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"Human" di Yann Arthus Bertrand, la Recensione

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La Redazione di Pianeta Mamma è stata invitata all'anteprima di "Human", un film che ritrae l'umanità e la Terra in tutte le loro sfaccettature. Esclusivi filmati aerei e storie raccontate in prima persona davanti ad una macchina da presa

Human, la Recensione

Qualche anno fa mi è capitato di visitare un'esposizione molto interessante : “7 miliardi di Altri”, un ritratto dell’umanità di oggi, curata da un fotografo e specialista di immagini aeree, Yann Arthus Bertrand.  Questa grande mostra era stata inaugurata al Grand Palais di Parigi nel 2009, per poi continuare a viaggiare attraverso il mondo. È stato il primo passo del percorso che ha portato Yann Arthus-Bertrand a realizzare “HUMAN”, un film documentario che personalmente considero un capolavoro poetico, da vedere assolutamente. La Redazione di Pianeta Mamma è stata invitata all'anteprima ed ecco perché andrò a rivederlo al cinema il 29 febbraio, data di uscita nelle sale italiane.

Sono un uomo fra sette miliardi di altri uomini. Negli ultimi 40 anni ho fotografato il nostro pianeta e la diversità umana, e ho l’impressione che l’umanità non stia facendo alcun progresso.
Non sempre riusciamo a vivere insieme. Perché?
 
Non ho cercato una risposta nelle statistiche o nelle analisi, ma nell’uomo stesso. Nei visi, negli sguardi e nelle parole trovo un potente mezzo per arrivare alle profondità dell’animo umano. Ad ogni incontro, ci si avvicina di un passo. Ogni storia è unica. Nell’esplorare le esperienze dell’Altro, ero in cerca di comprensione.
Con queste parole Yann Arthus Bertrand ci presenta il suo progetto: interviste e storie raccontate in prima persona alternate a filmati aerei di una bellezza che non si può esprimere a parole. Filmato in 60 paesi in più di due anni, le 2.020 persone intervistate ci guardano dritto negli occhi e ci offrono storie autentiche e commoventi, raccontate in 63 lingue.
Qualunque fosse il paese, la cultura, l’età o la religione delle persone, i giornalisti hanno posto a tutti le stesse domande fondamentali sulla condizione umana. Si sente libero? Cosa è per lei l'amore, la morte ? Qual è il significato della vita? Qual è stata la prova più difficile cha ha dovuto affrontare e che cosa ha imparato da essa? Qual è il suo messaggio per gli abitanti del pianeta? Domande importanti che non si fanno più, e su cui raramente ci si sofferma a riflettere. Interviste spontanee e vere che lasciano spazio a lacrime a volte trattenute, a sorrisi e risate sincere che lasciano intravedere un legame sincero tra giornalista e persona intervistata. Spesso per più di un’ora, le persone si aprono e raccontano come sono le loro vite. E' l'umanità e la natura a parlare, senza analisi, senza filtri, senza sovrastruttura alcuna. 
 
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Tre ore e un quarto che scorrono veloci dove i protagonisti sono i volti, gli occhi dell'uomo e quelli della natura che entrano dentro, ti sconvolgono, ti interrogano e ai quali non ci sono altre risposte che apertura, abbraccio, ascolto attento e empatia. La musica curata da Armand Amar, la fotografia, i racconti così intimi e gli occhi dell'umanità che sfilano sullo schermo, ti incollano alla poltrona e non hai tempo per renderti conto che ti sei immerso nel cuore della Terra e dell'essere umano. E da certi viaggi così profondi e intensi se ne esce sempre con qualcosa in più, una ricchezza di esperienze e insegnamenti che solo l'incontro con l'altro può dare.

Human è un'ode alla bellezza della natura e un'ode all'umanità in tutte le sue diversità, senza filtri e senza giudizi, ma profondo rispetto. Lacrime, sorrisi, gioia e dolore che si leggono negli occhi delle persone intervistate, e in quelli del nostro pianeta. Un film che ti insegna che la terra e l'uomo possono essere visti da prospettive diverse, e che se la natura può essere benigna e maligna, anche nell'uomo il lato oscuro convive con quel barlume di riflessione e cuore che lo rende umano. L'umanità e il mondo sono fatte di contraddizioni e spesso è difficile comprenderle pienamente, ma bisogna provare ad accettarle per quanto siano dolorose. Come si può accettare la morte di un figlio a causa di una guerra? Ma c'è chi ti insegna che è possibile restare "uomini" e non cedere alla vendetta, all'istinto animale e alla violenza con i più "coraggiosi" dei gesti: pace e dialogo. 

Perché in fondo ciò che ci rende simili è molto più forte di ciò che ci divide. Sentimenti come la felicità, la paura, l'amore, la rabbia, l'angoscia sono comuni a tutti, non hanno frontiere.
 
