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Mamme pagate per non mandare i figli al nido

In Germania, già da un anno le famiglie che scelgono di non mandare i figli all’asilo nido pubblico percepiscono 100 euro mensili, che a partire dal mese prossimo passeranno a 150

SOLDI PER CHI NON PORTA I FIGLI AL NIDO - Da agosto in Germania aumenta la cifra mensile erogata ai genitori che rinunciano all’asilo nido. In Germania, già da un anno le famiglie che scelgono di non mandare i figli all’asilo nido pubblico percepiscono 100 euro mensili, che a partire dal mese prossimo passeranno a 150: un provvedimento che è stato oggetto di molte polemiche, in quanto uno studio ha poi rivelato che oltre la metà dei genitori senza un titolo di studio ha rinunciato alla possibilità del nido proprio per ottenere l’assegno.

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Ma tra coloro che hanno fatto questa scelta figura anche una larga percentuale di immigrati, i figli dei quali avrebbero in teoria ancor più necessità di integrarsi rispetto ai bambini tedeschi, e la frequentazione di un asilo è il luogo ideale per fare amicizie e prendere confidenza con la lingua straniera.
Secondo i critici, inoltre, questa disposizione disincentiverebbe il ritorno al lavoro delle neo-mamme, soprattutto quando l’alternativa a stare sempre con il proprio bambino piccolo è una professione precaria e magari sottopagata. Sappiamo benissimo che in totale mancanza di altri aiuti, all’asilo bisogna sempre affiancare una tata per coprire tutte le necessità (dai giorni di malattia alle vacanze che possono non coincidere con quelle lavorative), quindi secondo alcuni pareri i 100 o i 150 euro per alcune mamme sarebbero un’ulteriore motivazione nel restare a casa.

C’è da dire che la scelta di mandare o meno i bambini all’asilo nido (come in Italia, anche in Germania si parla del periodo fino ai 3 anni) è molto soggettiva e dipende da infiniti fattori: il fatto che entrambi i genitori lavorino, per necessità o per scelta, è solo uno degli aspetti da considerare.


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Ci sono mamme che lasciano lavori prestigiosi e ben pagati perché si scoprono incapaci di staccarsi dai loro bambini ancora piccoli, e altre che danno il meglio di se’ solo se si sentono appagate anche in altri ambiti della loro vita. I bambini a loro volta sono unici: caso tipico è quello del fratellino minore che, essendo abituato ad avere sempre compagnia, esprime spontaneamente il desiderio di andare all’asilo prima del tempo. Bambini che vanno più o meno seguiti, problemi familiari che rendono difficile la loro gestione a casa, e mille altre cose.

Indubbiamente una mamma che è già orientata a restare a casa per i primi anni di vita di suo figlio, può vedere in un sostegno economico se pur di modesta entità un'ulteriore motivazione in questo senso, ma riesce difficile pensare che in un paese come la Germania, dove la situazione occupazionale è molto diversa da quella italiana, il provvedimento incida in modo sensibile su una decisione del genere. E’ impossibile stabilire a priori se per un bambino di uno o due anni sia meglio frequentare un asilo nido o no, ma per ogni genitore è possibile prendere la decisione più giusta sulla base delle peculiarità e delle necessità della propria famiglia: e se grazie a questi fattori si decide per i figli a casa, in mancanza di un secondo stipendio un sostegno in più può aiutare eccome.

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Voi come avete preso la decisione di mandare o non mandare i vostri figli all’asilo nido? In che modo ha inciso l’aspetto economico-lavorativo? Trovate giusto il provvedimento preso in Germania?

a cura di Laura Losito

COSA ACCADE AL NIDO (FOTO)

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