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"Sei in viaggio": la famiglia che molla tutto per scoprire il mondo

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I Gangemi sono una famiglia vegana di sei persone, formata da papà, mamma e 4 figli. Hanno abbandonato tutto e sono partiti a settembre alla scoperta del mondo

Sei in viaggio

Ci sono storie, scelte familiari che spesso lasciano senza parole, fanno riflettere, ci interrogano nel profondo, fanno sorridere, ma suscitano anche un pò di rabbia perchè difficli da comprendere, accettare e condividere.
 
 
Quella dei Gangemi è una di queste, la storia di una famiglia formata da papà, mamma, figli di otto, sei, tre anni e otto mesi. Hanno comprato un "Round the world ticket", hanno lasciato il lavoro, e sono partiti a settembre alla scoperta del mondo, ma soprattutto di una nuova vita. Ora si trovano in India dove passeranno il Natale e torneranno in Italia a luglio 2015. Sul blog "SeInViaggio" raccontano il loro viaggio, la loro avventura molto particolare, descrivono il loro passato e il perchè di questa scelta.
Alessandro e Caterina, 38 anni lui, 39 lei, ex dirigente di un centro sportivo lui, pedagogista di un asilo nido lei ; si sono conosciuti a Bologna dove hanno costruito la loro famiglia: Mamma Caterina, Papà Alessandro e poi Ines (8 anni) Miranda (6 anni), Vinicio (3 anni) e Martino (il più piccolo di 8 mesi). Ma ad un certo punto si sono chiesti "Perché si deve vivere per poi lamentarsi di ogni cosa che si sta vivendo?" E partendo da questa domanda hanno deciso di lasciare Bologna,  e lanciarsi in un'avventura conivolgendo anche i loro figli. 

Il tempo diventava sempre più veloce, gli impegni sempre più pressanti, gli incastri tra la vita lavorativa, famigliare, sociale, personale sempre più azzardati. E’ arrivato Vinicio, il nostro terzo bimbo e poi, in mezzo al caos che stava nascendo all’interno del Cusb, dove Ale continuava a essere il Direttore, è arrivato Martino. Martino che ha segnato un altro punto di rottura nelle nostre vite. Martino che ha fatto si che riuscissimo a prendere la decisione di lasciare andare tutto, e riprenderci in mano la nostra vita. Il mondo ci ha chiamati... A Bologna torneremo, abbiamo un cane, gli affetti più cari, amici, tanti conoscenti, una casa. Abbiamo pezzi di noi. Non so se rimarremo o se ripartiremo. So per certo che comunque sempre ritorneremo.

La loro avventura in giro per il mondo è iniziata dalla Grecia, per poi arrivare in Turchia, ora sono in India, e le prossime mete saranno: Giappone, Stati Uniti e Messico.
Per l'intero viaggio contano di spendere "tra i 35 e i 40mila euro, compresi biglietti, spostamenti, pernottamenti, cibo e altre spese" come leggiamo su Repubblica. 
 
 
A rendere questa storia ancora più particolare sono le scelte alimentari ed educative che Alessandro e Caterina hanno fatto. Sul blog c'è infatti una sezione dove si parla dell'essere vegani e dell'educazione libertaria.
E' difficile accettare e comprendere la scelta di una mamma che impone ai propri figli un'alimentazione rigida come quella vegana, che potrebbe comportare difficoltà e disagi non solo fisici, ma anche sociali. Una scelta che implica coraggio e un pizzico di follia, soprattutto nel momento in cui si decide di affrontare un viaggio in giro per il mondo con bambini così piccoli.
 
Caterina nel blog risponde alle critiche in questo modo: 

Ogni genitore SCEGLIE per i propri figli finchè non sono in grado di scegliere autonomamente. E’ il ruolo primario del genitore. La responsabilità di ogni scelta è e deve essere del genitore. Mai, mai del bambino...Hanno piena consapevolezza di cosa significa mangiare carne o pesce o latte. Sanno perchè abbiamo fatto queste scelte e perchè sosteniamo la loro conoscenza...Devo dire che non ci sono problemi di sorta, non vivono con la speranza che qualcuno gli regali una caramella o dei biscotti farciti.

 
Ma è veramente quello che vogliono i bambini, e come vivono questa scelta quando sono fuori dal nucleo familiare? E quali conseguenze dal punto di vista della salute può avere una dieta di questo genere?
 
Caterina parla inoltre di un'educazione libertaria per i suoi figli, lontana dal sistema scolastico pubblico. Una formazione che avviene in casa, attraverso le esperienze parentali e seguendo i ritmi di ognuno. Ma anche in questo caso, nonostante i limiti e le difficoltà che la scuola italiana sta attraversando, perchè privare un bambino del piacere di imparare e confrontarsi con altri bambini e realtà? La scuola ha la sua importanza, e dove non arriva la scuola può arrivare un genitore.
 
Una scelta coraggiosa, a tratti affascinante, sicuramente scomoda, e difficile da comprendere pienamente. Voi cosa ne pensate?
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Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
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