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Depressione Post-Adozione e Stress Post Adottivo

Di depressione post partum non soffrono solo le persone ansiose o le mamme colte di sorpresa dalla gravidanza, ma anche chi ha avuto un percorso semplice può attraversare una fase depressiva; lo stesso discorso vale per chi ha fortemente voluto, cercato e ottenuto una gravidanza

Di depressione post partum non soffrono solo le persone ansiose o le mamme colte di sorpresa dalla gravidanza, ma anche chi ha avuto un percorso semplice può attraversare una fase depressiva; lo stesso discorso vale per chi ha fortemente voluto, cercato e ottenuto una gravidanza.

Il termine depressione post partum è spesso usato a sproposito. La depressione post partum è una patologia seria e colpisce solo una percentuale minima di donne. Tuttavia quasi tutte le donne, dopo il parto, avvertono instabilità dell’umore, tristezza, a volte un senso di estraneità rispetto al loro bambino. Considerando tutto quello che le donne passano: i nove mesi di gravidanza, gli eventuali problemi della stessa, i cambiamenti fisici, ormonali, emotivi, le aspettative, le paure, il dolore del parto, possiamo dire che è perfettamente normale avere un abbassamento del tono dell'umore. Ad ogni modo, per la maggior parte delle donne è più corretto usare un termine americano  “baby blues”, ovvero tristezza. E’ importante capire che sono emozioni normali e trovare qualcuno con cui parlarne, anche non in famiglia se ci si rende conto di non essere capite.

Esiste, poi, la possibilità di soffrire di depressione anche per chi decide di adottare.
Loredana Paradiso, psicologa e psicopedagogista esperta in psicologia dell’adozione e dell’affidamento,  presenta la distinzione tra Stress Post Adottivo e depressione post-adozione (www.adozionepercorsi.it). L’autrice sostiene che  il primo può manifestarsi, anche nei papà, prima ancora che il bambino sia arrivato nella nuova casa. La Paradiso evidenzia che nel  caso di adozioni internazionali, ad esempio, i primi segnali di disagio possono comparire durante la permanenza nel paese di origine del bambino e nei primi giorni in cui si comincia a conoscerlo: si percepisce il bambino come estraneo e non ci si sente all’altezza del compito.  Quando, invece, i sintomi si protraggono e diventano importanti sino a trasformarsi in una depressione vera e propria che può sfociare nell’incapacità di accudire o comprendere il bambino, allora entriamo nell’ambito della Depressione Post Adozione.

Riconoscere che la depressione è possibile anche durante il percorso dell’adozione è fondamentale per non commettere errori: si rischia infatti di male interpretare i sintomi, arrivando a confonderli con problemi personali del genitore adottante e mettendone così in discussione l’idoneità.  Per i futuri genitori è anche importante essere consapevoli di questa possibilità, per non caricare se stessi di pretese eccessive o colpe inesistenti.
Molti bambini adottati vengono da situazioni talmente aberranti da richiedere uno sforzo enorme al nuovo genitore ed aiuto da parte di specialisti che consentono a questa nuova famiglia di costituirsi.
Alcuni parlano di un doppio parto, anzi triplo: c’è un figlio che deve riconsiderarsi come tale e non come un oggetto abbandonato; un genitore che deve passare spesso da un’idea romantica dell’amore materno/paterno ad una dura realtà; una famiglia che deve costituirsi e che purtroppo può morire sul nascere se non correttamente seguita o tutelata legalmente.

Fonti

Paradiso L., Prepararsi all'adozione. Le informazioni, le leggi, il percorso  formativo personale e di coppia per adottare un bambino.  Unicopli ( 1999, 2002, 2015)
Paradiso L., Nonni adottivi. L'adozione raccontata ai nonni. Unicopli, 2015
Paradiso L., Raccontarsi  l'adozione. Le parole, i giochi e le storie  per raccontare l'adozione.  Kdp (2015)
Paradiso L., “Stress post adottivo  e depressione post adozione", in adozionepercorsi.it
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