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Se l'azienda ti trova la baby sitter

Alla sede milanese della Vodafone i genitori lavoratori possono richiedere un servizio di baby sitting

Nei mesi scorsi Vodafone ha nvitato le 200 donne manager impiegate nella sede milanese ad indicare all'azienda in che modo può essere utile per conciliare famiglia e lavoro (LEGGI).
Al termine di questo sondaggio l'azienda ha deciso dimettere in piedi un servizio di intermediazione per baby sitter che da gennaio verrà garantito a tutti i 7500 dipendenti dell'azienda.


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Il servizio è stato denominato baby sitter on demand: Vodafone metterà a disposizione i propri contatti per fare da intermediario tra il genitore lavoratore e un'agenzia che offre baby sitter anche all'ultimo minuto.

In questo modo, in caso di necessità, l'agenzia invierà una baby sitter a prendere i bambini a scuola, alla palestra o semplicemente a casa.


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Il costo del servizio sarà a carico dei lavoratori e andrà da un minimo di 13 euro l'ora per salire a seconda delle diverse richieste (c'è, ad esempio, chi preferisce una baby sitter madrelingua).

L'iniziativa non è l'unica trovata da Vodafone per andare incontro alle esigenze dei genitori che lavorano in azienda.
Come spiega Elisabetta Caldera, direttore delle risorse umane di Vodafone Italia, al Corriere, da gennaio partiranno altri due progetti che i dipendenti hanno indicano come utili nel sondaggio effettuato: il Maggiordomo e l'Sos Casa.

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Il primo metterà a disposizione dei lavoratori un incaricato che potrà sbrigare piccole commissioni, come andare a pagare le bollette o fare piccole spese; il secondo è un servizio di ricerca di prestatori d'opera come idraulici, elettrici etc... che possano andare  a casa del lavoratore per fare piccole e urgenti riparazioni.

Vodafone ricorda che andare incontro alle esigenze dei lavoratori, e soprattutto delle lavoratrici, per favorire una conciliazione tra tempi del lavoro e carriera e quelli della famiglia (LEGGI) nasce dal fatto che in azienda il 33% del consiglio d'amministrazione è costituito da donne, il 30% delle posizioni senior è occupato da donne e la metà delle manager dell'azienda ha figli.
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