"Human" è l'incontro con l'altro che ci spinge a riflettere sulle nostre vite. Incontri toccanti, sinceri, a volte scomodi perché se hai un minimo di coscienza e sensibilità non puoi uscire dal cinema senza riflettere a ciò che hai visto e sentito. Storie quotidiane, testimonianza di vita incredibili che ti entrano dentro e non puoi fare altro che lasciarti trasportare dalle emozioni. E' un contatto visivo e intimo con "l'altro" che è attraversato da tanti sentimenti diversi proprio come te; un incontro prezioso che può cambiare il modo di osservare il mondo e la vita. Ed è proprio questo che da spessore e rende "Human" un film assolutamente da non perdere: la capacità di coinvolgere lo spettatore e renderlo protagonista come i tanti volti che sfilano sullo schermo. 
 

"Human" il trailer

Progetto per le scuole

Il film HUMAN adatto per le scuole secondarie di secondo grado potrà essere utilizzato anche per proiezioni scolastiche contattando il NUMERO VERDE SCUOLE 800391105 – info@circuitocinemascuole.com. Sarà disponibile in occasione dell’uscita del film un quaderno didattico utile strumento per approfondire le tematiche trattate.

Alcuni dei temi e delle storie di "Human" e spunti didattici

  • La storia di Leonard
Leonard, in prigione a vita per l’omicidio di una donna e di un bambino, ci racconta il suo difficile cammino verso una nuova vita: a insegnargli cos’è l’amore è la donna che ha tutto il diritto di odiarlo in quanto madre e nonna delle persone che ha ucciso.
 
L’amicizia e l’affetto si possono imparare?
Come superare l’odio per andare verso l’amore mentre l’Altro ci ha fatto del male?
Come superare le esperienze difficili della nostra infanzia e della vita in generale per diventare se stessi? Il perdono è una forma di amore?
 
  • Qosay e Mohamed
Qosay, 31 anni si batte per la Siria. Il suo racconto rivela la trasformazione di uomo che da insegnante diventa soldato. Le domande del figlio mettono in luce il tema della giustificazione della violenza. In una spirale senza fine, in diversi conflitti che lacerano alcune parti del mondo, uomini imbracciano le armi per distruggere ciò che i loro nemici hanno di più caro, ovvero le proprie famiglie.
Mohamed, 50 anni libanese parla di come l’odio e il desiderio di vendetta si siano fatti strada dentro di lui: “Il massacro della mia famiglia ha rimesso in discussione tante cose. Mi interrogavo su chi mi ama, chi mi odia, perché è successo? Tutto ciò ha fatto nascere in me il desiderio di vendetta. L’uomo non nasce con questi sentimenti, si formano con il tempo e le esperienze.”
 
Il desiderio di vendetta è inevitabile?
E’ possible lottare con altre armi?
  • Pepe Mujica
Pepe Mujica, ex presidente dell’Uruguay: 
Non faccio l’apologia della povertà, ma l’apologia della sobrietà. Ci siamo inventati una montagna di bisogni superflui. Bisogna continuamente buttare, comprare e buttare. Sperperiamo la nostra vita. Quando compro qualcosa, o quando tu compri qualcosa, non lo paghi con i soldi, lo paghi con il tempo di vita. Con la differenza che la vita non si compra. La vita passa. Ed è deplorevole sprecare la propria vita e perdere la propria libertà.
Il lavoro è un mezzo per essere liberi?
  • Argus
Come si lascia una traccia di sé nel mondo? “Non perdere di vista le proprie aspirazioni e i propri sogni di bambino” per Argus, brasiliano di 38 anni 
 
a volte penso ad una frase che ho sentito da piccolo, da un amico che diceva: la vita è come portare un messaggio del bambino che sei stato all’anziano che sarai. Bisogna fare in modo che quel messaggio non si perda per strada.
 
 
E voi, vi ricordate del messaggio che volevate portare da bambini?
Cosa sono diventati i vostri sogni, le vostre aspirazioni?

Informazioni sul film

Il film sarà nelle sale italiane dal 29 febbraio al 2 marzo 2016

Questo progetto eccezionale è stato prodotto da due organizzazioni senza scopo di lucro. Interamente finanziato dalla Bettencourt Schueller Foundation e prodotto dalla GoodPlanet Foundation con la partecipazione di France Télévisions, HUMAN è un progetto indipendente e politicamente impegnato. Questa partnership straordinaria ha permesso a Yann Arthus-Bertrand di creare un lavoro estremamente originale e di distribuirlo alle condizioni più accessibili e al pubblico più vasto possibile.

Oltre ad essere una straordinaria raccolta di materiale, HUMAN è anche una avventura umana eccezionale che è stata condivisa da un team appassionato. In totale, 16 giornalisti, 20 cameramen, cinque montatori, e un team di produzione di ben 12 persone che hanno affiancato Yann in questa impresa.
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