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Violenze sui bambini: il commento dell'esperto

La cicatrice causata da una violenza rimarrà per sempre nel vissuto del bambino. Antonio Vita, psicoterapeuta, spiega come intervenire

Violenze e maltrattamenti sui bambini. Le cronache di questi giorni ce le raccontano spesso e lasciano sconcertati noi genitori che vorremmo proteggere i bambini, non solo nostri, da tutte le sofferenze possibili.
Ma cosa significa per un bambino essere vittima di violenza? E cosa si può fare per aiutarlo? Risponde lo psicoterapeuta Antonio Vita, autore con Domenica Daniele per Edizioni Psiconline del libro "Diventare nonni è un evento straordinario. Consigli e risposte per vivere al meglio il rapporto con i propri nipoti" (128 pagine, 16 euro) e coordinatore del forum attivato da Psiconline sulla psicologia dell'infanzia e dell'adolescenza.



Le cicatrici causate dalla violenza subita anche in età precoce rimarranno indelebili per tutta la vita. Se il ricordo della violenza è labile, confuso e non è chiaro alla memoria del bambino, l’esperienza comunque lascerà il segno e farà sì che da adulto il bambino maltrattato avrà reazioni “inadeguate e scorrette”, avvertirà sempre una sottile sensazione di pericolo e di malessere e “finirà per soffrire di forte disagio ogni volta che assisterà a scontri nell'ambiente domestico tra persone adulte o quando verrà sgridato, subirà una correzione o riceverà un ceffone da parte di un genitore o di un parente".

Ma come si può aiutare e intervenire in caso di maltrattamenti?
Si deve intervenire prima possibile, spiega l’esperto, se le violenze avvengono in ambito domestico bisogna immediatamente togliere il bambino da quel contesto e inserito in un altro ambiente, possibilmente costituito da una coppia o da una famiglia che possa offrire amore e sicurezza. E’ consigliabile far affrontare al bambino un percorso di recupero della fiducia in se stesso e negli adulti e possibilmente affidarlo alle cure di uno psicoterapeuta. Un primo passo per recuperare, almeno in parte, l’infanzia perduta.
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