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“I ragazzi del Bambino Gesù”, arriva una nuova serie tv ambientata in ospedale

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Il 19 febbraio su RAI 3 va in onda “I ragazzi del Bambino Gesù”, una docu-fiction che racconta la storia di 10 giovanissimi che combattono contro gravi malattie

I ragazzi del Bambino Gesù

Per gli appassionati delle storie di speranza, amicizia e coraggio arriva su RAI 3, da domenica 19 febbraio alle 22.50, “I ragazzi del Bambino Gesù”, una docu-fiction che racconta le storie vere di dieci giovani pazienti in cura presso l'ospedale pediatrico di Roma. La serie, in dieci puntate, racconta le vite di altrettanti ragazzi e bambini coraggiosi che combattono contro malattie molto gravi.

Roberto, Klizia, Simone, Flavio, Giulia, Caterina, Sabrina, Annachiara, Sara, Alessia: sono questi i nomi dei protagonisti di questa nuova serie ambientata in uno dei più grandi ospedali pediatrici italiani che ha aperto le porte di cinque reparti alle telecamere della RAI. La serie è stata realizzata nell'arco temporale di un anno, durante il quale sono state riprese, tra grandi emozioni, le storie di bambini malati “in una delicata e sofferta docu a episodi” che vede protagonisti i ragazzi, i loro genitori e i medici e gli infermieri che ogni giorno combattono a loro fianco.

C'è Klizia, nuotatrice di 18 anni che un giorno è stata ricoverata al pronto soccorso e ha scoperto di avere la leucemia, c'è Roberto, 17 anni, che ammette di avere paura perché

non basterebbe una vita per essere pronti a tutto questo

ma ha scelto di combattere perché

c'è differenza tra vivere e sopravvivere, vivere è provare a fare quel triplo salto mortale, mentre sopravvivere significa non provarci neanche

E poi ci sono Caterina, di 15 anni, Sabrina, di 11, e tanti altri ragazzi che un giorno hanno scoperto di avere una malattia gravissima e non si sono arresi, hanno buttato il cuore oltre l'ostacolo e iniziato la battaglia più importante della loro vita.

L'86% dei bambini guarisce dal cancro

Il successo di Braccialetti Rossi

Ad autunno tornerà anche Braccialetti Rossi, la fiction diretta da Giacomo Campiotti, ambientata in un ospedale nascosto tra gli ulivi pugliesi, a Fasano, che fa da sfondo alle storie di sei ragazzi di età diverse che si sono conosciuti in questo ospedale. Sei giovanissimi che combattono gravi malattie, ma che non perdono di vista l'importanza dei grandi sentimenti tipici dell'adolescenza, l'amore e l'amicizia in primo luogo.

Ma qual è il segreto di queste fiction televisive che raccontano la lotta quotidiana di piccoli combattenti? Indubbiamente le storie ambientate negli ospedali hanno sempre un grande seguito di spettatori, basti pensare al successo delle serie tv americane ambientate nei reparti di pronto soccorso e nei più grandi ospedali degli Stati uniti.

Ma Braccialetti Rossi ha superato ogni aspettativa in fatto di ascolti e gradimento del pubblico. Il tema trattato è molto delicato e di certo non suscita sentimenti leggeri e spensierati e ci si aspetterebbe che la maggior parte degli spettatori sia composto da anziani o persone adulte. Invece gli ultimi dati di ascolto mostrano un crescente interesse per la fiction da parte dei teenager e degli under 25.

Un successo che ha stupito tutti, anche gli addetti ai lavori ma che in realtà conferma che questi prodotti televisivi toccano corde emotive profonde. Al centro di queste storie non c'è solo la malattia, fine a se stessa e che, certamente fa da sfondo a tutto, ma soprattutto sentimenti forti, universali e profondamente radicati nei cuori dei giovanissimi: l'amore, l'amicizia, il coraggio, l'eroismo, la forza nel combattere le sfide quotidiane, tutto raccontato con sentimento, leggerezza, ma al tempo stesso profondità e pathos.

Sono storie di vita che ci aiutano a vedere le nostre preoccupazioni nella giusta prospettiva. Non c'è vittimismo, non c'è autocommiserazione in Leo, Cris, Vale, Davide, Rocco, e negli altri protagonisti di queste serie tv ambientate nei reparti degli ospedali pediatrici, invece c'è molto coraggio, a volte tanti sorrisi e un po' di umorismo, grande realismo e al tempo stesso la possibilità di fare il tifo, sostenere e provare empatia per questi giovani protagonisti che combattono contro un nemico che può sembrare più grande di loro.

I ragazzi del Bambino Gesù

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