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In Europa del sud bambini sempre più poveri

La Caritas lancia l'allarme: nei Paesi dell'Europa meridionale, Italia compresa, i bambini si avviano verso la povertà

Grecia, Italia, Spagna, Portogallo, ma anche Irlanda: sono i Paesi che maggiormente stanno risentendo della crisi economica internazionale e i bambini rappresentano la fascia di popolazione più esposta e vulnerabile.

A fotografare la situazione è la Caritas che in questi giorni rende noto che le giovani generazioni, soprattutto dei Paesi dell'Europa del Sud, mangiano male, si deprimono e hanno prospettive per il futuro davvero mediocri. In complesso, quindi, proprio i bambini si stanno avviando verso un futuro di povertà (LEGGI).


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In questi paesi i bambini che vivono in nuclei familiari con un reddito del 60% inferiore rispetto al reddito medio nazionale o con genitori disoccupati o parzialmente occupati sta aumentando vertiginosamente e presto toccherà il picco registratosi nel 2008. Altro anno nero per l'economia.

Se si guarda ai dati del 2011 in Italia, Grecia, Spagna, Portogallo e Irlanda più del 33% dei bambini erano vicini a questa soglia.
I dati relativi alla Spagna e alla Grecia parlano di un 30% di bambini a rischio povertà (LEGGI); in Portogallo il 28,6%.


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I dati relativi al 2011 per l'Italia non sono ancora disponibili ma se si leggono quelli del 2010 le prospettive non sono rosee: il 28,9% dei minori vive in contesti familiari ai limiti della soglia di povertà e nell'anno successivo le cose possono solo essere peggiorate.

Un reddito così basso si ripercuote non solo sul presente dei bambini - alimentazione scorretta e povera (soprattutto di proteine e altri importanti nutrienti), abiti e mezzi di riscaldamento inadeguati, scarsa o nulla partecipazione ad attività sportive o extrascolastiche - ma mina alle radici anche il loro futuro.
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