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Famiglie numerose: roba da pazzi?

Famiglie con tre, quattro o addirittura più figli vengono comunemente viste, al giorno d'oggi come casi isolati, come veri atti di coraggio o di 'martirio'. Eppure la famiglia numerosa è molto popolare anche tra i vip ultimamente e fino a pochi decenni fa era vista come la regola. Cosa è cambiato? Prova a spiegarcelo una mamma di 4 bambini

brang1Famiglie con tre, quattro o addirittura più figli vengono comunemente viste, al giorno d'oggi, come casi isolati, come veri atti di coraggio o di 'martirio'. Eppure la famiglia numerosa è molto popolare anche tra i vip ultimamente e fino a pochi decenni fa era vista come la regola. Cosa è cambiato? Prova a spiegarcelo una mamma di 4 bambini

La proposta di legge n. 1121 presentata alla Camera dei Deputati il 22 maggio 2008, intesa a legiferare in materia di agevolazioni fiscali  e altri benefici per le famiglie numerose, sembra evidenziare che la denatalità (diminuzione del numero delle nascite) è una delle emergenze più gravi del nostro paese e che deve essere ostacolata da provvedimenti di carattere fiscale e sociale. Sono intese famiglie numerose quelle nelle quali sono presenti 3 o più figli naturali, adottati o in affido.

Ed è proprio in relazione a tali famiglie che tale proposta vuole agire. Si intende attraverso questa legge sottolineare alcuni principi fondamentali:
"il principio costituzionale”, secondo cui La Repubblica dovrebbe agevolare con misure economiche ed altre provvidenze le suddette famiglie;
“il principio di equità fiscale”, al fine di evitare, a parità di reddito prodotto, tassazioni anomale che non tengano conto del numero di membri facenti parte della famiglia in oggetto;
“il principio di uguaglianza” ottenendo che l’ISEE (l’indicatore della situazione economica equivalente) misuri l’effettivo stato delle famiglie senza penalizzare proprio quelle più numerose;
“il principio del valore dei figli” affinché si ricordi sempre che i figli rappresentano il futuro del nostro paese e che vanno perciò tutelati  e agevolati anche attraverso facilitazioni alla famiglia.

Sembra che, come è emerso dagli studi effettuati dall’Eurostat nel 2006, In Italia a metà del secolo in corso, sia previsto un calo della popolazione di circa 5,5 milioni di abitanti. Il processo di invecchiamento della nostra società pare inarrestabile. Non molto lontano da qui, nella lungimirante Francia, dal terzo figlio in avanti viene dato alle famiglie un valore di maggioranza.

Che Oltralpe si siano resi conto a quanto ammonta il budget necessario alla sopravvivenza di una famiglia numerosa?

Intanto, al di là della vita quotidiana di noi poveri mortali, nell’Olimpo dei V.I.P. c’è chi concepisce, partorisce, adotta o prende in affido di buona lena e senza (ovviamente) alcun problema economico. Qualche esempio da “Vanity fair”. I Jolie-Pitt, power couple di Holliwood, hanno appena 6 figli. Tre naturali e tre adottati. E dichiarano: “I bambini sono stati subito la nostra priorità”.

Valeria Mazza e Alejandro Gravier sono arrivati a quota 4. Tre maschi ed una femminuccia, l’ultima arrivata. E sembra che la Mazza appena uscita dalla clinica abbia dichiarato: “Ora basta, la fabbrica chiude.”.
Sergio Castellitto e Margaret Mazzantini sono la coppia più prolifica (non solo di libri e film) della cultura italiana: anche loro hanno ben 4 figli.

Ed infine, anche se ce ne sarebbero tanti altri da menzionare, la coppia Heidi klum e Seal. Heidi Klum annovera in quella che lei definisce una “patckwork family” 3 bellissimi bambini.

brang2Ma al di là del dorato mondo Holliwoodiano o del fantasmagorico mondo delle passerelle, c’è un orizzonte ben più evidente: quello della nostra quotidianità. La normale routine delle poche, a quanto pare, famiglie numerose italiane (la media statistica evidenzia non più di 1,3 figli per nucleo familiare). Famiglie con ogni tipo di composizione, che camminano tranquille per strada, in compagnia di 3 o 4 figli: appaiono come una mosca bianca nel brulicare cittadino, percepiti quasi come un pugno nell’occhio, un fenomeno da baraccone e, completando l’elenco delle similitudini, anche come un “pugno nello stomaco”.

Cosa c’entra lo stomaco? Tanto. Se solo vogliamo mettere a margine che e’ proprio dall’addome di una donna che fuoriesce un altro essere umano, possiamo tecnicamente definire un pugno nello stomaco tutto cio’ che non possiamo ottenere.

Quali i motivi? Presto detto:

- Non disponiamo dell’economia familiare adeguata;

-  Non disponiamo del tempo necessario da dedicare ai nostri figli;

- Non disponiamo dello spazio adatto.

Ma siamo realmente sicuri che queste siano le uniche motivazioni plausibili?

Non è forse lecito pensare che in correlazione a tutte le altre ce ne sia un’ultima forse più ampia e più importante? Non disponiamo del coraggio necessario al mettere al mondo, crescere e lasciare andar via i nostri figli.

Si perche’ quei quattro pargoli diventeranno prima o poi 4 esseri umani adulti con la propria personalita’, i propri difetti, le proprie fissazioni e le proprie invalicabili convinzioni. C’è chi inoltre, incuriosito, sottintende sempre la fatidica domanda (quando non la riversano in faccia con audacia e totale serenita’) : "ma adesso vi fermate vero?”. Della serie, ce ne sono gia’ quattro, la famiglia in questione è già considerata un nido primordiale soprannaturale; e appare addirittura uno schiaffo alla miseria (alla miseria dell’animo di chi fa la stupida domanda e che forse di figlio non ne farebbe neanche mezzo), poter o voler continuare.

Ma il vero stupore si accende quando, magari in tono sarcastico, la famiglia in questione risponde che “mai bisogna mettere limiti alla provvidenza!”. Personalmente, essendo io una madre incolume seppure agli occhi di molti snaturata, di ben quattro figli, ho un modo tutto mio di zittire i curiosi e gli invadenti; all'ennesima domanda inquisitoria rispondo in tutta serenita’ : "Chi si ferma e’ perduto!”.

 

Stefania Sarno 

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