gpt skin_web-famiglia-0
gpt strip1_generica-famiglia
gpt strip1_gpt-famiglia-0
1 5

Aborto: la regione Lombardia lo 'combatte' così

La regione Lombardia, con il progetto "Nasko" per combattere l'aborto, ha stanziato 5 milioni di euro per aiutare le donne che decidono di portare a termine la gravidanza

Crescere un figlio a volte mette in serie difficoltà la famiglia, e così sempre più spesso la donna decide a malincuore, di interrompere volontariamente la gravidanza. La regione Lombardia, con il progetto "Nasko" per combattere l'aborto, ha stanziato 5 milioni di euro per aiutare le donne che decidono di portare a termine la gravidanza.

Avere un figlio è la gioia più grande per ogni donna, o almeno così dovrebbe essere. A volte invece è un enorme dolore perchè, non avendo la possibilità economica di crescere un figlio, si è costrette a compiere gesti estremi come l'aborto.

La regione Lombardia, grazie al presidente Roberto Formigoni, va incontro alle donne e alla costituzione della famiglia, aiutando tutte coloro che decidono di non interrompre la gravidanza. Pagandole. E spiega con queste parole la sua iniziativa: "Nessuna donna dovra' piu' essere costretta ad abortire in Lombardia a causa dei problemi economici. Vogliamo contribuire a eliminare qualunque ostacolo che renda difficoltoso fare una scelta a favore della vita, si tratta di un provvedimento che conferma la nostra politica di tutela e promozione della maternità, della natalità e della famiglia. Ed è tanto più significativo, perche' cade in un momento in cui la crisi economica e la conseguente instabilita' sociale potrebbero ripercuotersi sulla scelta delle donne riguardo la maternita".

nasko-fondo-abortoSì, il progetto Nasko che già dal nome è tutto un programma, garantisce per ben 18 mesi, comprendenti i mesi precedenti alla nascita, un sussidio economico di 250 euro mensili per un totale di 4500 euro a bebè.

La regione Lombardia, per realizzare questo progetto che è attivo dal 1° di Ottobre di quest'anno, collabora con i CAV (centri di aiuto per la vita) e con i consultori familiari regionali, che trasmettono i dati delle donne che intendono interrompere la gravidanza, creando per ogni donna e ogni situazione familiare, un progetto studiato e personalizzato circa le proprie difficoltà e le proprie esigenze. Oltre al budget di 250 euro quindi, le future mamme riceveranno anche delle altre agevolazioni e degli altri contributi che completeranno il servizio offerto dalla regione.

La procedura

Una volta che la donna presenta richiesta di interruzione di gravidanza, viene messa in contatto con i CAV più vicini, che presentano un eventuale progetto personalizzato di aiuto e sostegno, tra i quali è compresa la ricezione della carta prepagata che mensilmente per 18 mesi, le metterà a disposizione 250 euro da utilizzare secondo le esigenze e le necessità concordate con il CAV stesso, ovvero servizi e beni per mamma e bebè, e controllata dalla regione.
Certo servirebbero dappertutto dei servizi così, per poter dare a TUTTE le donne la possibilità di non dover rinunciare al proprio bambino per problemi e difficoltà economiche. Speriamo che possano nascere inziative altrettanto belle anche nelle restanti regioni

Ingrid Busonera
gpt native-bottom-foglia-famiglia
gpt inread-famiglia-0
Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
gpt skin_mobile-famiglia-0