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"Le madri cinesi sono superiori": verità o stereotipo?

Amy Chua, professoressa di Yale ne è convinta. Alla base del successo dei giovani cinesi, sostiene, c'è il metodo educativo imposto dalle madri cinesi. Cosa faranno di tanto particolare?

Amy Chua, professoressa di Yale ne è convinta. Alla base del successo dei giovani cinesi, sostiene, c'è il metodo educativo imposto dalle madri cinesi. Cosa faranno di tanto particolare?
«Perché le madri cinesi sono superiori» è il titolo di un saggio pubblicato sabato sul Wall Street Journal.
Pare che (e magari in certi casi non sarebbe neanche sbagliato) le mamme cinesi siano esattamente l'opposto dello stereotipo italiano di madre permissiva, coccolona, per la quale i figli hanno sempre ragione e via dicendo.
La madre italiana è una chioccia, quelle cinese è una tigre, la Chua ne è proprio convinta dato che il libro dal quale questo saggio è tratto si intitola guarda caso «Inno di battaglia della madre tigre».

Noi italiani sicuramente pensiamo che il nostro sia il metodo più moderno ed evoluto, rispettoso dei bisogni reali dei bambini e più flessibile rispetto alle loro inclinazioni. Amy Chua ci considera dei mollazzioni responsabili del fatto che i nostri figli non hanno successo a scuola e nelle arti come quelli cinesi.amy_chua

Un sacco di persone si chiedono come sia possibili che molti ragazzi e bambini cinesi eccellano in matematica o musica, come la famiglia possa averli aiutati e instradati, e se potevano farlo anche loro. Ebbene, Amy chua queste cose non se le chiederà mai perchè il suo motto è "io l'ho fatto!".
A sostegno di ciò, nel saggio sul Wall Street Journal Amy elenca alcune cose che le sue due figlie, Sofia e Louisa, non sono mai state autorizzati a fare (non rabbrividite):

- invitare amici a casa o andare da amici a giocare o a dormire
- partecipare a recite scolastiche
- guardare la TV o giocare al computer
- scegliere le proprie attività extrascolastiche
- ottenere un voto minore di A -
- non essere il n. 1 in tutte le materie
- andare in palestra o voler suonare qualsiasi strumento diverso dal pianoforte o il violino
- non suonare il pianoforte o il violino

Secondo la signora Chua è la coercizione che porta ad eccellere. A leggere le regole sopra, anche i genitori più severi potrebbero titubare. Per dare un'idea, Chua racconta come riuscì a far imparare a Louisa, quando aveva circa 7 anni, a suonare al pianoforte un pezzo particolarmente ostico. Leggete il racconto qui



La morale di Chua è che i genitori occidentali si preoccupano molto dell'autostima dei loro figli. Ma come genitore, una delle cose peggiori che si possono fare per l'autostima del proprio figlio è di farlo arrendere davanti a un ostacolo, dice. Non c'è niente di meglio per acquistare fiducia che scoprire di poter fare qualcosa che non si pensava di saper fare.

Cosa ne pensate voi delle teorie della professoressa Chua?

L'argomento raccontato da Il Post
Fonte Wall Street Journal