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I bambini italiani: solo cellulari, niente libri

Un rapporto di Save the children svela che ogni neonato ha già più di tre miliardi di euro di debito pubblico sulle spalle

I bambini italiani che vengono al mondo oggi hanno già sulle proprie spalle un debito pubblico a testa di ben tre milioni e mezzo di euro di debito pubblico.

Un inizio niente affatto incoraggiante e negli anni successivi le cose non si mettono meglio per loro. 10,200 milioni di bambini e ragazzi italiani devono fare i conti ogni giorno con problemi legati alla scuola, alla società, al tempo libero e alla famiglia. E ogni neonato da grande dovrà farsi carico di sei adulti, anziani e inattivi.


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Una giungla insomma.

E' quanto emerge dall'"Atlante sull'infanzia a rischio" 2012 presentato da Save The Children che mostra come più di 300mila bambini non abbiano l'opportunità nè sociale nè personale di andare al cinema, leggere un libro, fare sport.
Il degrado culturale riguarda soprattutto i bambini di Campania, Sicilia, Calabria, Puglia.
Regioni dove il 33% degli under 18 non ha un collegamento ad Internet, uno su 4 non fa nessuno sport, uno su cinque non va al cinema e la metà non apre un libro.


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Il Rapporto li chiama disconnessi culturali: vivono in un mondo interculturale, aperto alle possibilità, anche quelle offerte dalla rete, ma in realtà sono isolati, in una condizione permanente di degrado e impoverimento culturale.

Ma tutti i bambini con più di sei anni hanno una televisione in casa e hanno tutti un telefono cellulare (LEGGI).

E anche la loro salute è a rischio: il 7% dei bambini cresce in prossimità di industrie o impianti altamente inquinanti.
In questo quadro nero e davvero difficile l'unica cosa positiva che emerge è che la media delle performance scolastiche è allineata a quella europea e in certi casi la supera.

Come a dire: ciò che non mi uccide mi rende più forte!
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