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Le frasi da non dire ad una neomamma che dorme con te

Un articolo rivolto in particolar modo a certi neo padri che russano mentre voi cercate di far dormire il bambino. Tutte le frasi che un uomo non deve dire ad una neomamma che non dorme la notte

COSA NON DIRE A UNA MAMMA CHE NON DORME - Un articolo rivolto in particolar modo a certi neo padri che paiono inchiodati al letto ogni sera. Ok la divisione dei ruoli, io lavoro e tu sei a casa, eccetera: è comunque piuttosto irritante osservare un altro essere umano che russa beato alle tre del mattino mentre tu non hai ancora dormito nemmeno cinque minuti (non dalla sera prima, ma da una settimana.) Quindi, attenti a come parlate!

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La mattina: “Sono stanchissimo.”
Sembra una frase di una perfidia e stupidità inaudite, ma è più comune di quanto si possa pensare. Normalmente la scena si svolge così. Odi il consorte varcare la soglia della camera da letto e dirigersi ciabattando verso la cucina. Così, a caccia di un caffè, ti alzi esausta dal divano dove NON hai dormito tutta notte e dove ti sei trasferita verso le tre per non disturbare il sonno dell’indefesso lavoratore. Lo vedi, ti vede, ti aspetti una parola di conforto e lui invece ti accoglie con un indifendibile “Sono stanchissimo.” A voi le conclusioni.

“Cosa mi sono perso?”

Questa variabile sembra presupporre che noi abbiamo passato una nottata interessante o quantomeno avvincente. Se poi la domanda viene dopo che avevate promesso di alzarvi voi stavolta, risulta se possibile ancor più irritante.

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“Non riusciremo mai ad abituarlo a dormire solo.”
Se ci arrendiamo e, per una questione di pura sopravvivenza, optiamo per far dormire il bebè nel lettone, le domande in grado di far crollare i nostri fragili nervi sono molte. Da “Non potrebbe morire schiacciato?” a “E come riusciremo a fare sesso?” arrivando alla catastrofica premonizione “Così si abituerà a dormire con noi e non sarà più in grado di farlo da solo.” Di qui il ben noto fenomeno di quarantenni in carriera che dormono ancora nel lettone dei genitori.

“Fai male: dovresti lasciarlo piangere.”
Il che presuppone che la situazione attuale sia colpa nostra, ree di non avere abbastanza polso e rifiutarci persino di lasciarlo urlare tutta notte, o almeno fino alla sommossa dei vicini di casa. Ci verrebbe voglia sì di lasciarlo piangere, ma noi uscire (le panchine del parco sotto casa sembrano abbastanza comode per dormire).

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“Hai un pessimo aspetto.”
Tale considerazione forse non raggiunge le vette di intelligenza del “sono stanchissimo”, ma ci si avvicina molto. Volete che torniamo a dimostrare la nostra età smettendo di somigliare a nostra nonna? Volete trovarci al mattino sorridenti e non isteriche? Avete persino la folle pretesa di riappropriarvi-ci della nostra vita sessuale? Allora alzatevi voi, una volta ogni tanto. Il fatto che voi andiate al lavoro non vi giustifica nel lasciare affondare la madre di vostro figlio.

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“In fondo hai sempre voluto un bambino.”
Altra frase che pare più che altro una patetica giustificazione, insieme a tutte le altre tese a spostare l’attenzione su qualcosa che ci faccia pure sentire in colpa “Non ti senti fortunata a poter stare a casa con il tuo bambino?” “Questi sono i momenti più belli, dovresti goderteli.” eccetera. Tutto vero, ma non cambia il fatto che NON stiamo dormendo. Da mesi.

“Il bambino tale dorme tutta notte”
Come a dire: ci sono bambini alfa e bambini beta, a cui probabilmente corrispondono mamme super o super-inadeguate, come noi.

a cura di Laura Losito

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