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Il Natale dei bambini quando i genitori sono separati

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Come vivere il Natale con i genitori separati? La psicologa ci spiega come devono comportarsi i genitori per evitare che i figli manifestino disagi emotivi o traumi

Natale con i genitori separati

"Caro Babbo Natale, quest’anno vorrei un regalo speciale... Non voglio un gioco, un vestito, un libro o un oggetto qualsiasi... Vorrei solo che i miei genitori facessero pace e vorrei vederli nuovamente assieme. Vorrei che tornassimo ad essere una famiglia, come quando eravamo uniti. A quando la mattina facevamo colazione sulla stessa tavola e a quando passeggiavamo nel parco e ridevamo e scherzavamo e viaggiavamo e poi … a nanna tutti nella stessa casa! Soltanto noi. Vorrei che papà tornasse e che la mattina al mio risveglio fosse lì pronto ad abbracciarmi senza aspettare qualche giorno prima di poterlo rivedere. Vorrei che i miei genitori si abbracciassero e si scambiassero parole affettuose e vorrei poter correre da loro sul divano o nel lettone per essere consolato quando ho paura. Vorrei di nuovo essere felice e addobbare l’albero con loro per poi aprire i regali la notte di Natale ridendo e scherzando, e con tanto sonno, come abbiamo fatto sempre. Caro Babbo, vorrei questo e..nient’altro! "

Quale significato ha il Natale per i bambini con i genitori separati? La festa dei piccoli giunge oramai alle porte e molti di loro non la passeranno con entrambi i genitori. E mentre ascoltano i progetti e i racconti degli altri compagni capiscono che per loro sarà completamente diverso. I bambini che vivono o hanno vissuto una separazione percepiscono gli eventi e, nello specifico la festività natalizia, con grande preoccupazione e sofferenza. L’idea di vivere scissi tra due realtà li porta a manifestare disagi emotivi che non facilmente comunicano.

Le cose migliori che si possono fare per i bambini dopo la separazione

Capricci, sbalzi d’umore, esplosioni di rabbia sono l’espressione pura di quanto per loro sia difficile affrontare il Natale in due contesti diversi e con la coppia genitoriale che non è più salda e unita come una volta.

Che significa separarsi?

La separazione tra due partner, che per anni hanno costituito una coppia, è lunga e tormentosa e spesso difficile da descrivere per l’insieme delle dinamiche complesse che costituiscono l’aspetto emotivo del distacco. In effetti, dopo un lungo percorso di conoscenza reciproca, nel quale l’altro diviene la manifestazione di un ideale di cui ci si innamora, la disgregazione di un matrimonio rappresenta la fase della disillusione momento in cui vengono proiettati sull’altro aspetti spiacevoli, delusioni e sofferenze che il processo di allontanamento comporta. Ma la lontananza non è significativa solo per loro due in quanto è tutta la famiglia a soffrirne.

I figli, di qualsiasi età essi siano, avvertono lo stesso dispiacere anche perché, soprattutto se molto piccoli, non comprendono sino in fondo cosa stia succedendo e come mai i genitori decidono di non stare più assieme e di decostruire la famiglia. Riferire loro che l’amore è cambiato, che il tradimento è stato scoperto o che i conflitti sono troppo grandi per porvi rimedio, è molto complicato ma per certi versi anche un’ottima soluzione. Dinanzi ad un legame che si scinde i piccoli hanno necessità di conoscere fino in fondo le ragioni di questa scelta anche se non nei minimi dettagli.

La separazione per un bambino

Dinanzi alle valigie e agli scatoloni del genitore che va via, il bimbo entra in preda alla disperazione. Piange e non sa cosa fare o dire. Chiede solo di restare. Ancora peggio quando all’improvviso non vede più in casa il papà o, nei rari casi, la mamma senza che gli sia stato detto ‘dove va’ o ‘come mai’. Inizia così a cercare lui stesso delle spiegazioni. ‘Mi ha abbandonato’. ‘Se fino a due giorni fa giocavamo assieme, adesso non c’è più’ perché non mi vuole più bene’. ‘Ho fatto il cattivo e sono stato punito. È colpa mia’. È straziante pensare a quanto tormento produce nel bambino una separazione anche se è indispensabile e, a volte, è l’unica soluzione plausibile. Spiegargli cosa sta succedendo nella vita dei genitori e nella sua anticipandogli anche a cosa andrà incontro in futuro e rassicurandolo su tutto ciò che riguarda la quotidianità significa confortalo. Ma non solo. Per lui dovrebbe non cambiare niente, o quasi, anche per quanto riguarda il Natale che per lui rappresenta un’abitudine irrinunciabile e che aspetta per un intero anno.

