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Dall'Italia all'India: l'allarmante fenomeno delle spose bambine

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Quante sono le spose bambine nel mondo? Fotografia di un fenomeno che non è confinato solo in Paesi lontani

Spose bambine

Nei giorni scorsi i media italiani hanno squarciato il velo su un allarmante fenomeno che sta avvenendo a Palermo. Si tratta delle spose bambine originarie del Bangladesh, del Pakistan, dell’India e dello Sri Lanka, che sono nate e cresciute nel capoluogo siciliano ma che a un certo punto spariscono perché vengono mandate nel loro Paese d'origine per sposare uomini molto più grandi.

Si tratta di ragazzine che hanno tra i 13 e i 17 anni, appartenenti alle comunità rom oppure a quelle che arrivano da India, Pakistan e soprattutto Bangladesh.

La denuncia arriva dall'ufficio scolastico regionale: Enrica Salvioli, intervistata da Repubblica, spiega che le giovanissime spose sono più numerose di quanto non sembri, spesso subiscono la sorte che viene loro imposta dai genitori e dalla famiglia senza ribellarsi, ma in qualche caso trovano la forza di confidarsi con un'insegnante o con qualcuno esterno alla famiglia.

Quella dei matrimoni combinati tra uomini adulti e spose bambine resta, nell'immaginario collettivo, un fenomeno confinato in paesi lontani da noi, ma in realtà esiste un sommerso che non conosciamo e solo in rari casi riesce ad emergere. Accade quando una ragazzina trova la forza di parlare di quello che sembra essere il suo destino e in questi casi si riesce a segnalare il caso alle autorità competenti. In molti casi non si arriva in tempo e la piccola che ha denunciato scompare, probabilmente trasferita nel Paese di origine prima possibile.

A Palermo il problema riguarda soprattutto le scuole medie del centro storico, dove da un giorno all'altro non si presentano più in classe ragazzine originarie del Bangladesh, Pakistan o Rom.

D'altronde proprio il Bangladesh (il Paese che registra la più alta percentuale di matrimoni combinati in tutto il continente asiatico) ha approvato per legge, tra le poteste delle organizzazioni umanitarie locali e internazionali, i matrimoni con minori di 18 anni per volontà dei loro genitori in circostanze particolari o “per il loro superiore interesse”.

I diritti dei bambini, sempre calpestati

Le spose bambine nel mondo

Secondo i dati pubblicati dall'ultimo rapporto UNICEF sono 15 milioni i matrimoni che nel mondo hanno come protagoniste bambine o adolescenti. In particolare:

  • sono oltre 700 milioni le donne che si sono sposate in età minorile;
  • in un caso su cinque si tratta di una bambina con meno di 15 anni;
  • 70.000 sono le ragazze tra i 15 e i 19 che muoiono a causa di complicazioni durante la gravidanza e il parto

Save The Children precisa che ogni sette secondi nel mondo una giovane con meno di 15 anni viene data in sposa ad un uomo molto più grande di lei. Un numero altissimo che conferma un trend in aumento: da un lato la comunità mondiale, grazie anche al costante ed instancabile impegno delle associazioni umanitarie, si è posta l'obiettivo di porre fine alla pratica dei matrimoni precoci entro il 2030, dall'altro però il fenomeno travalica i confini geografici approdano, come dimostra il caso di Palermo, anche nei Paesi in cui le comunità di immigrati hanno messo radici. A questo punto, denuncia Save The Children, se le cose dovessero continuare su questa strada nel 20130 avremo 950 milioni di spose bambine nel mondo e nel 2050 arriveremo a 1,2 miliardi.

I matrimoni precoci impediscono alle bambine di andare a scuola e di vivere un'infanzia e una giovinezza normali e protette, le espongono al rischio di violenze  e abusi in ambito domestico, al rischio di gravidanze e parti precoci (con alte probabilità di complicanze sia per la giovanissima mamma che per il bambino), alle malattie sessualmente trasmissibili.

Il Paese dove si registra il più alto numero di spose bambine resta l'India, dove quasi il 50% delle ragazze si sposano prima di aver compiuto 18 anni, ma ci sono anche casi di bambine che sono state date in posa prima del compimento dei dieci anni di età.

I motivi culturali e le tradizioni familiari spingono i genitori a organizzare matrimoni combinati anche in tenera età, ma spesso si tratta di una scelta obbligata: i genitori sono convinti che così facendo assicurano alla loro bambina la protezione e la sicurezza economica che non sono in grado di garantirle.

E' ciò che ha denunciato Save The Children relativamente alle comunità di rifugiati siriani: nel 2013 una ragazza su 4 con meno di 17 anni risultava essere già sposata.

Cosa si può fare?

Indubbiamente grazie all'impegno delle organizzazioni umanitarie negli ultimi 30 anni l'incidenza del fenomeno delle spose bambine è diminuita ma questa pratica continua ad essere molto radicata soprattutto in alcune comunità.

Tutti concordano: garantire l'accesso all'istruzione, impedire alle bambine di abbandonare la scuola e aiutarle a continuare a studiare significa dare a queste piccole gli strumenti culturali e personale per potersi opporre, per difendere i propri diritti e fare un piccolo passo verso il cambiamento che non è confinato all'ambito della singola famiglia o della singola persona, ma coinvolge l'intera comunità.

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