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Coppia: separati in casa

Un particolare aspetto di un evento critico come la separazione, riguarda le situazioni nelle quali, per motivi di carattere economico ed organizzativo non è possibile interrompere la coabitazione contemporaneamente alla separazione

della nDott.ssa Isabella Ricci
Psicologa

Uno dei momenti più difficili che può riguardare le relazioni familiari è rappresentato dalla della separazione-divorzio. Un particolare aspetto di questo evento critico riguarda le situazioni nelle quali, per motivi di carattere economico ed organizzativo non è possibile interrompere la coabitazione contemporaneamente alla separazione (LEGGI).


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Ci si ritrova così nella condizione di separati in casa, che può essere vissuta dalla famiglia con modalità differenti e con conseguenze sull’adattamento dei suoi membri molto diverse, a seconda che la decisione di separarsi sia stata maturata in maniera consensuale oppure unilaterale.

Nel caso di separazione consensuale non è detto che la prosecuzione provvisoria della coabitazione corrisponda all’accentuazione della conflittualità all’interno della coppia. Questo aspetto infatti generalmente emerge in corso della separazione legale, nel momento in cui cioè vengono definiti ufficialmente gli accordi economici, abitativi ed inerenti alla frequentazione dei figli. E’ in quest’occasione infatti che si evidenziano le difficoltà da parte degli ex-coniugi di rispettare e di mettere in pratica questi accordi, con il rischio di un aumento della conflittualità. Prima di questo momento la situazione coabitativa, se gestita nel rispetto reciproco non è necessariamente una condizione che accentua il malessere emotivo scatenato dalla separazione.

 

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Purtroppo però questa situazione non è la più verificata. Nella maggior parte dei casi la coabitazione forzata, in caso di separazione non consensuale, è fonte di numerosi conflitti e di aggravio delle tensioni e del malessere emotivo di tutto il nucleo familiare. L’elevata conflittualità tra i coniugi è riconosciuta in diverse ricerche in letteratura come uno dei fattori di rischio più pericolosi ai fini della gestione dell’adattamento familiare all’evento separazione-divorzio. Essa è una potente fonte di stress che può determinare una sorta di logoramento psico-fisico, anche a carico dei figli.

E’ in queste situazioni in fatti che i bambini rischiano più spesso di diventare pretesti per lanciare accuse contro il partner, di essere oggetto di ricatti, di essere coinvolti in dinamiche relazionali disfunzionali e rischiose per il loro benessere emotivo.
Nelle situazioni in cui ci si ritrova ad essere separati in casa è pertanto necessario cercare il più possibile di limitare le occasioni di conflitto, cercando di accordarsi almeno sugli aspetti che riguardano la convivenza e soprattutto evitando di intraprendere discussioni in presenza dei figli.

 

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Se nonostante gli sforzi intrapresi non si riesce in nessun modo a non cadere in argomenti bomba e non è nemmeno possibile trovare nessuna soluzione logistica migliore è opportuno prendere in considerazione l’idea di rivolgersi ad un Centro per le famiglie. Questi servizi diurni, generalmente aperti anche nei giorni feriali, sono finalizzati alla gestione del conflitto intrafamiliare, al fine di assicurare la continuazione del rapporto con entrambi i genitori da parte del bambino, qualsiasi sia la relazione di coppia.

 

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In questi Centri inoltre sono disponibili anche le figure professionali dei Mediatori Familiari, consulenti imparziali esperti in comunicazione e con conoscenze psicologiche e legali, in grado di favorire accordi tra ex-coniugi vantaggiosi per entrambe le parti, ma soprattutto a vantaggio del minore.
I Centri per le famiglie, rappresentano pertanto uno spazio neutro nato per la tutela dei diritti del minore, in cui alla presenza di operatori con diverse competenze, è possibile per il bambino mantenere un contatto con entrambi i genitori e per questi ultimi riprendere un minimo di dialogo, all’interno di un contesto protetto. Per individuare il Centro per le Famiglie più vicino alla propria zona di residenza è sufficiente rivolgersi alla ASL di riferimento