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Fratelli che litigano sempre

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I litigi tra fratelli e sorelle sono molto diffusi in tenera età. I motivi scatenanti possono essere di qualsiasi tipo: piccoli dispetti, prepotenze, che possono essere messe in atto anche durante il gioco

Fratelli che litigano sempre

All'inizio c'è la pace, giocano insieme, sembrano adorarsi e divertirsi. Parlano e ridono. Poi tutto a un tratto, l'inferno. Urla disumane, zuffe, capricci e prepotenze. E' il tipico copione del litigio tra fratelli.

Una delle cause sottese a questi piccoli, quotidiani litigi è certamente il sentimento della gelosia. E’un fenomeno abbastanza frequente che il fratello maggiore, per gelosia nei confronti del fratello o della sorella minore, non perda occasione per rendere quest’ultimo vittima di numerosi dispetti.

In questo caso ad essere in gioco è l’amore dei genitori, del quale il maggiore può sentirsi defraudato, anche se egli stesso ha desiderato a lungo l’arrivo di un fratellino. A volte invece è il minore che per gelosia del proprio fratello o sorella che gioca con un amichetto inizia a comportarsi in modo antipatico, per esempio mandando in pezzi la casa di lego che questi hanno pazientemente costruito!

Qualsiasi sia la causa del litigio spesso colui che subisce il torto si rivolge al genitore, sperando di ottenere giustizia e chiedendo a quest’ultimo di assumere il ruolo di arbitro della questione. In realtà non è sempre la scelta migliore quella di schierarsi per principio dalla parte del minore, o del bambino che per carattere è generalmente più tranquillo e che subisce le prevaricazioni del fratello.

Ancora meno è adatto perdere la pazienza, decidendo di punirli entrambi, magari con aggiunta di qualche sculacciata. I litigi, soprattutto se pluriquotidiani, possono cogliere i genitori in momenti di stanchezza, nei quali può essere molto più facile perdere le staffe che mantenere la calma. Ma se si desidera davvero risolvere un conflitto è inutile arrabbiarsi: i conflitti devono sempre essere negoziati.



Perché questi piccoli litigi quotidiani in realtà, se gestiti in maniera emotivamente competente, possono diventare una vera palestra di vita per i piccoli. E’ naturale che affinchè ciò avvenga è richiesto uno sforzo da parte del genitore e che le probabilità di riuscita della negoziazione dipendono molto anche dal proprio modo abituale di gestione del conflitto, della prevaricazione, dell’ingiustizia.

Anche nel caso in cui il motivo scatenante della lite è chi dovrà mangiare l’ultima fetta di crostata è bene ricordarsi che non sempre la risoluzione di un conflitto deve vedere un vincitore ed un perdente. Esistono casi nei quali nessuna delle parti in causa perde, dove le motivazioni riescono ad essere confrontate in modo pacifico e dove la competizione può cedere il passo alla cooperazione, almeno in famiglia!

Lo sviluppo delle cosiddette competenze sociali, quelle che nella letteratura scientifica in genere sono maggiormente riscontrate nei soggetti con fratelli e sorelle rispetto ai figli unici e che risultano ben correlate numerosi tratti di personalità adattivi, inizia fin dalla prima infanzia proprio tramite la corretta negoziazione dei conflitti.

Il compito del genitore dunque non è tanto quello di comportarsi come un’arbitro, ma come un mediatore, che senza schierarsi per partito preso con nessuno promuove l’ascolto rispettoso e reciproco delle motivazioni del comportamento dell’altro, l’espressione verbale dei sentimenti vissuti e la negoziazione di una soluzione vantaggiosa per ambedue le parti in causa.

Litigi fra bambini, come devono comportarsi i genitori

Una volta che questi principi sono stati appresi dai bambini è meglio tirarsi fuori dalle contese e lasciare che esse vengano risolte da sole. Il consiglio è quello di intervenire il meno possibile nelle questioni tra fratelli, soprattutto quando l’età dei figli aumenta, e con essa anche la proprietà di linguaggio, riservando l’intervento diretto solo ai casi in cui è in gioco l’incolumità fisica: le maniere diplomatiche sembrano qui essere state accantonate, ma anche dopo una zuffa è importante fermarsi a riflettere sull’accaduto, sulle motivazioni che hanno scatenato la rabbia, sostituendo le parole alle botte
 

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