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Lettera a tutti gli estranei che giudicano il comportamento di mio figlio

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Nessuno quanto una mamma capisce i bisogni e le motivazioni del proprio bambino; eppure il mondo là fuori è pieno di perfetti sconosciuti che hanno una chiarissima idea di ciò che sta succedendo, e muoiono dalla voglia di esprimerla ad alta voce

Estranei che giudicano comportamenti dei bambini

Un giorno mentre pranzavo in un centro commerciale con altre mamme, mia figlia maggiore ha spinto un'amichetta, che ha battuto la bocca sul tavolo e ha iniziato a sanguinare. Nel caos che ne è seguito, due anziane signore nel tavolo accanto hanno sentito il bisogno di aggredirmi verbalmente a voce alta, pur se stavo esplicitamente andando via dopo essermi sperticata in scuse. Mentre uscivo, altre persone mi hanno lanciato occhiate piene di disprezzo e si sono date di gomito.

Tornata a casa, dopo aver messo in punizione mia figlia, mi sentivo così male, come solo una mamma può capire. Finché non ho ricevuto una telefonata della mamma dell’altra bambina. Mi ha detto che aveva visto la scena, e mia figlia non voleva spingere la sua per farle male; si stavano litigano un giocattolo e avrebbe potuto benissimo succedere il contrario: era stato un incidente. Mi ha suggerito di non essere eccessivamente severa con mia figlia, una bambina che stava attraversando un periodo di grande disagio e stress, a ridosso della nascita di una sorellina dopo una gravidanza complicata da ricoveri in ospedale e quant’altro, fino all’arrivo di una neonata prematura, impegnativa, che aveva assorbito tutte le energie dei suoi genitori; e come se non bastasse, stava affrontando il trasferimento in un’altra nazione, lontano dalle sue amicizie, dai nonni, inserita in un asilo dove non si parlava la sua lingua.

Mi ha suggerito anche di non essere eccessivamente severa con me stessa. Sei una brava mamma, mi ha detto. Era tutto quello che volevo sentire. Dopo questa vicenda ho cercato di stare più vicina a mia figlia maggiore, ma ho anche imparato a non giudicare l’operato delle altre mamme, maturando peraltro una certa idiosincrasia verso chi lo fa. Per tutti i benintenzionati che sembrano sicuri di sapere come una perfetta sconosciuta dovrebbe comportarsi con i propri figli ho una breaking-news: una mamma, nella maggior parte dei casi, non è un’idiota. Conosce i suoi figli e c’è un motivo se sta lasciando piangere il piccolo nel passeggino mentre è in coda alla panetteria invece di allungargli un biscotto mastodontico alle 11:30. E se non dice nulla quando lo fate voi, è perché è una persona educata. Ma non dovrebbe.

Credete per caso che noi mamme non siamo disturbate dal pianto e dai capricci dei nostri bambini? Lo siamo, ma ciò che esaspera il nostro stress sono gli stuoli di “psicologi dell’infanzia” intorno a noi, che blaterano ipotesi e suggerimenti a casaccio “ha fame” “è stufo” “è stanco” “è capriccioso” osservazioni che si potrebbero tutte tradurre con la tacita domanda “ma che razza di madre sei?” E allora ecco che nei momenti più bui della nostra esistenza, cerchiamo pure di giustificarci, sempre con gli estranei di cui sopra: “Sì, ha fame, ma se gli do’ qualcosa adesso, non mangia più a casa.” “Se sballa i suoi ritmi resta nervoso fino a sera.” “Sta mettendo i molari.” “Stamattina ha fatto la vaccinazione”. Poi ci sono altre motivazioni che non abbiamo voglia di annunciare al mondo intero. Magari il nostro bambino è appena uscito da un ricovero in ospedale. O ha risentito della tensione cagionata da un grave lutto in famiglia. A me è stato sempre insegnato che quando non si ha nulla di carino da dire è meglio tacere, e a voi?

Odi gli estranei che ti toccano il pancione e fanno domande? 10 risposte per te

Quando giudicate il comportamento di un bambino che non conoscete, non solo state parlando a vanvera, ma state anche mettendo in difficoltà una donna che spesso non ha bisogno di essere sottoposta ad ulteriore stress. Vi ricordate quando anche voi avevate bambini piccoli? Sembra proprio di no. Volete solo essere utili? "Maperpiacere". Se volete aiutare, non offrite ai bambini cibo spazzatura come a dire: “Mi spiace tanto che tua madre te ne privi per pura perfidia”.

Se volete aiutare, non date addosso ad una mamma che sta cercando di gestire il capriccio di suo figlio nel modo che lei sa essere migliore, perché non avete la più pallida idea di cosa ci sia dietro quella crisi isterica. Se volete aiutare, non sparate a casaccio ipotesi sulle motivazioni del pianto di un neonato, perché credetemi, a volte non ci capisce nulla nemmeno sua madre, e comunque a tutto quello che dite voi ci avrà già pensato da sola. Se volete aiutare, offrite a quella mamma un sorriso comprensivo. Come si dice, non fare mai agli altri ciò che non vorresti facessero a te. Te lo insegnano da bambino, le brave mamme.

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