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I pedofili rubano le foto dai profili dei genitori

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Attenzione ai pedofili, rubano le foto dei bambini sui profili social dei loro genitori

Pedofili rubano le foto

Il risultato di una recente indagine condotta dalla Australia's Children's eSafety è semplicemente agghiacciante. La maggior parte delle fotografie di bambini trovate sui computer dei pedofili sono rubate dai profili social dei genitori.

Il pensiero che la foto del proprio bambino che gioca sulla spiaggia condivisa su Facebook possa finire sul computer di un pedofilo , che poi a sua volta la rigira ad altri, mette i brividi e conferma ancora una volta che la mania di condividere ogni istante della propria vita e soprattutto di quella dei propri figli, che non possono difendersi né dire la loro in materia di rispetto della privacy, sarebbe da rivedere totalmente.

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Come spiega il commissario della Esafety australiana, Alastair MacGibbon, molti utenti confessano apertamente di aver reperito il materiale fotografico trovato in loro possesso dai profili social dei genitori e le immagini sono spesso accompagnate da commenti inquietanti e altamente espliciti.

Non solo, spesso gli utenti scambiano indirizzi email con richieste di contatto al di fuori del sito per fare commercio di questi contenuti.

Ovvio che le immagini vengono caricate dai genitori senza alcuna malizia e senza minimamente pensare che possano finire nel computer di qualche pervertito, ma il risultato è questo: decine di milioni di persone hanno rubato e condiviso foto di bambini prese soprattutto da Facebook, Kiki e Instagram.

un sito che contiene 45 milioni di foto rubate comprende cartelle con titolo come  ‘Gli amici di mia figlia su Instagram’

ha dichiarato il Commissario MacGibbon.

Le foto, in partenza, ovviamente non sono di natura sessuale ma dopo, quando vengono rubate, vengono pubblicate e condivise con l’aggiunta di didascalie, commenti e fotoritocco.

Bambini su Facebook, le regole per i genitori

Un esempio per tutti:  MacGibbon ha raccontato che a partire dal 2013 ben cento foto di bambini sono state rubate da un blog di famiglia che era aperto al pubblico. Una tendenza in crescita, quella di aprire blog e siti personali dove immortalare ogni attimo della propria vita familiare, ma il risvolto può essere inaspettatamente preoccupante. Basta pensare che entro 10 giorni dalla pubblicazione di un post fotografico le immagini erano state già state viste 1,7 milioni di volte e i commenti alle foto rubate erano esplicitamente di natura sessuale.

I genitori, quindi, dovrebbero pensarci su due volte prima di pubblicare sul proprio profilo social le foto del proprio bambino che fa il bagnetto o sgambetta in spiaggia in costume da bagno e ricordarsi sempre e comunque di cambiare le impostazioni della propria privacy in modo tale da rendere inaccessibili le foto al pubblico.

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