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Scuole italiane non sicure, crolli e fondi insufficienti

In occasione della Giornata Nazionale della sicurezza delle scuole facciamo il punto sulla situazione italiana

Sicurezza delle scuole

Il 21 e 22 novembre si celebra la XII Giornata nazionale della sicurezza nelle scuole. Dal 2002  questo appuntamento mira a sensibilizzare le autorità sull'importante tema della messa in sicurezza degli edifici scolastici italiani e a ricordare le vittime dei crolli e dei cedimenti strutturali delle scuole in Italia.

Tanti gli eventi previsti in sei città - Torino, Policoro, Roma, Napoli, Perugia, Avola - dove contestualmente verranno trattati anche i temi dell'emergenza ambientale e dello spreco alimentare.

La Giornata è patrocinata da: Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero dell’Istruzione dell’Università della Ricerca, Dipartimento della Protezione Civile, Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza.

Gli obiettivi della Giornata sono molteplici: creare legami stabili tra migliaia di scuole; avviare occasioni di confronto costante con gli enti che si occupano di sicurezza; favorire il radicamento della cultura della sicurezza in tutti i suoi aspetti (salute, ambiente, territorio).

Sicurezza delle scuole italiane

Il "Diario della transizione" pubblicato dal Censis qualche mese fa mostra che il 58,5% degli edifici scolastici statali ha dei deficit significativi (si tratta di 24mila scuole su 41mila): in particolare gli impianti elettrici, idraulici e termici sono insufficienti o non sono a norma.

Mense bio nelle scuole italiane

E ancora:

  • 9000 scuole hanno intonaci che cadono a pezzi
  • 7200 edifici hanno bisogno di un rifacimento di tetti e coperture
  • 3600 scuole richiedono interventi alle strutture portanti
  • 2000 scuole hanno ancora amianto al quale circa 342mila alunni vengono esposti quotidianamente

I 2600 dirigenti scolastici intervistati dal Censis hanno dichiarato che per il 36% degli edifici è necessario e prioritario dare il via a lavori di manutenzione straordinaria, anche se nel 57% il problema riguarda la quotidianità e sarebbe più importante garantire continuità ad interventi di manutenzione ordinaria.

E anche laddove vengono eseguiti lavori ed interventi il risultato è scadente: basti pensare che su circa diecimila edifici scolastici che nell'ultimo anno sono stati sottoposti ad interventi di varia natura (dall'abbattimento della barriere architettoniche alle opere di manutenzione ordinaria fino alla realizzazione di reti e strumentazioni didattiche tecnologiche)  nel 25% dei casi i lavori fatti sono stati inadeguati o scadenti.

Dati così sconfortanti vengono confermati anche dalla lettura del XV Rapporto «Ecosistema Scuola» redatto da Legambiente che ogni anno esamina la situazione dell'edilizia scolastica nel nostro Paese.

Il Rapporto mostra che sono più di 41mila gli edifici scolastici bisognosi di interventi di riqualificazione e messa in sicurezza e 3 scuole su 10 richiedono interventi di manutenzione.

A scuola senza zaino, in alcune scuole si può

Ma quali sono le città più virtuose dal punto di vista della sicurezza egli edifici scolastici?

Legambiente stila una classifica che vede ai primi posti le città capoluogo del centro-nord (Trento, Pordenone, Forlì), seguiti da Prato, Reggio Emilia, Piacenza, Sondrio, Bergamo, Verbania e Bolzano.

In fondo alla classifica Reggio Calabria, Taranto, Enna, Foggia, Matera, Sassari.

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