Ma qual è il miglior modo per fargli vivere un Natale sereno?

Quando i ‘grandi’ sono ormai lontani l’uno dall’altra sia emotivamente che fisicamente il loro interesse è quello di ricostituire un nuovo nucleo familiare e in molti casi avviene già dopo poco tempo. Per questo può risultare difficoltoso passare le festività anche con i propri figli e dividersi tra l’una e l’altra situazione. L’importante è che almeno una delle feste più rilevanti, in maniera alternata, sia dedicata ad uno e poi all’altro genitore senza far pesare loro gli eventuali aspetti ‘problematici’ dell’organizzazione. Capita sovente che un genitore verbalizzi una considerazione poco piacevole nei confronti dell’ex compagno davanti al proprio figlio e ciò risulterebbe deleterio per la sua autostima: può sentirsi escluso, di poca importanza o di minore valore rispetto ad eventuali altri ‘fratelli’ acquisiti, sentirsi in colpa, vivere la situazione con delusione e malessere perché disimpegna le sue aspettative.

Crescendo loro si abituano all’assenza, ma il Natale fa riaffiorare ricordi e nostalgie, desideri e sogni che tutti in questo periodo vivono. I legami sono fondamentali poiché rappresentano la stabilità, le attenzioni, danno conferme rispetto al proprio esistere e sentirsi amati appaga qualsiasi sofferenza. I bimbi di genitori separati si sentono ‘diversi’ dai loro coetanei. Loro osservano le differenze e le interiorizzano costruendo un vuoto emotivo che solo il reale apporto affettivo può colmare. È opportuno quindi mettere da parte i conflitti e le tensioni, dissociazione molto difficile da fare, per lasciare libero spazio a loro e tutelarli da eventuali sensi di colpa.

Cosa non fare?

  • Scegliere di passare le festività tutte con un solo genitore. Ma se ciò avviene recuperare il tempo perduto. Il contatto telefonico costante è molto importante in questi casi.
  • Promettere per poi non mantenere. Il bambino perde fiducia se avverte che un adulto non concretizza ciò che dice.
  • Porre differenze tra i vari bambini nati da diverse unioni. Ognuno di loro si accorge cosa avviene al di fuori del contesto ‘casa’. È anche vero che un figlio potrebbe non abitare con un genitore mentre gli altri, figli della nuova congiunta, sì. Ed in tal caso gli spazi di tutti dovrebbero risultare analoghi tra di loro.
  • Separare i fratelli durante le vacanze. Molto spesso per questioni di comodità si sceglie di allontanare i bimbi tra loro. Se è proprio indispensabile forse sarebbe il caso di non lasciarli soli e di coinvolgerli con altri cuginetti o amici e comunque di mantenere il contatto con l’altro figlio in modo tale da scambiarsi le esperienze evitando di creare gelosie o preferenze.

Cosa fare?

  • Rassicurare sull’affetto e sulla suddivisione equa delle festività. Coinvolgerlo e, se possibile, far scegliere anche a lui su come suddividere i giorni così da farlo sentire libero emotivamente da qualsiasi restrizione o colpa.
  • Non illuderlo in nessun modo su una possibile riconciliazione tra mamma e papà.
  • Alla sua richiesta di passare il Natale con entrambi i genitori essere chiari nella spiegazione cercando di immedesimarsi nel suo vissuto.
  • Rispettare i desideri di tutti quando è possibile. Un regalo ricevuto perché richiesto fa sentire il bambino accettato e amato, soprattutto se ci sono anche altri coetanei.
  • L’ideale sarebbe poter dialogare liberamente. Se gli adulti lo fanno anche i più piccoli si sentiranno liberi di poterlo fare. Le scelte non sono sempre facili. Le situazioni possono essere di diverso tipo e quindi molto differenti tra di loro. È pur vero, però, che di fronte ai bambini si tende a preferire la propria condizione interiore piuttosto che rispettare la loro. Un matrimonio che fallisce non dipende dai figli, per questo usarli per rivendicare il proprio ruolo o manifestare la propria amarezza significa solcare delle ferite profonde nella loro psiche di cui loro non hanno necessità. Ogni rapporto ha le sue contrarietà ma non per questo l’infanzia deve risentirne.
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Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
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