si affidano a queste baby sitter au pair a cui viene richiesta una disponibilità minima di 2 mesi. Potete richiedere l’aiuto di una ragazza au pair tutto l’anno.
Nella selezione e scelta delle ragazze (parlo solamente di ragazze perché la richiesta è soprattutto rivolta al sesso femminile) vengono seguiti dei criteri abbastanza rigidi come ad esempio l’età. Le agenzie che si occupano di fornire il personale cercano e di conseguenza “propongono” ragazze con un’età massima di 30 anni. In certe circostanze questo limite scende addirittura a 26 – 27 anni. Sono privilegiate le ragazze non fumatrici e quelle nubili e con una buona conoscenza della lingua del paese ospitante.

Mi sembra una splendida occasione per fare conoscere ai bambini stili di vita diversi. Certo è che noi italiano siamo ben noti per la nostra molto relativa apertura mentale: sarebbe invece il caso che anche noi cominciassimo ad aprire gli orizzonti.

Vi segnalo dei link:

http://www.au-pair-international.com/
http://www.wep-italia.org/01263/Lavoro-stage-volontariato/Programma-alla-pari/Europa/Il-programma
http://www.iapa.org/Docs/index/index.php4

Martina Braganti
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