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Nascere con l'eterologa: ecco cosa si prova

Intervistata dal Corriere una giovane donna racconta cosa vuol dire essere nate con la fecondazione eterologa. Ma la sua non è l'unica voce

Nascere con la fecondazione eterologa

Pochi giorni fa sul Corriere è apparsa l'intervista ad una giovane donna che è nata grazie alla fecondazione eterologa nel 1987. Suo padre aveva problemi di sterilità e così la coppia si è rivolta ad uno dei centri che all'epoca, in assenza di una legge che regolamentasse la materia, offrivano la possibilità di fare l'eterologa.

Suo padre biologico, quindi, è un donatore di sperma. Come ci si sente ad essere figli della fecondazione eterologa? Clio, questo il nome della giovane donna, non ci sta ad essere etichettata come marziana e rivendica il diritto dei figli dell'eterologa ad essere sani, senza nessuna turba psicologica, e senza alcun rancore verso la famiglia.

Clio racconta di aver saputo la verità sulla sua nascita a 18 anni e, dopo un primo comprensibile momento di confusione, di aver rivalutato la figura di suo padre perchè non è stato certamente facile accettare una figlia biologicamente non sua e crescerla con amore.

Clio rivela anche di aver voluto trovare suo padre biologico, per comprendere meglio se stessa e capire le proprie origini,

Ma il centro in cui era avvenuta la fecondazione le ha negato l'accesso ai dati e la cosa è finita lì.

Fecondazione eterologa, le linee guida

Clio ha deciso di raccontare la sua storia perchè ultimamente, dopo l'autorizzazione alla fecondazione eterologa in Italia, è molto acceso il dibattito sulle ripercussioni e gli effetti che questo tipo di scelta possono avere sui figli.

Nessun problema, dice Clio: i figli dell'eterologa non sono destinati a crescere sbagliati e possono diventare adulti equilibrati e sani.

Clio non è un caso raro. Nel mondo si stima che vengano alla luce tra 30mila e 60mila bambini con la fecondazione eterologa e non tutti i figli la pensano come Clio.

Anzi, molti hanno trovato nel sito Anonymous Us, un luogo dove potersi sfogare e condividere le proprie difficoltà.

Il sito è stato creato da Alana Stewart, nata con un gamete acquistato.

L'assenza biologica di un genitore impossibile da ignorare, mi sento privata non solo di mio padre, ma di tutti i suoi parenti

denunciava Alana in un documentario che nel 2012 vinse il California Independent Festival

Fecondazione eterologa non più vietata in Italia

E attorno a lei e al suo sito è nata una foltissima comunità di "figli dell'eterologa" insoddisfatti e infelici, alcuni molto arrabbiati.

Alana si sente appartenente ad una razza bastarda:

perché non sono stata concepita all’interno del matrimonio di mio padre, io non sono sua figlia. Io sono stata “donata” via volutamente. Adesso so chi è, ma io odio questa identità che lui e i miei genitori mi hanno dato. Io non sono degna di mio padre o del riconoscimento, l’amore e la cura della mia famiglia biologica

E molti dei ragazzi nati con l'eterologa non smettono di cercare i loro genitori biologici, alla ricerca di un'identità che sfugge sempre.

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