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"Qui la famiglia è veramente tutelata" la testimonianza di una mamma in Svizzera

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Trasferirsi all’estero è una scelta difficile se ci sono di mezzo bambini piccoli; le variabili da considerare sono infinite, tuttavia l’esperienza qui raccontata da una nostra connazionale, mamma espatriata in Svizzera, può essere di ispirazione per tutte coloro che si trovano in questa situazione

Essere mamma in Svizzera

Barbara, oggi 37 anni, da tre vive in Svizzera da espatriata e ha due bambini: quando hanno deciso di trasferirsi dopo che il marito ha ricevuto una proposta di lavoro, il più piccolo aveva solo pochi mesi.

  • Qual è stato il tuo primo impatto appena arrivata, quali le maggiori difficoltà incontrate nel vivere all'estero con figli piccoli?

Dicono che noi immigrati attraversiamo tre fasi: la prima di entusiasmo, la seconda di depressione, e solo dopo molto tempo iniziamo ad avere una percezione lucida della nostra situazione. Nel mio caso però, non è andata proprio così: si è iniziato a parlare di trasferimento mentre ero incinta del mio secondogenito, e quando ci siamo spostati lui era molto piccolo. Ho dovuto affrontare quello che tocca a qualunque mamma: insonnia, pannolini, difficoltà di allattamento, gelosia del fratello maggiore… Ma io ero completamente sola. Non avevo parenti, ne’ amici e mio marito lavorava tutto il giorno. Uscivo di casa e nessuno mi capiva, ne’ io capivo una parola della lingua. Non so quante volte ho fatto la valigia, ma poi cambiavo sempre idea, perché eravamo convinti della nostra scelta, e abbiamo resistito.

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  • Quali sono le voci di costo più alte per il budget familiare in Svizzera?

Dove vivo io, nel cantone di Zugo, sicuramente gli affitti, mostruosamente cari rispetto all’Italia. La spesa alimentare, con un po’ di accortezza, non è poi così dispendiosa: anche qui ci sono i discount e le offerte speciali!

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  • Ci sono iniziative a sostegno della famiglia?

Ogni famiglia riceve 300 franchi al mese per ogni figlio, a prescindere dal reddito. Ma questa è solo una delle moltissime iniziative a sostegno. Qui la famiglia è veramente tutelata. Ad esempio, prima che i bambini inizino la scuola materna, ci sono degli asili nido statali dove la quota d’iscrizione è in parte sovvenzionata dall’autorità cantonale sulla base del reddito della famiglia.

  • E a sostegno dell'integrazione per mamme e bambini che non parlano la lingua e sono al di fuori dell'ambiente lavorativo?

Io ho potuto iniziare a frequentare un corso di tedesco appena arrivata perché durante le lezioni i bambini, anche neonati, possono rimanere in un asilo nido interno, seguiti da personale specializzato e dotato di tutto il necessario. Anche questi corsi sono in gran parte sovvenzionati. Per me è stato anche un modo per fare le prime amicizie, e inoltre, quando ho iniziato a parlare la lingua, tutta la mia vita è stata più semplice. La sera, quando mio marito rientra dal lavoro, talvolta frequento lezioni di conversazione anch’esse offerte a un prezzo simbolico (5 franchi). Vengono inoltre organizzati corsi per bambini, per bambini e mamme insieme, e una volta entrati nel sistema scolastico svizzero ai bambini stranieri viene offerto un supporto extra per imparare la lingua e metterli a pari con gli altri.

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  • Scuola statale o scuola privata: come funziona a livello di asilo nido e di materna?

Ogni famiglia può scegliere se mandare i figli all’asilo nido statale o privato: in entrambi i casi l’unico problema è che le liste d’attesa sono lunghe. Invece, quando inizia la scuola materna, ogni bambino viene automaticamente inserito nell’asilo statale più vicino alla sua abitazione, ed è completamente gratuito. Le lezioni si svolgono solo la mattina ma per prezzi irrisori si può aggiungere anche il pranzo e uno o più pomeriggi. Naturalmente si può rifiutare l’iscrizione all’asilo statale e optare per quello privato. Ma, per la mia esperienza, non posso che parlare bene dell’asilo statale: molta attenzione alla salute, allo sport (hanno anche un abbonamento in piscina), all’integrazione appunto…

  • I vostri progetti per il futuro?

Tra un anno anche il piccolo andrà alla materna e, avendo io nel frattempo imparato la lingua abbastanza bene, mi piacerebbe cercare un lavoro part-time, magari al 40%, per poter continuare a fare anche la mamma senza troppo stress.

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