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SOS Villaggi dei Bambini, le testimonianze più belle

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SOS Villaggi dei Bambini, le testimonianze e le storie più belle ed emozionanti di chi grazie al sostegno e al prezioso aiuto di queste strutture è riuscito a trovare una famiglia, amore, cure e fiducia nel futuro

SOS Villaggi dei Bambini, le testimonianze

Ci sono realtà bellissime, di cui si parla poco in Italia, impegnate a sostenere i bambini che vivono in un contesto di disagio o che subiscono maltrattamenti e abusi. SOS Villaggi dei Bambini, la più grande organizzazione mondiale con una storia che parte da lontano e che dura da oltre 60 anni in 134 Paesi del mondo, è una di queste. Un modello di accoglienza che nasce in Austria nel 1949 e arriva in Italia nel 1963 grazie a un gruppo di volontari di Trento, determinati ad aiutare bambini rimasti senza genitori, o in condizioni di vita difficili. Da allora in Italia sono stati creati 7 Villaggi SOS, strutture ad unità familiare che ospitano al massimo sei bambini, non solo italiani, seguiti da educatori residenziali competenti che vengono supportati da psicologi e terapeuti e dai volontari del Servizio Civile.

"Nessun bambino solo": come sostenere la campagna e raccolta fondi di SOS Villaggi dei Bambini

Segno tangibile del successo e del ruolo fondamentale dei Villaggi SOS dei Bambini, sono le molteplici testimonianze dei bambini che grazie al sostegno e al prezioso aiuto di queste strutture, sono riusciti a trovare una famiglia, amore, cure e rispetto di quei diritti fondamentali che dovrebbero essere garantiti a tutti i bambini senza distinzione di razza, lingua, religione, sesso, opinione politica o condizione personale e sociale.

Le storie dei bambini accolti da SOS Villaggi Dei Bambini

  • Potremmo raccontarvi la storia di Alfrido, un ragazzo di origine albanese, accolto al Villaggio SOS di Ostuni quando aveva 12 anni. Partito di nascosto da Valona in direzione Brindisi, per fuggire alla guerra e inseguire i propri sogni, grazie a SOS è stato accolto, ha potuto studiare e diplomarsi nel turismo. Oggi ha 27 anni e lavora in un tour operator.
  • Poi ci sono storie emozionanti di chi accolta e aiutata da SOS Villaggi dei Bambini, ha deciso di mettere in circolo l'amore ricevuto e a sua volta donarne supportando la struttura. Michela a 8 anni e mezzo perde la mamma, il padre non ha un lavoro ed entra nella struttura di Ostuni con i suoi 6 fratellini.

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Quando sono arrivata al Villaggio SOS di Ostuni, il mio fratellino più piccolo non volevo rimanere. La mattina del secondo giorno gli ho detto di non affezionarsi troppo perché tanto saremmo scappati presto. Invece il Villaggio è diventata la nostra casa: in questo posto c’era acqua, cibo, un posto per dormire. Si poteva avere tutto in modo facile e comodo. Era tutto lì. Pian piano gli altri bambini della casa sono diventati come fratelli e Zia Mimma (l’operatrice di SOS) ci ha cresciuti come fossimo davvero figli suoi. Con amore e pazienza. Il Villaggio SOS ci ha fatto sentire a casa, è diventata la nostra casa, la nostra grande famiglia. E lo è ancora oggi.

  • Per alcuni il Villaggio SOS di Ostuni ha rappresentato l'unica possibilità e ancora di salvezza per diventare adulti e genitori sereni; un luogo dove la mancanza si è trasformata in ricchezza, di sentimenti, di interessi, di conoscenze, di valori e motivi per essere felici. E' il caso di Lucia, che vede il suo mondo "fatato e felice" crollare dopo la morta della mamma, ma, accolta nel Villaggio, trova una nuova famiglia e la possibilità di continuare a crescere spensierata e aver fiducia in un futuro positivo.
  • Dal Villaggio di Trento una storia particolare, quella di Natascia, una mamma che lavora insieme al Villaggio SOS in cui è accolta la figlia per poter tornare a stare insieme:

Dopo quasi 14 anni di convivenza e violenza con il mio ex compagno, ho deciso di andarmene e portare con me mia figlia. Abusavo di sostanze e di alcool e non ero in grado di prendermi cura di lei, per questo è stata accolta nel Villaggio SOS di Trento. Ero molto arrabbiata, avevo paura che non me la facessero più vedere, che non tornasse più con me. Continuavo a bere, non mi fidavo più di nessuno, non ero affidabile. Ho passato 5 mesi senza vederla. Era per il suo bene perché, inconsapevolmente, l’avevo già illusa troppe volte. Quando l’ho rivista era così cresciuta. Era serena, a scuola andava bene, ho visto che si prendevano cura di lei. Io non sarei riuscita a seguirla così. Grazie al Villaggio SOS abbiamo iniziato un percorso di riavvicinamento all’interno di un appartamento nel Villaggio, affiancate dagli educatori che sono stati di supporto a entrambe. Essendo state lontane per tanto tempo non capivo tante cose. Ho dovuto riconquistare la sua fiducia. Dopo qualche mese siamo riuscite a stare di nuovo bene insieme e oggi mia figlia vive con me a Bolzano dove ha iniziato la prima media. Mi hanno aiutato tanto al Villaggio SOS. Senza di loro non so se ce l’avrei fatta ad essere quella che sono adesso. Hanno aiutato tanto mia figlia. È così intelligente. Educata. Le hanno dato delle regole, ma anche tanto affetto e tante amicizie. Sono felice di essermi fidata di loro.

Le storie che vi abbiamo riportato solo alcune delle tante che i Villaggi SOS possono raccontarci. In Italia sono quasi 30.000 i bambini che crescono senza il supporto della propria famiglia. Il compito di SOS è quello di garantire loro il diritto di appartenere a una famiglia e crescere con dei valori, circondati da affetto, rispetto e protezione.

Per continuare a sostenere i genitori in difficoltà e accogliere bambini e ragazzi privi di cure familiari, SOS Villaggi dei Bambini ha lanciato una campagna "Nessun Bambino solo" perché nessuno viene al mondo per crescere solo e una piccola donazione può fare la differenza ogni giorno. 

Come sostenere la campagna e aiutare i bambini

E' possibile sostenere il progetto Nessun bambino solo in diversi modi

  • inviando una donazione continuativa di 15 € qui: COME AIUTARCI . Una donazione regolare di 15 euro al mese si riflette ogni giorno nella vita dei bambini che vengono accolti nei Villaggi SOS. Insieme a noi i bambini riceveranno il sostegno psicologico che li aiuterà ad affrontare quello che hanno vissuto per guardare al futuro con speranza.
  • donando 2 euro (fino all'11 febbraio 2017) inviando un SMS al numero 45522 oppure donando 2 o 5 euro chiamando lo stesso numero da rete fissa TIM, Infostrada, Fastweb e Tiscali e 5 euro da rete fissa Vodafone, TWT e Convergenze. Tutti possono seguire l’attività di SOS Villaggi dei Bambini, condividere i messaggi della campagna e invitare i loro amici, fan e follower a sostenere la campagna “Nessun Bambino Solo” con gli hashtag ufficiali #nochildalone e #nessunbambinosolo.
  • Pagina FB: @SOS Villaggi dei Bambini – Italia
  • Canale Tw: @SOSitalia
  • Canale Instagram: sositalia HASHTAG della campagna: #nessunbambinosolo #nochildalone

Lo spot della campagna

 
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